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Come l’uom s’etterna: percorsi su Dante

13 settembre 2021
Come l’uom s’etterna: percorsi su Dante

Letture per l’anniversario dantesco

di Cristina Resa

«M’insegnavate come l’uom s’etterna» dice Dante Alighieri al suo maestro, il poeta fiorentino Brunetto Latini, durante il commovente incontro nel Canto XV dell’Inferno, nel terzo girone del settimo cerchio. Ovvero, come l’uomo possa acquistare fama eterna attraverso pensiero e opere e diventare, di fatto, immortale. 

Eccoci qui, settecento anni dopo. Alighieri ha preso la lezione di Latini e non solo l’ha fatta propria, ne è diventato l’emblema. E nell’anno dell’anniversario dantesco, il settimo centenario dalla sua morte, avvenuta a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, sono molte le iniziative culturali e le pubblicazioni volte a celebrare il Sommo poeta e la sua opera più grande e rilevante, la Commedia

Nato a Firenze del 1265, in un giorno imprecisato tra maggio e giugno, Dante viene tradizionalmente considerato il padre della lingua italiana. Influenzato dalla Scuola siciliana e dall’esperienza toscana del Dolce stil novo, per le sue opere letterarie scelse non la lingua dei dotti, ossia il latino, ma quella del popolo, il volgare fiorentino. 

La sua Commedia, poema allegorico-didascalico scritto in terzine incatenate di endecasillabi, che poi verranno chiamate semplicemente terzine dantesche, rappresenta non solo una delle maggiori espressioni della cultura medievale, ma dello stesso pensiero del poeta. A queste terzine Dante affidò il proprio pensiero politico, ma anche le personali concezioni religiose e filosofiche, tra lirismo, misticismo e invettive satiriche.

Alfonso Canciani, Dante (1903). Parma, collezione Giampaolo Cagnin. Da Dante. La visione dell'arte.
Alfonso Canciani, Dante (1903). Parma, collezione Giampaolo Cagnin. Da Dante. La visione dell’arte.

L’immortalità di Dante

Dante morì per un’infezione malarica forse contratta nelle paludi di Comacchio, di ritorno da Venezia per un’ambasceria. Aveva appena finito di scrivere il Paradiso. Erano già molto note le altre sue opere – le Rime, la Vita Nuova, l’Inferno e il Purgatorio – e già c’era attesa per la conclusione della Commedia. Anche grazie alla sua fama, pare che il processo di copia del poema abbia contribuito fin dalle origini alla formazione e diffusione del volgare letterario italiano. 

Sono tutte cose che sapete, ce ne rendiamo conto. Che ci insegnano a scuola fin dall’infanzia. Ma in realtà, la riflessione intorno alla figura di Dante, alla sua importanza nell’immaginario non solo nazionale, al ruolo che ha avuto nel porre le nostre fondamenta culturali, è inesauribile. 

Certo, conosciamo Dante e le sue opere, eppure Dante continua a sorprenderci nelle sue diverse riletture. A questo proposito, vogliamo proporvi dei percorsi di lettura, talvolta particolari o semplicemente inusuali, attingendo ai cataloghi degli editori PDE.

Le pubblicazioni dantesche di Salerno

Chi dice Dante dice Salerno Editrice. La casa editrice specializzata in letteratura, filologia, storia, arte, filosofia, musica, teatro e spettacolo, famosa per i suoi «Diamanti», piccoli e curatissimi libri che raccolgono immensi capolavori senza tempo, ha dedicato un’intera collana al Sommo Poeta, «Nuova Edizione commentata delle Opere di Dante», che  si propone di fare un decisivo passo avanti nella lettura e nello studio della produzione letteraria dantesca.

Dunque, iniziamo con il consigliarvi non un solo libro, ma una serie di pubblicazioni che presentano nuovi testi di tutte le opere, aggiornati per tenere il passo con le nuove convenzioni della filologia internazionale, con commenti originali, capaci di cogliere le diverse sfumature del complesso messaggio dantesco. Le potete vedere tutte qui

Uno dei volumi usciti nel 2021 della «Nuova Edizione commentata delle Opere di Dante» è dedicato a due poemetti scoperti alla fine dell’Ottocento attribuiti a Dante da una parte della critica, Il Fiore e il Detto d’Amore. L’attribuzione, sostenuta da studiosi del valore di Guido Mazzoni, Pio Rajna, Gianfranco Contini, resta incerta, ma è estremamente interessante, ai fini della comprensione dello stile poetico di Dante, ripercorrere l’intricata questione attributiva nell’introduzione che precede il testo. L’edizione è a cura di Luciano Formisano, docente di Filologia romanza nell’Università degli Studi di Bologna. 

