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Le metamorfosi di Aldo Rossi

2 giugno 2022
Le metamorfosi di Aldo Rossi

A #PDESocialClub Chiara Spangaro e Domitilla Dardi ci accompagnano in un viaggio alla scoperta del grande architetto e designer Aldo Rossi

Giovedì 9 giugno alle 18.00 torniamo a parlare di una mostra e di un artista. Al centro della puntata di #PDESocialClub infatti c’è Aldo Rossi. Design 1960 – 1997. A parlare del grande architetto e designer avremo “in studio” Chiara Spangaro, curatore presso la Fondazione Aldo Rossi, che ha realizzato la mostra in corso al Museo del ‘900 di Milano fino al 2 ottobre, oltre che il ricco catalogo edito da Silvana Editoriale. Assieme a lei, Domitilla Dardi, curatore per il design del MAXXI Architettura di Roma e autrice del Manuale di storia del design, sempre edito da Silvana, che nel catalogo della mostra firma il saggio “Il furor melancholicus e gli oggetti dell’architetto”. Come sempre, #PDESocialClub verrà diffuso sulle pagine Facebook di PDE e di Silvana Editoriale oltre che delle librerie che vorranno condividere la presentazione.

Caffettiere che come in una pagina assai psichedelica di Alice nel paese delle meraviglie crescono all’infinito e diventano torri o fari, colonnati che rimpiccioliscono fino a trasformarsi in fermacarte e frontoni neoclassici che assumono le dimensioni di un portafotografie, monumenti che si appiattiscono e trasmutano in tappeti, ma anche immani librerie a forma di piroscafo e armadi che riproducono o meglio sono una cabina da Lido primi ‘900. 

Nella sua vocazione metamorfica, Aldo Rossi non è stato “solo” un grande architetto che ha frequentato intensamente anche il design, e pure un importante teorico, ma un creatore di architetture di dimensioni e destinazioni diverse, architetture monumentali o “architetture domestiche” come recita il titolo di un suo disegno del 1974. L’ispirazione è una, come uno è il repertorio di forme a cui attingere. Forme classiche e semplicissime, primarie: la conica, il cilindro, il cubo, il cerchio e il quadrato (ah, le finestre di Fontivegge, la libreria Piroscafo, quello strano oggetto che è Tabularium…) e il triangolo, di volta in volta protagoniste assolute, o assemblate tra loro come in certi antichi giochi infantili di costruzioni.

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Un po’ neoclassico e un po’ postmoderno, un tanto di Etienne-Louis Boullée e altrettanto di Studio Memphis, emerge prepotente un altro dato di fatto: Aldo Rossi, così incoercibilmente architetto, si rivela artista, pittore prestato alla tridimensionalità. Non si può guardare ai suoi oggetti, ai suoi monumenti, ai suoi progetti, rendering? Diciamo pure quadri a tutti gli effetti, e non pensare ai metafisici, con le Cabine dell’Elba che sembrano appena evase dai dechirichiani Bagni Misteriosi alle spalle della Triennale, certe composizioni di monumenti sospesi e oggetti ammiccanti usciti dritti dal primo Carrà, orologi giganti dimenticati in mezzo a una strada da un Dalì di passaggio, ombre lunghe e tempo sospeso come nel più desolato Edward Hopper. Un teatro della memoria e dell’immaginazione che acquisterà concretezza e spazialità proprio nei diversi, successivi Teatri di Aldo Rossi, dal primo Teatrino Scientifico del 1978: «costruzione di un oggetto tra la macchina, il teatro e il giocattolo… predisponendo un luogo per la scena e l’azione, come per la memoria» fino al magico Teatro del Mondo, che farà la sua apparizione in Laguna l’anno successivo, nel mezzo del Carnevale, e nel 1980 attraverserà l’Adriatico per approdare al Festival Teatrale di Dubrovnik, o al Teatro Domestico realizzato per la XVII Esposizione Internazionale alla Triennale di Milano, con i suoi bollitori e caffettiere finalmente in versione gigante.

Mostra e catalogo, Spangaro e Dardi, ci guidano nell’avventura intellettuale e progettuale di Aldo Rossi, non trascurando il contesto culturale e gli intensi, cruciali rapporti con l’industria, tra Alessi e Molteni, per dire. E lo stesso faranno nel corso della nostra conversazione di giovedì 9 giugno, imperdibile occasione per prepararsi alla visita all’esposizione milanese. 

Come sempre, saremo in diretta streaming sulla pagina Facebook di PDE, di Silvana Editoriale e delle tante librerie indipendenti di #PDESocialClub che condivideranno l’evento. L’incontro si potrà seguire anche sulla homepage del nostro sito e sul nostro canale YouTube. Vi aspettiamo!