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Letture per salutare l’anno dantesco

31 dicembre 2021
Letture per salutare l’anno dantesco

Celebriamo un’ultima volta Dante nei 700 anni dalla morte con quattro novità che indagano aspetti inediti della sua opera

Siamo ormai agli sgoccioli di questo 2021 inusuale, che, nonostante tutto, ci ha portato tanti bei libri e voglia di leggerne di più. Vogliamo, dunque, salutarlo celebrando ancora una volta uno dei padri della letteratura, il Sommo Poeta, nel settecentesimo anniversario dalla sua morte.

Nell’anno dantesco che sta giungendo al termine, sono state molte le iniziative culturali e le pubblicazioni volte a celebrare Dante e la sua produzione letteraria, che tutt’oggi stupisce per la capacità di dire cose rilevanti sul presente, sul passato e sul futuro. 

Leggere Dante, infatti, non vuol dire solo studiarlo, come spesso abbiamo fatto a scuola, ma inoltrarsi in una selva oscura di simboli e interpretazioni, per fare luce su moltissimi aspetti della nostra stessa storia e cultura. A questo proposito, tempo fa vi abbiamo consigliato un percorso di lettura capace di dare risalto ad aspetti particolari o semplicemente inusuali, attingendo ai cataloghi degli editori PDE (leggete l’articolo qui).

Con questo articolo, vogliamo darvi ulteriori spunti, perché nel frattempo sono usciti altri libri su Dante che meritano certamente di essere consigliati e vanno ad arricchire la riflessione che abbiamo fatto all’epoca.

Dunque, lasciamo che siano i libri a parlare e vi auguriamo uno splendido 2022.

Dante come non lo avete mai letto (e visto)

Dante. Un’epopea pop, Silvana Editoriale

Iniziamo con il presentarvi un libro che mostra un’immagine completamente inedita del Sommo Poeta e della tradizione a esso collegata. Dante. Un’epopea pop, pubblicato da Silvana Editoriale, è un prezioso volume illustrato che racconta l’epopea popolare di Dante Alighieri e del suo poema, la cui fortuna, cominciata già nel Trecento, arriva fino ai giorni nostri. I suoi versi più celebri, impressi nella mente di ciascun italiano, sono diventati quasi proverbiali; altri invece li incontriamo nelle canzoni, nelle pubblicità, perfino nelle scritte sui muri. Anche il profilo del poeta, riconoscibile in tutto il mondo, è diventato un’icona familiare, riprodotta in monete, francobolli e monumenti. Ad alimentare tale fama hanno contribuito gli artisti che hanno raccontato Dante e la Divina Commedia con mezzi diversi: dalle illustrazioni ai romanzi, dalle canzoni ai film, dai fumetti ai videogiochi. Completa la rassegna una sezione dedicata all’arte contemporanea, con opere di maestri internazionali quali Edoardo Tresoldi, Irma Blank, Tomaso Binga, Richard Long, Letizia Battaglia, Kiki Smith, Rä di Martino, Robert Rauschenberg e Gilberto Zorio, scelte per reinterpretare i temi danteschi.

La mostra legata al catalogo è allestita al Mar di Ravenna fino a 9 gennaio 2022.

Antonio Gnoli, La mente apocalittica. Conversazioni su Dante, Treccani

L’avventuroso viaggio della Commedia, lo straordinario laboratorio linguistico, la politica vissuta e patita tra Firenze e l’esilio sono alcuni nodi esistenziali e teorici che quattro studiosi (Carlo Ossola, Giacomo Marramao, Andrea Mazzucchi, Gennaro Sasso) affrontano in queste conversazioni su Dante con Antonio Gnoli. Ne viene fuori un’immagine di Dante inedita, una figura “ribelle” che va ben oltre l’erudizione nella quale è stato a lungo confinato. Restituito alla sua dimensione profetica, Dante rompe gli schemi dell’età medievale, rivoluziona il pensiero scolastico e si affaccia da eretico sulla soglia della modernità. La insidia e la corrode, mostrando la storia di un’Italia condannata, da allora, a essere terra di conquista e di fazioni. Questo è un libro insolito che, a settecento anni dalla morte del poeta, esplora il lato notturno – onirico e allucinato – di un genio tanto popolare quanto misterioso. Il volume è pubblicato da Treccani nella collana Visioni.