Di recente è uscita da Salerno anche la terza edizione della Divina Commedia proposta nella collana «I Diamanti»: tutto il poema in un testo riveduto da uno dei maggiori dantisti contemporanei, Enrico Malato, in un preziosissimo libro, tascabile per davvero. A un primo volume con il testo, è affiancato il Dizionario della Divina Commedia, piccolo ma enciclopedico, che racchiude approfondimenti critici e storici e fornisce notizie sui personaggi, i luoghi, i riferimenti mitologici, storici, astronomici, il lessico filosofico e tecnico.

Riletture dantesche

John Took , Dante. Amore, essere, intelletto, Donzelli

Negli studi danteschi, vita e opere di Dante sono strettamente intrecciate. Gli amori, l’attività politica, gli amici, i nemici, il percorso spirituale, l’esilio sono tutte esperienze che si trasformano in materia narrativa e spunto filosofico. Piero Boitani, nell’Introduzione di Dante. Amore, essere, intelletto di John Took (Donzelli), scrive: «è il primo grande scrittore dell’Occidente a legare la sua poesia a ciò che ha vissuto, a fare poesia della vita, dei suoi sogni, delle sue idee, dei suoi sentimenti, dei suoi fallimenti». Took, professore emerito di Studi danteschi allo University College di Londra, considerato uno dei più grandi dantisti contemporanei, ha dedicato la sua stessa vita  allo studio del poeta. Questo saggio monumentale, unico nel suo genere, rappresenta la biografia intellettuale ed esistenziale definitiva di Dante. In essa, anche opere apparentemente distanti dalla dimensione biografica assumono una nuova luce, poiché la questione letteraria è sempre agganciata alla dimensione esistenziale.

Osip Mandel’štam, Conversazione su Dante, Adelphi

Conversazione su Dante è, invece, un saggio critico sui generis, scritto nel 1933 dal poeta russo Osip Mandel’štam, esponente di spicco del movimento postsimbolista dell’acmeismo e morto poco dopo in un gulag in Siberia. Pubblicato da Adelphi, si tratta di un testo nato dall’amore «ardente» di Mandel’štam, che cominciò a studiare l’italiano da autodidatta, servendosi proprio della Divina Commedia, per il letterato fiorentino. Considerato un grande classico del Novecento, Conversazione su Dante prova a slegare il commento dantesco dalla tradizione retorica scolastica, raccogliendo nelle sue pagine riflessioni poetiche acute, intuizioni inusuali, metafore ardite, tracciando connessioni e andando alla fonte stessa dell’atto poetico. 

Roberto Antonelli, Dante poeta-giudice del mondo terreno, Viella

E al Dante poeta è dedicato il libro di Roberto Antonelli, professore emerito di Filologia romanza alla Sapienza, pubblicato da Viella con il titolo, appunto, Dante poeta-giudice del mondo terreno. Il titolo del volume riprende il titolo del saggio fondamentale del filologo tedesco Erich Auerbach, Dante poeta del mondo terreno (Dante als Dichter der irdischen Welt). Antonelli aggiunge la parola «giudice» nel tentativo di superare le interpretazioni esclusivamente metafisiche del poema, sottolineando l’evidente impegno di Dante a narrare un viaggio nell’aldilà, ma principalmente rivolto a capire e spiegare la realtà puramente terrena. La Commedia così interpretata diventa una macchina di giudizi sui comportamenti e le emozioni degli esseri umani e una riflessione complessiva e appassionata sulla giustizia divina e umana, rappresentate dal Dante Autore e dal Dante Personaggio.

Lella Costa e Gabriele Vacis, Intelletto d’amore, Solferino

Per guardare oltre la figura di Dante, come ci è stata tramandata, ecco che da Solferino ci arriva una versione della vita e dell’opera del Sommo Poeta inattesa, capace di restituirci non la figura idealizzata del genio letterario, ma quella dell’uomo ispirato, appassionato e vivo. Lella Costa e Gabriele Vacis danno voce, con grande ironia e intelligenza, a Beatrice, Francesca, Gemma e Taide: quattro donne diverse tra loro, che possono illuminare l’esperienza dantesca di nuova luce. Intelletto d’amore. Quattro donne e un poeta nasce come un piccolo ma densissimo libro pubblicato ne I solferini e, parallelamente, messo in scena come testo teatrale e declinato in una serie di quattro podcast di prossima uscita. Non si tratta di una parodia, ma di una narrazione divertente e toccante, capace di rapportarsi a Dante e alla Commedia in maniera contemporanea.

