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Conservare, condividere e trasmettere: sull’attività editoriale della Cineteca di Bologna

27 aprile 2022
Conservare, condividere e trasmettere: sull’attività editoriale della Cineteca di Bologna

La cineteca di Bologna come centro di ricerca e diffusione culturale. Ne parliamo con il direttore Gian Luca Farinelli

Conservare, condividere e trasmettere: sono queste le tre parole chiave intorno a cui ruota l’attività della Cineteca di Bologna, una delle più importanti cineteche europee che dal 2012 si è trasformata in Fondazione, a quasi cinquant’anni dalla nascita della Commissione Cinema dalla quale germogliò. La Cineteca di Bologna è diventata così un luogo non solo di conservazione archivistica e di restauro, ma anche un centro di diffusione culturale.

La cultura che si propone di trasmettere è quella, naturalmente, del cinema e dell’audiovisivo, anche attraverso rassegne come Il Cinema Ritrovato, dedicata ai restauri di film rari.

La Cineteca si impegna da anni anche nella formazione e nella ricerca, affiancando a tutte queste attività una ricca produzione editoriale con Edizioni Cineteca di Bologna, marchio attivo dal 2009 che pubblica saggi di cinema, monografie, Dvd e Blu-Ray di rarità corredati da booklet di approfondimento.

Ne abbiamo parlato con Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna dal 2000.

La Cineteca di Bologna è allo stesso tempo un luogo di conservazione, di studio ma anche di divulgazione del patrimonio cinematografico. Si tratta di attività che non solo le persone che studiano il cinema, ma tutte quelle che ne fruiscono, riescono a “toccare” con mano grazie al lavoro che fate, per esempio, con Il Cinema Ritrovato e la sua distribuzione. Dunque, chiediamo: come nasce il vostro marchio editoriale, invece, e come si colloca in questo scenario?

La Cineteca da sempre pubblica libri che escono in occasione delle sue iniziative. Tuttavia, una quindicina di anni fa abbiamo immaginato di fare un salto di qualità, cioè di diventare noi stessi editori. Questo perché volevamo aumentare il numero di pubblicazioni, ma anche perché ci sentivamo pronti per farlo. La Cineteca è infatti un’istituzione che si occupa di conservazione, ma che ha anche l’obiettivo di rendere il cinema del passato sempre molto presente. Peraltro, per noi il passato comincia da ieri, non è solo il cinema dei fratelli Lumière. Per noi anche il cinema dei grandi autori, dei nuovi autori, fa già parte della storia del cinema. Pensavamo che nel panorama editoriale italiano mancasse una figura editoriale, come la nostra, cioè un’istituzione che porta avanti un lavoro di grande approfondimento e che produce dei libri che sono il frutto di ricerche di anni. Testi che sono assolutamente unici, che escono in prima battuta in Italia e che poi hanno anche delle edizioni internazionali.

È questo che proviamo a fare attraverso Il Cinema Ritrovato, prima come festival e poi come distribuzione: cerchiamo di allargare il pubblico, la platea di coloro che sono interessati alla storia del cinema. Abbiamo pensato che un paese come il nostro, che ha avuto una delle cinematografie assolutamente più rilevanti e che continua ad avere una cinematografia importantissima, con maestri sempre nuovi, meritasse di avere una distribuzione stabile dedicata alla storia del cinema. Che fosse possibile far ritornare in sala i film del passato e pubblicare delle opere, dei Dvd e dei Blu-Ray di assoluto livello internazionale, che potessero essere alla pari con le migliori edizioni di approfondimento sul cinema che escono nel mondo.

Piazza Maggiore durante Il cinema ritrovato (fonte: Cineteca di Bologna)

Quali sono le sfide da affrontare dal punto di vista della promozione dei libri sul cinema? Come individuate il vostro pubblico di riferimento e attraverso quali canali lo raggiungete?

Intanto, durante il Festival Il Cinema Ritrovato, organizziamo una mostra dedicata all’editoria cinematografica, che è un’occasione assolutamente unica. Normalmente  si svolge tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, ma l’anno scorso lo abbiamo organizzato a fine luglio, subito dopo Cannes, mentre l’anno precedente a fine agosto, subito prima di Venezia. Quest’anno torneremo nelle nostre date abituali. Questo evento, in cui portiamo le nostre edizioni e accogliamo i maggiori editori italiani, ci offre l’occasione per far conoscere a una platea anche internazionale le nostre pubblicazioni. Poi, naturalmente, cerchiamo di fare un lavoro capillare con le scuole, con le biblioteche e ci appoggiamo a PDE per la promozione dei nostri libri nelle librerie, facendo anche presentazioni a livello nazionale. Inoltre, abbiamo i nostri canali cittadini e quindi la nostra libreria, le nostre sale. Le pubblicazioni della Cineteca sono spesso collegate a rassegne, retrospettive e mostre, come è il caso di due libri usciti nel mese di marzo.

A questo proposito, quest’anno cade il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, nato appunto a Bologna il 5 marzo 1922 e i due libri menzionati sono dedicati al regista, scrittore e poeta. Quindi cosa significa questo anniversario per la Cineteca di Bologna? 

Pasolini è una figura di grande riferimento, incardinata nel nostro stesso DNA. La Cineteca era nata da pochissimo e uno dei primi grandi convegni internazionali che organizzò nel 1973 fu proprio il convegno Erotismo, perversione, merce che ebbe nel contributo di Pasolini, uno dei momenti assolutamente più rilevanti. Inoltre, Pasolini era di Bologna e qui aveva tanti amici, molti dei quali hanno partecipato alla nascita della Cineteca. Anche Laura Betti, che ha preso in mano il fondo Pasolini, era bolognese e nel 2003 ha deciso di portare il fondo in Cineteca. Il presidente della Cineteca di allora, Giuseppe Bertolucci, che aveva conosciuto molto bene Pasolini, decise quindi di creare un centro studi proprio in Cineteca, che poi ha dato vita a tantissimi incontri e a molte pubblicazioni, spesso anche in collaborazione con Cinema Zero e con il Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia.