Manlio Pastore Stocchi, Dante giudice pentito e altri studi danteschi, Salerno Editrice

La più recente novità di Salerno, casa editrice legata a doppio filo alla critica dantesca, raccoglie studi riguardanti la collocazione storico-culturale dell’opera del letterato, della quale si sottolineano gli aspetti che trascendono i limiti del pensiero e delle convenzioni culturali medievali. Una vasta e approfondita conoscenza dei trattati di fisica, di geografia, di astronomia e astrologia, composti da scienziati arabi e medio-latini quali Alhazen, Vitellione, John of Holiwood, Albumasar, Guido Bonatti, consente a Manlio Pastore Stocchi di affrontare e risolvere questioni storiche ed esegetiche rimaste finora irrisolte, come la determinazione del giorno preciso in cui Dante nacque, che qui si stabilisce sulla base di una testimonianza finora ignorata e di un’analisi delle sparse allusioni astrologiche fornite da Dante stesso. La seconda parte comprende saggi dedicati a luoghi della Commedia e a personaggi quali Ulisse, Brunetto Latini e Cacciaguida; e si conclude con una rilettura complessiva del poema – Dante giudice pentito – in cui se ne studia l’itinerario compositivo rilevando i momenti in cui il Poeta modifica o ritratta più o meno esplicitamente, in corso d’opera, giudizi e condanne.

Alberto Casadei, Le selve di Dante, Aboca

Il tema della selva è fondamentale nella Divina commedia, come tutti sanno sin dai primi versi. Ma se la “selva oscura” è allegorica, dato che è usata per alludere a una condizione di pericolo soprattutto morale, e dipende, probabilmente, dall’imitazione del modello di Virgilio, nel corso dell’opera Dante descriverà altre selve, con particolari ben più realistici, in negativo (la selva dei suicidi) o in positivo (il bosco dell’Eden). In un percorso avvincente fra le varie cantiche, possono essere dunque messi a fuoco non solo i rapporti di Dante con la Natura, figlia di Dio, in particolare con alberi sacri (come quello del Bene e del Male) o inventati, ma per di più i modelli narrativi usati dal poeta per rappresentare l’Aldilà insieme al nostro mondo. Questo breve saggio, firmato da uno dei più illustri conoscitori di Dante e pubblicato da Aboca, illuminerà da una prospettiva inedita la grandezza della Divina commedia, un’opera che come nessun’altra contiene spunti per continuare a essere attiva nel tempo: uno dei pochi classici che viene ancora citato e reinterpretato in tutte le arti.

Guido Favati, Emilio Pasquini, Amore, Treccani

“Amor ch’a nullo amato amar perdona”: chi di noi non conosce, ha sentito o declamato almeno una volta nella sua vita il famoso verso 103 del Canto V dell’Inferno della Divina Commedia, tra i più famosi dell’intera opera e della letteratura italiana in generale? Diventate simbolo per eccellenza dell’amore, quelle parole pronunciate da Francesca da Rimini, alla quale il Canto è quasi interamente dedicato, contengono il senso e l’intrinseca contraddizione di un sentimento che procura gioia incontenibile e allo stesso tempo indicibile dolore, e che il sommo poeta seppe descrivere in modo ineguagliabile. Termine-chiave dello Stilnovo e al centro del lessico dantesco, l’amore viene esplorato dettagliatamente in queste dense pagine nella sua articolata evoluzione e nelle più diverse declinazioni all’interno della produzione di Dante: percorre la Vita nuova, veste i panni della donna gentile-filosofa nel Convivio, esplode in un crescendo espressionistico nelle Rime fino a innestarsi nella Commedia in un contesto di magistrale respiro. Introducono il testo le riflessioni di Ilaria Gaspari, che all’universo sentimentale ha dedicato gran parte della sua produzione.

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In alto, Gustave Doré – Dante Alighieri, L’Enfer. Avec le dessin de Gustave Doré, Traduction francaise de Pier-Angelo Fiorentino 1861, Da Un’epopea pop, Silvana Editoriale.