Arianna Punzi e Desideria Guicciardini , La Divina Commedia, Lapis

E a proposito della Divina Commedia, come non l’avete mai letta (né vista!), in questo nostro percorso di lettura lontano dalle strade più battute, non poteva mancare un libro per l’infanzia, ma adatto a tutte le età, di straordinaria bellezza. Arianna Punzi, professoressa di Filologia romanza all’Università di Roma “Sapienza” e studiosa appassionata della Commedia, traduce il viaggio di Dante in un moderno adattamento per ragazzi, illustrato dal tratto raffinatissimo di Desideria Guicciardini. Pubblicato da Lapis nella Collana classici, questa riscrittura accessibile a lettrici e lettori più giovani e splendida a vedersi, si presenta profondamente fedele al testo originale, rispettando la cifra principale, ovvero l’elemento del dialogo. A completare ciascuna cantica, le mappe illustrate, per orientarsi nel complesso mondo dell’aldilà di Dante.

Dante oltre Dante

Giuseppe Mussardo e Gaspare Polizzi, Tra cielo e terra, Dedalo

Sulla scia della riscoperta di Dante da prospettive inaspettate, Edizioni Dedalo propone un libro che intreccia la voce del grande Poeta con quella di un suo contemporaneo, Marco Polo, come lui curioso della geografia di altri mondi terreni e celesti. Si intitola Tra cielo e terra. In viaggio con Dante Alighieri e Marco Polo ed è scritto dal professore di Fisica Teorica Giuseppe Mussardo e dal docente di filosofia e storia Gaspare Polizzi. Il libro attinge alla Commedia e al Milione per parlare di astronomia, geografia e cosmologia, ma soprattutto per confrontare le aspirazioni e i sogni di questi due grandi “esploratori”, ognuno a proprio modo, dell’Italia del Trecento. Scritto con un approccio rigoroso ma prosa brillante e scorrevole, Tra cielo e terra si presenta come una lettura particolarmente adatta al pubblico giovane. 

Dante. La visione dell’arte, Silvana Editoriale

Per comprendere l’importanza e l’apporto culturale dell’opera del Poeta, spesso è bene puntare lo sguardo al di là dell’opera stessa. Per questo, Dante. La visione dell’arte, pubblicato da Silvana Editoriale, accompagna il lettore in un coinvolgente viaggio nel mondo dell’arte, fortemente influenzato dalla fascinazione dantesca. Il prezioso tomo, edito in occasione della mostra frutto di una coproduzione fra la Galleria degli Uffizi e la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e curata dai prof. Antonio Paolucci e Fernando Mazzocca, raccoglie numerosi studi aggiornati su circa 300 opere di artisti –  Cimabue, Giotto, Ambrogio Lorenzetti, Beato Angelico, Lorenzo Lotto, Michelangelo, Federico Zuccari, Giovanni Stradano, Guido Reni e molti altri – che hanno tradotto in immagini l’esperienza del letterato, ispirandosi alla vita, alle opere o indagando tematiche affini alle sue.

Quirino Principe, Botticelli. Quadri dalla Divina Commedia, Jaca Book

E a proposito di arte, in occasione dell’anno dantesco, Jaca Book ha pubblicato uno splendido volume dedicato alla Divina Commedia interpretata da Sandro Botticelli. Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino di secondo grado di Lorenzo il Magnifico, commissionò infatti all’artista delle illustrazioni su pergamena dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso. Si tratta di un’opera poco conosciuta ma dal fascino senza tempo, presentata nel volume Botticelli. Quadri dalla Divina Commedia, che raccoglie una selezione dei disegni meglio conservati. Queste tavole sono accompagnate dal commento d’eccezione di Quirino Principe, saggista e musicologo dalla mente poliedrica. Ne abbiamo parlato qui.

Giulio Ferroni, L’Italia di Dante, La nave di Teseo

Nel nostro viaggio alla scoperta del mito di Dante, non possiamo non fare tappa nei luoghi che hanno segnato l’esperienza letteraria del poeta. Seguendo le tracce della Commedia, Giulio Ferroni ci regala una vera e propria mappa dantesca. L’Italia di Dante, edito da La nave di Teseo, raccoglie più di mille pagine di luoghi, personaggi, storie, andirivieni dal Duecento a oggi e ritorno, da Firenze a Siena, da Montaperti a Roma, da Scilla e da Cariddi a Ravenna, correndo di pagina in pagina, di terzina in terzina e di verso in verso su e giù per la Penisola. Ne abbiamo parlato qui e in questi luoghi reali e visitabili, che lo collegano inequivocabilmente al nostro contemporaneo, concludiamo il nostro percorso alla scoperta di un Dante spesso diverso, che, dopo 700 anni, ancora molto può dirci molto di noi, della nostra cultura e del mondo intero.

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In alto, particolare di Henry James Holiday, Dante Alighieri, 1875 circa, collezione privata c/o Christie’s. Da Dante. La visione dell’arte