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Le parole del fascismo

28 ottobre 2022
Le parole del fascismo

#PDESocialClub presenta il denso volume collettaneo curato da Salvatore Lupo e Angelo Ventrone per Donzelli


Giovedì 3 novembre alle 18.00 Salvatore Lupo e Angelo Ventrone saranno a #PDESocialClub a parlare del volume da loro curato, Il fascismo nella storia italiana, edito da Donzelli. La presentazione sarà visibile sul profilo Facebook, sul sito e sulla pagina YouTube di PDE e di Donzelli e sui profili Facebook delle librerie indipendenti che decideranno di condividere l’incontro.

Cento anni sono tantissimi, sono un secolo, che detta così sembra ancora più lungo. Eppure, fatti storici come la Marcia su Roma, l’atto decisivo dell’affermazione della prima dittatura moderna, esempio e sprone per tutti gli altri totalitarismi novecenteschi, vivono di un’attualità che li fa apparire molto più vicini dei cent’anni passati. Sarà perché ancora qualche testimone permane in vita, sarà perché ancora tantissimi, fascisti o antifascisti, si definiscono a partire da quei fatti e da quella temperie, sarà infine perché molti dei problemi e delle inquietudini di allora, in qualche modo permangono, al punto che le parole fascismo e fascista hanno finito per spalancarsi a una pluralità di usi applicabili a fenomeni che con il fenomeno storico del fascismo italiano poco hanno in definitiva a che fare.

Salvatore Lupo e Angelo Ventrone danno nel poderoso volume da loro curato per Donzelli ampia dimostrazione del livello di approfondimento e della varietà di approcci raggiunto dagli studi recenti sul fascismo. Lo fanno mantenendo la concentrazione stretta sul fascismo storico, “privilegiando – dice Lupo nell’avvertenza iniziale – approcci più limitati, più rigorosi, che riportassero il nostro argomento al suo contesto d’origine, al suo tempo storico”. Lo fanno raccogliendo testi di numerosi studiosi su argomenti diversi e con metodi diversi, ma all’interno di una struttura che dà organicità e prospettiva alla somma di tante differenze.

Il fascismo nella storia italiana verte attorno ai due saggi iniziali dei curatori, “La rivoluzione, ovvero il mito di un ordine nuovo”, di Lupo, e “Perché il fascismo si sentiva moderno: alla ricerca dell’uomo nuovo”, di Ventrone, che investigano, ognuno per la sua parte, le due idee base del fascismo, quella di rivoluzione e quella di modernità, inserendole nel contesto generale della crisi politica, ideologica ed “esistenziale” che si consuma tra fine Ottocento e inizi del XX secolo sotto la spinta della nascita della società di massa, della sempre più veloce industrializzazione, di crescita e crisi dei modelli democratico socialista.

Gli undici contributi di altrettanti studiosi che danno forma alla seconda parte, “Calendario”, ricostruiscono in ordine cronologico le date cardine della parabola fascista, partendo dalla Marcia su Roma per approdare al 25 aprile. I sette contributi della terza parte, intitolata “Sentieri”, tornano a un approccio tematico per definire alcuni aspetti specifici del fascismo movimento – partito – regime: dallo squadrismo agli apparati di repressione, dal partito unico e la dialettica tra centro e periferia, ai giovani e alle donne, dalla diffusione del modello fascista nell’Europa coeva, dalla Spagna a tutto il centro Europa alla nascita dell’antifascismo.