Indietro

PDE “corre” al Premio Strega Europeo 2018, con ben due titoli

10 aprile 2018
Premio Strega Europeo 2018

Annunciata la cinquina del Premio Strega Europeo 2018: tra i titoli finalisti, due sono pubblicati da editori promossi da PDE

Grande soddisfazione in PDE all’annuncio della cinquina del Premio Strega Europeo. Ben due case editrici del suo portafoglio clienti opzionano l’ambito premio per l’edizione 2018.

Si tratta di Neri Pozza, che candida  il francese Olivier Guez, con La scomparsa di Josef Mengele, l’avvincente storia della latitanza argentina del criminale di guerra tedesco, tradotto da Margherita Botto, Prix Renaudot 2017, e di e/o, in gara con la belga Lize Spit e il suo Si scioglie, tradotto da David Santoro, dura storia di adolescenza che non conosce speranza né redenzione, Nederlandse Boekhandelsprijs 2017.

I cinque finalisti sono stati annunciati il 9 aprile a Torino da Nicola Lagioia, direttore del Salone Internazionale del Libro e da Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci. Incontri con i finalisti al Salone del Libro di Torino il 12 e 13 maggio. E premiazione alla Sala Azzurra del Salone, il 13 maggio alle 18.30.

Il premio per lo scrittore vincitore è di 3.000 euro, ma dal 2017 c’è un riconoscimento di 1.500 euro anche per il traduttore del libro premiato, offerto dalla FUIS-Federazione Unitaria Italiana Scrittori.

La  giuria è composta da più di venti scrittori vincitori o finalisti del Premio Strega, a cui si aggiungono Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, Lucio Battistotti, consigliere della Commissione europea, Maria Ida Gaeta, direttore della Casa delle Letterature di Roma e del Festival Internazionale Letterature, Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, presidente e direttore della Fondazione Bellonci.

Gli altri finalisti del Premio Strega Europeo sono lo spagnolo Fernando Aramburu, ‘Patria’ (Guanda), tradotto da Bruno Arpaia, Premio; l’irlandese Lisa McInerney, ‘Peccati gloriosi’ (Bompiani), tradotto da Marco Drago  e l’islandese AuÐur Ava Ólafsdóttir, ‘Hotel Silence’ (Einaudi), tradotto da Stefano Rosatti.