Abbiamo anche iniziato un’attività di restauro che ci ha portato a restaurare 13 dei 23 film di Pasolini. Quindi ci prepariamo da sempre a questo centenario e faremo un grande festival, Pasolini a Bologna, che durerà due mesi. Portiamo in sala dodici film, da  Accattone a Salò, per consentire alle sale italiane di offrire al loro pubblico il lavoro di questo artista assolutamente unico per intensità, rilevanza civile, forza profetica, ma anche semplicemente per l’immensità della sua opera. Se pensiamo che Pasolini in 14 anni di attività, dal 1961 al 1975, ha realizzato 23 film tra lunghi e corti  – che sono quanti ne ha realizzati Fellini in 50 anni – capiamo di trovarci di fronte a un artista di unaforza e di una capacità poliedrica che ci lasciano stupefatti.

 
Oltre a tutto questo, abbiamo allestito una mostra dal titolo “Folgorazioni Figurative”, che cerca di mostrare la relazione tra Pasolini e la storia dell’arte. Lui stesso diceva di essere un pittore, più che un regista, perché più che dal cinema veniva dalla storia dell’arte. Nella mostra vediamo come la lezione di Roberto Longhi, che tra il 1941 al 1942 tenne un corso straordinario su Masolino e Masaccio seguito dal giovane Pasolini, gli abbia dato uno sguardo completamente nuovo e personale. È questo sguardo che rende i suoi film ancora oggi così unici, anche sotto il profilo visivo. Assieme a tutta questa attività abbiamo pubblicato due libri: il catalogo che accompagna la mostra,un volume di straordinaria ricchezza visiva, e un libro di grande approfondimento sul periodo della sua formazione, dal titolo Pasolini e Bologna. Pasolini, per esempio, ha pubblicato proprio in questa città il suo primo libro di poesie, ma Bologna ha poi visto anche ritorni importanti. come la performance voluta da Fabio Mauri, che nel 1975 proiettò sulla camicia bianca di Pasolini parti di sequenze del Vangelo secondo Matteo durante una delle ultime attività pubbliche dell’artista.

Quindi, nell’attività della Cineteca emerge sempre il forte legame con il territorio. Però, a questa dimensione, è affiancata una salda vocazione internazionale. Alla Cineteca di Bologna, ad esempio, è affidato da anni il compito di ricostruire l’intera opera di Charlie Chaplin. Questo corpus è protagonista di una serie di pubblicazioni volte ad approfondire la sua figura a tutto tondo. Può parlarci dell’importanza del Progetto Chaplin, anche dal punto di vista editoriale?

Insieme a Pasolini, Chaplin è la nostra colonna vertebrale. Stiamo cercando di pubblicare un libro per ognuno dei film di Chaplin, ma realizziamo anche delle versioni restaurate in Dvd e in Blu-Ray dei suoi film. È un’operazione gigantesca che portiamo avanti da decenni. Chaplin è sicuramente lo Shakespeare del cinema, un grande genio  del ‘900. Se vogliamo raccontare con un’immagine la rivoluzione industriale, è inevitabile pensare all’omino negli ingranaggi di Tempi Moderni. Ma Charlot è stato anche la prima vera star. Le star precedenti erano state alcune figure storiche. Poi arriva questo comico che mette in scena il vagabondo, l’uomo più povero dei poveri. Questa immagine completamente nuova nella storia dell’arte diventa la figura più amata nel cinema mondiale. Su Chaplin cerchiamo di fare lavori di grande ricerca, come nel caso della pubblicazione recente di un enorme libro di uno studioso, Peter von Bagh, in cui film per film l’artista è guardato assolutamente in profondità, oppure del saggio su The Freak, che avrebbe dovuto essere l’ultimo film di Chaplin che però non realizzò. Si tratta di un volume molto importante nell’ambito degli studi chapliniani, perché ci restituisce l’immagine del genio che davanti all’ultima opera della sua vita produce ancora qualcosa ditraordinario, che però purtroppo non è mai diventato un film.

Chiudiamo con una domanda sul futuro: qualche anticipazione sulle prossime pubblicazioni di Edizioni Cineteca di Bologna?

Una sarà un cofanetto dedicato alle registe dell’Unione Sovietica, che sono per lo più sconosciute, ma rappresentano una sorta di avanguardia di quello che poi, nel corso del ‘900, si sarebbe affermato in tutto il mondo. Parliamo di registe interessantissime fino a oggi rimaste nell’ombra. Poi pubblicheremo l’edizione restaurata di Vampyr di Dreyer, per la quale abbiamo registrato la musica d’epoca, ma suonata e registrata nuovamente, in modo da poter godere della miglior qualità sonora possibile. Infine, stiamo lavorando a un enorme cofanetto dell’opera omnia di Buster Keaton, che ovviamente vogliamo far uscire per Natale.

La mostra dedicata a Pasolini, “Figurazioni figurative”, sarà visitabile fino al 16 ottobre 2022, negli spazi espositivi del sottopasso di piazza Renzi a Bologna.

Potete ascoltare una versione audio della nostra intervista nel quarto episodio del nostro podcast magazine Indie – Libri per lettori indipendenti.