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“Il chiosco” di Anete Melece, tra animazione e illustrazione

7 maggio 2020
Dettaglio della copertina di Il chiosco

Ispirato a un cortometraggio animato, Il chiosco di Anete Melece si è aggiudicato il Premio Orbil 2020 per il miglior albo illustrato

Orbil – “libro” al contrario – è il nome del premio assegnato ogni anno dall’Associazione delle Librerie indipendenti per ragazzi (ALIR). E questa parola scritta alla rovescia sembra volerci dire fin da subito che esistono tanti punti di vista per guardare alla letteratura per l’infanzia. 

Così, per l’ottava edizione consecutiva, i librai dell’ALIR hanno puntato il loro «sguardo libero e indipendente» verso l’orizzonte dei migliori libri per bambini e ragazzi pubblicati nel corso dell’anno precedente e hanno assegnato il Premio Orbil 2020 per il miglior albo illustrato al Il chiosco di Anete Melece, portato nelle librerie italiane da Jaca Book.

«Un albo originale nel panorama editoriale contemporaneo», scrivono nelle motivazioni, «che, attraverso un impianto visivo fresco e raffinato, racconta una storia di solitudine, di gabbie che intrappolano, di viaggi e inaspettate seconde possibilità». 

E in effetti, originale è anche la storia della creazione di questo libro delizioso quanto stratificato. 

Anete Melece

Chi è Anete Melece?

Classe 1983, Anete Melece è un’illustratrice e cineasta lettone che vive a Zurigo dal 2007. Ha studiato Comunicazione Visiva all’Accademia d’Arte della Lettonia e frequentato un Master in Animazione all’Università di Scienze e Arti applicate di Lucerna. 

Il chiosco, in un certo senso, rappresenta un sunto dei molti talenti dell’autrice, nonché un vero e proprio punto di svolta per la sua carriera. 

Nato come cortometraggio animato intitolato The Kiosk (che potete vedere integralmente più sotto), vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali, si è poi trasformato in questo incantevole volume illustrato per bambini dai 5 anni, tradotto da Alba Zara.

Protagonista di questa narrazione transmediale è Olga, una donna mite e gentile letteralmente bloccata sul proprio posto di lavoro, dove l’immobilità fisica è allegoria dell’impossibilità di evadere dalla routine e realizzarsi a livello personale.

Olga lavora da anni nel chiosco del titolo e conosce bene i suoi clienti. C’è il signore che si presenta ogni giorno all’apertura per comprare un pacchetto di sigarette; l’uomo con il cane al guinzaglio a cui vende sempre lo stesso giornale; il runner che compra una bottiglia d’acqua; la donna che chiede il solito lecca-lecca per calmare il pianto della figlia.

I clienti vanno e vengono mentre Olga, all’ora di chiusura, rimane sempre sola, bloccata dentro un chiosco diventato troppo stretto per lei. La donna passa le sue notti solitarie sfogliando una rivista di viaggi e fantasticando di spiagge e tramonti lontani. Un giorno, per caso, riesce a trovare un modo per “sbloccarsi” e iniziare un viaggio verso una nuova vita.

 

Com’è nato Il chiosco

A ispirare la storia di Olga è stata la stessa esperienza personale di Melece, raccontata in un fumetto scritto in lingua inglese e intitolato Busy Freelancer at Work, che potete leggere direttamente sul sito web dell’autrice. 

Qui Anete Melece racconta di aver deciso di lasciare un lavoro stabile ma soffocante in uno studio grafico, per iscriversi al Master a Lucerna e inseguire il sogno di diventare animatrice. 

Proprio mentre portava a termine i suoi studi di animazione le è venuta l’idea di raccontare per immagini la storia di una donna bloccata nella propria quotidianità, alla ricerca della via per la libertà. «This was about a lady who was stuck finding the way to freedom» scrive proprio alla fine di Busy Freelancer at Work

Ci ha messo tre anni a realizzare il cortometraggio, e insieme a The Kiosk ha cominciato – proprio come la sua protagonista Olga – un viaggio alla ricerca della felicità. Un viaggio vero e proprio, perché insieme a The Kiosk Anete Melece ha girato i festival cinematografici di tutto il mondo e si è fatta conoscere come artista.

Una tavolo di Il chiosco

Dal cortometraggio al libro

La decisione di realizzare un libro basato sulla stessa storia è arrivata solo dopo alcuni anni. L’autrice si è presa del tempo per capire come raccontarla attraverso un diverso linguaggio espressivo, per non proporre una mera versione statica del precedente lavoro animato. 

Così, ha mantenuto il soggetto di The Kiosk, ma ha scelto di illustrare nuovamente l’intera storia. Ha riempito le tavole di straordinari colori e i fondali di nuovi dettagli, per sopperire alla mancanza di suono e regalare ai lettori un’esperienza diversa da quella degli spettatori. In qualche modo, complementare. 

Il risultato di questo processo creativo è un volume illustrato incantevole, pensato per grandi e piccini, con molteplici livelli di lettura. Ottimista, ma assolutamente non ingenuo, Il chiosco rappresenta un incoraggiamento ad alzare lo sguardo e provare a raggiungere nuovi orizzonti, trovare la felicità ripensando al proprio quotidiano. 

Anete Melece, Il chiosco, Jaca Book
La copertina di Il chiosco