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Dieci libri per la Giornata Internazionale della Donna

5 marzo 2021

Voci e storie di donne, per stimolare la riflessione e approfondire aspetti diversi dell’esperienza femminile

Come ogni anno, l’8 marzo si celebra la Giornata internazionale dei diritti della donna. Non una “festa”, ci teniamo sempre a sottolinearlo, ma una ricorrenza dalla forte valenza politica e sociale. Un momento condiviso di rievocazione delle lotte e delle conquiste femministe del passato, ma anche di riflessione sul presente e sul futuro. 

Si tratta non solo di un giorno in cui ricordare tutte le persone che si sono impegnate per il cambiamento, ma anche in cui riflettere insieme sui progressi che abbiamo compiuto e, soprattutto, pensare alle donne che ancora oggi subiscono discriminazioni e violenze in diverse parti del mondo. Perché c’è ancora molto da fare in termini di parità di genere e inclusione. 

Proprio per stimolare questa riflessione, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, vogliamo consigliarvi dieci nuove uscite che racchiudono voci di donne, capaci di approfondire aspetti diversi dell’esperienza femminile nella società in cui viviamo. 

Classici da riscoprire

Mercè Rodoreda, La piazza del Diamante, La nuova Frontiera

Siamo negli anni ‘30, nel periodo della Seconda Repubblica spagnola. Natalia, detta “Colombetta”, è una giovane donna come tante di quell’epoca, rassegnata ad accettare ciò che gli uomini – il padre, il marito, i “padroni” presso cui lavora – scelgono per lei. Persino quel soprannome, Colombetta, le è stato imposto dal marito. Ma quando la Guerra Civile arriva e distrugge la sua vita semplice, la donna inizia un doloroso cammino verso l’autoconsapevolezza. Scritto nel 1962, La piazza del Diamante di Mercè Rodoreda è considerato uno capolavori della letteratura catalana. Torna oggi in una nuova edizione con postfazione di Claudia Durastanti e la bella copertina illustrata da Chiara Spallotta. Ne abbiamo parlato qui. 

Sara Gallardo, Gennaio, Solferino

Nefer, adolescente che vive in un ranch nella campagna argentina con la famiglia, è stata stuprata da un operaio locale ed è rimasta incinta. Cosa può fare una ragazza da sola, in campagna, per non avere quel bambino che nascerà in inverno e non essere costretta a sposare il suo stupratore? Opera prima di Sara Gallardo, pubblicato in Argentina nel 1958, quando l’autrice aveva ventisette anni, Gennaio colpisce per la maturità di scrittura e la consapevolezza autoriale. Grido disperato volto a denunciare violenze, soprusi, discriminazioni di una precisa struttura sociale, si tratta di un romanzo che viene dal passato ma è ancora in grado di dire molto sul presente. Ne abbiamo parlato qui

Angela Carter, Le mille e una donna, Donzelli

La fiaba è sempre stata per Angela Carter una potente fonte d’ispirazione. La camera di sangue, riscrittura in chiave moderna di dieci tra le fiabe più conosciute, è considerato il suo capolavoro. «Il mio intento non era semplicemente scriverne delle nuove versioni, ma portare alla luce la sostanza nascosta nelle storie tradizionali» diceva del proprio lavoro. Nei suoi ultimi anni, Carter si dedicò alla costruzione di un’antologia di racconti popolari incentrati sulle figure femminili, «sempre al centro della scena, a grandezza naturale». Le mille e una donna raccoglie, per la prima volta in traduzione italiana, le centoquattro fiabe messe insieme da Angela Carter, provenienti da tradizioni dall’Europa, dagli Stati Uniti, dall’Artico, dall’Africa, dal Medio Oriente e dall’Asia. Il volume, tradotto da Bianca Lazzaro, è arricchito dalle illustrazioni di Cecilia Campironi e dalla prefazione dil Marina Warner.

Narrativa dei ricordi

Luciana Boccardi, La signorina Crovato, Fazi

Sullo sfondo della Venezia degli anni ‘30, La signorina Crovato racconta la storia di Luciana, che a tre anni e mezzo si trova a vivere una “disgrazia” che colpisce la sua famiglia. Il padre, clarinettista, ateo e antifascista, ha avuto un incidente sul lavoro e la madre, pianista, si divide tra le lezioni private con cui provvede alla famiglia e la cura del marito. Vediamo Luciana crescere e affrontare con coraggio le mille sfide che la vita pone sulla sua strada. Sospeso tra finzione e realtà, questo romanzo rappresenta il sorprendente esordio narrativo di Luciana Boccardi, oggi 80enne e stimata giornalista di moda. Un libro che racconta, con grande lucidità ed emozione, la storia di un’infanzia rubata e dell’incredibile capacità di resistenza di uno spirito libero.

