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Quanto è difficile ragionare per sottrazione

10 marzo 2022
Quanto è difficile ragionare per sottrazione

Quando meno diventa più? Ne parliamo in streaming con Paolo Legrenzi a #PDESocialClub

La puntata di #PDESocialClub di giovedì 17 marzo, alle ore 18.00, vede al centro, nel giorno di uscita in libreria, il nuovo, illuminante libro di Paolo Legrenzi Quando meno diventa più. La storia culturale e le buone pratiche della sottrazione, edito da Raffaello Cortina.

Illuminante dicevamo, perché è grazie a Legrenzi e al suo libro che capiamo finalmente come mai certi concetti, certe prospettive ci risultano così ostiche. Pensiamo alla “decrescita felice”, ai tanti gridi di allarme per la crisi climatica, in larga parte dipendente dalla nostra incoercibile (davvero incoercibile?) vocazione ad accumulare a “sommare” beni e consumi. Perché, al contrario del sommare, il sottrarre ci risulta così ostico, così innaturale, così tremendamente controintuitivo?

È tutto un problema antropologico? I nostri avi raccoglitori cacciatori, perseguitati dalla fame e abituati a non sprecare un’occasione, ci hanno segnati per i millenni a venire come accumulatori impenitenti? Addirittura, siamo fatti così? O meglio, così è fatto il nostro cervello? Sottrarre, togliere, levare è contrario alla nostra fisiologia, alle nostre più intime strutture cerebrali?

Legrenzi ci mostra come sia tanto più difficile ragionare per sottrazione che per addizione, usando una messe sterminata e sorprendente di aneddoti, test, giochi logici, provenienti da ricerche scientifiche, ma anche film e romanzi. La spiegazione del libero arbitrio ricavata dall’episodio di Alberto Sordi monsignore chiuso nell’ascensore guasto con una strepitosa Stefania Sandrelli in un memorabile episodio di Le strane occasioni (Luigi Comencini, 1976) è impagabile.

Cliccate qui per il link all’evento

Eppure, eppure Legrenzi non ci sta a consegnare a una sorta di maledizione ereditaria, di tabe originaria la nostra difficoltà a ragionare per sottrazione, contestando in definitiva quella sorta di odierno neurodeterminismo oggi molto alla moda. Contro molti luoghi comuni diffusi, Legrenzi ci ricorda che il nostro cervello è un organismo dinamico, che cambia, che cresce, che si adatta, che non è vero che il nostro cervello è fatto a strati di accrescimento successivi e immutabili. Il nostro cervello, dice Legrenzi citando il titolo di un saggio di Joseph Cesario, non è una “cipolla con un rettilino dentro”. 

Alla fine, i nemici della mente sottrattiva sono il senso comune e un’eccessiva fiducia nella percezione e nell’intuizione, che ci aiutano e tanto nelle situazioni abitudinarie o nelle emergenze immediate, ma si rivelano un freno quando non peggio di fronte alla necessità di proiettare nel tempo e su rischi che non hanno un nome e un volto immediatamente riconoscibili. Gli stessi che tremano a salire su un aereo, non battono ciglio quando montano sulla loro automobile, eppure le statistiche son tutte lì, e parlano chiaro. E allo stesso modo, gli stati spendono cifre vertiginose per combattere il terrorismo, e figuriamoci, col pieno sostegno della popolazione, ma si rivelano molto poco pronti a impegnarsi quando si tratta di fronteggiare sciagure infinitamente più letali come la crisi climatica, lo scioglimento dei ghiacci, la prospettiva di una siccità senza fine.

Pure, ed è il grande insegnamento di Quando meno diventa più, la capacità di sottrarre, la capacità di ridurre, la possibilità di rinunciare al semplice, facile gratificante pensiero addizionale per imparare a ragionare per sottrazione, è una cosa alla portata di noi umani. È tutta una questione di cultura, è una questione di società, di volontà individuale e di spinta sociale.

Di tutto questo parleremo con Paolo Legrenzi nel corso della nostra conversazione di giovedì a#PDESocialClub, sulle pagine Facebook di PDE, di Raffaello Cortina Editore e tutte le librerie che decideranno di condividere l’appuntamento. L’incontro si potrà seguire anche sulla homepage del nostro sito e sul nostro canale YouTube.

Vi aspettiamo!