
Elena Mancioppi
Dialogando con l’ampio corpus dei testi di Calvino, questo libro propone una riflessione originale sulla questione del sensibile, individuando in questo concetto il cardine della poetica calviniana che, abbinando il registro del cristallo alle profondità telluriche della parola, proietta il sensibile nel regno della molteplicità degli universi possibili. In particolare, il sensibile si configura quale carica potenziale dell’esperienza che permette di interpretare la sua opera come un’estetica del negativo in senso fotografico. Il saggio si snoda attraverso tre grandi ambiti tematici: i sensi, il cibo, i mondi vegetali e animali, sintetizzati in una costellazione cosmica tratteggiata nelle sue infinite ramificazioni, sovrapposizioni, crudezze e virtualità. Attraverso la continua corrispondenza tra analisi testuali e rimandi ad autori contemporanei, si mostra come Calvino abbia anticipato molti temi che animano il dibattito attuale sulla crisi ecologica intesa innanzitutto come crisi immaginativa e percettiva.