Goliarda Sapienza, Lettere e biglietti, La nave di Teseo

Goliarda Sapienza, autrice di L’arte della gioia e dei Taccuini, detestava il telefono e credeva nel valore della forma scritta. Catanese, nata da una famiglia socialista rivoluzionaria, attrice e scrittrice, ha scritto, nel corso di tutta la sua vita, lunghe lettere di cui teneva sempre una copia. Questo volume preziosissimo, a cura del marito Angelo Pellegrino, raccoglie la corrispondenza inedita che Sapienza scrisse tra gli anni ’50 e il 1996, anno della morte. I destinatari sono persone anche molto note della scena culturale: Adele Cambria, Citto Maselli, Luchino Visconti, Attilio Bertolucci, Sandro Pertini, Munevver Hikmet, Marta Marzotto, Federico Fellini e molti altri. Lettere e biglietti, in qualche modo, rappresenta una sorta di romanzo epistolare attraverso cui rileggere la vita dell’intellettuale. Un racconto dei momenti cruciali dell’esistenza e del pensiero di Sapienza, raccontati nella sua dimensione quotidiana. 

Storie di pioniere

Sheila Rowbotham, La promessa di un sogno, Treccani

Sheila Rowbotham, storica e filosofa di formazione marxista, è stata una delle figure chiave della cosiddetta “seconda ondata” femminista. Negli anni Sessanta, insieme a Sally Alexander e Anna Davin fondò l’History Workshop associato al Ruskin College e fu coinvolta attivamente nel crescente movimento di liberazione delle donne. In qualche modo, iniziò una sorta di “rivoluzione dentro la rivoluzione”. In La promessa di un sogno. Ricordi e utopie degli anni Sessanta Rowbotham torna con la memoria a quegli anni. Si tratta di un memoir che a volte ha il sapore di un saggio. Un libro splendidamente scritto, tradotto da Natascia Pennacchietti e intarsiato di ricordi e pensieri, che colpisce per la grande attenzione scientifica e, allo stesso tempo, il fervore rivoluzionario che si respira in ogni pagina. 

A tal proposito, segnaliamo che martedì 16 marzo, alle ore 18.00, Sheila Rowbotham parlerà in diretta, insieme a Elisa Cuter, di La promessa di un sogno, ospite di #PDESocialClub. A presto vi daremo altri dettagli. 

Anna Frisone, Femminismo al lavoro, Viella

Anna Frisone, storica del lavoro ed esperta di studi di genere, analizza l’impegno femminista degli anni Settanta, declinato nel contesto della lotta sindacale e dei diritti del lavoro. Femminismo al lavoro raccoglie i risultati di una ricerca comparata tra Italia e Francia che considera il periodo tra il 1968 e il 1983. Il saggio mette in luce l’esperienza finora trascurata del femminismo sindacale. A partire da numerose interviste originali alle protagoniste di questa stagione di cambiamento, Frisone porta avanti un’analisi capace di restituire la complessità di questi movimenti politici fondamentali nella nostra storia. 

Maria Teresa Giaveri, Lady Montagu e il dragomanno, Neri Pozza

Lady Mary Wortley Montagu,  raffinata aristocratica tra Sei e Settecento, poetessa e scrittrice, nonché moglie dell’ambasciatore britannico a Istanbul, è considerata una figura chiave per la diffusione dei vaccini in Occidente. Grazie alla sua tenacia, ha salvato migliaia di vite da una malattia che all’epoca era un vero e proprio flagello: il vaiolo. In Lady Montagu e il dragomanno, Maria Teresa Giaveri, docente di Letterature Comparate e accademica di fama, racconta l’avventuroso viaggio, dai villaggi circassi a Costantinopoli e infine a Londra, della donna e del suo tentativo di importare in Europa la pratica dell’immunizzazione contro il vaiolo, conosciuta come variolazione, osteggiata dalla medicina ufficiale. Un saggio rigoroso ma coinvolgente che si legge come uno straordinario romanzo d’avventura. Ne abbiamo parlato qui.

Nuove voci da altri mondi

Pauline Klein, La figurante, Carbonio

La figurante è uno strano oggetto letterario, che come la sua protagonista Camille, sfugge alle categorizzazioni. La donna fin dall’infanzia ha sempre vissuto ai margini, spettatrice della sua stessa vita in una sorta di auto-isolamento emotivo, cercando adattarsi a quello che le altre persone si aspettavano. Ora, tuttavia, è arrivato il momento per Camille di farsi delle domande su stessa. Forse la sua apparente indolenza rappresenta la sola arma di resistenza alle convenzioni? Con una prosa asciutta e tagliente, tradotta sapientemente da Lisa Ginzburg, Pauline Klein affronta temi quali l’erotismo e la consapevolezza di sé, riflettendo con ironia sulle interazioni e le aspettative sociali e puntando l’attenzione sulle maschere che spesso ci troviamo a indossare come fossero identità. Ne abbiamo parlato qui

Anna Wiener, La valle oscura, Adelphi

Cosa succede nella Silicon Valley? Anna Wiener ha lavorato per cinque anni nel regno dei Big Data e quando ne è uscita ha deciso di scrivere questo straordinario rapporto, che non è né un reportage, né un memoir. Tradotto da Milena Zemira Ciccimarra, anche a livello stilistico è un affascinante ibrido che ha assunto quasi da solo la forma di un romanzo. In La valle oscura mette a nudo, con travolgente ironia, contraddizioni e responsabilità del settore “tech” e ci mostra questa “macchina” dall’interno, facendone emergere i molti lati oscuri. Wiener, tra i tanti temi, affronta anche quello della condizione femminile sul posto di lavoro, in un ambiente dominato da uno sguardo maschile, dove le donne sono spesso considerate intruse.