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Cento anni di Pasolini

5 marzo 2022
Cento anni di Pasolini

Cento anni fa nasceva Pier Paolo Pasolini: in occasione dell’importante anniversario, vi consigliamo un percorso di lettura

di Cristina Resa

«Io sono una forza del passato, solo nella tradizione è il mio amore», recitava Orson Welles nei panni del regista di La ricotta (1963), ma le parole erano di uno degli intellettuali più anticonformisti del ‘900. Pier Paolo Pasolini era davvero una forza del passato. «Io non mi identifico nel passato» scriveva, «ma rivedo i suoi riti e i suoi cicli umani, gesti ripetuti nelle epoche che raccolgono i sentimenti di generazioni, e sento che il mio amore di oggi ha radici profonde in quel Passato». 

Lo era, nella misura in cui si sentiva estraneo a un presente sempre più omologato e a un futuro che identificava come un deserto culturale. Nonostante questo, aveva la capacità non solo di guardare nitidamente la contemporaneità, scomporla – oggi diremmo decostruirla – e ricomporla fino a comprenderne ogni singola sfumatura. Tutto, nella vita e nelle opere di Pasolini, rimanda a questa tensione tra antico e moderno, sacro e profano. Anche se Pasolini direbbe, come in realtà ha fatto attraverso il centauro Chirone in Medea (1969), che tutto è santo

Pier Paolo Pasolini nasceva a Bologna cent’anni fa, il 5 marzo 1922, e ancora oggi è forza del passato, più moderno d’ogni moderno. Poeta, prosatore, giornalista, regista, contestatore, intellettuale marxista gramsciano, e allo stesso tempo inevitabilmente borghese e religioso nel senso più arcaico del termine, Pasolini era tante cose e, soprattutto un uomo ricco di contraddizioni. Attaccato su diversi fronti quando era vivo, diventato un’icona spesso svuotata di complessità dopo la scomparsa, ha certamente lasciato un segno indelebile nella nostra cultura. Icona, d’altronde, presuppone qualcosa di statico, immutabile: tutto quello che il lavoro dell’intellettuale corsaro, che continua a parlarci del presente in maniera eccezionalmente lucida e precisa, non è.

Il centenario della sua nascita ci dà dunque l’occasione per riflettere sul valore sempre attuale delle opere che ci ha lasciato. Vogliamo farlo segnalandovi una serie di pubblicazioni estremamente diverse tra loro, tra memoir, saggi critici e storici e persino un libro per ragazzi, che sono tutti espressione della complessità di una personalità come Pier Paolo Pasolini. 

Performance “Intellettuale” di Fabio Mauri. Sul corpo di Pasolini vengono proiettate le immagini del film Il Vangelo secondo Matteo. 31 maggio 1975. © Cineteca di Bologna / Antonio Masotti. Fonte: Folgorazioni figurative

Pasolini ieri, oggi e domani

Pier Paolo Pasolini. Folgorazioni figurative, a cura di Marco Antonio Bazzocchi e Roberto Chiesi, Cineteca di Bologna

Nato a Bologna, Pasolini ha con la città un rapporto strettissimo. Ci sembrava giusto, quindi, iniziare consigliando il prezioso volume Pier Paolo Pasolini. Folgorazioni figurative, uscito proprio in occasione del centenario. Il libro, curato da Marco Antonio Bazzocchi e Roberto Chiesi e pubblicato da Edizioni Cineteca di Bologna, è collegato alla mostra omonima allestita dal 1° marzo nei nuovi spazi espositivi del Sottopasso di piazza Re Enzo e visitabile fino al 16 ottobre. Tuttavia, si tratta di qualcosa di più di un catalogo, ma di una trattazione autonoma che ripercorre il percorso espositivo della mostra. Dedicato al rapporto tra Pasolini e le arti figurative, dall’insegnamento di Longhi alla pittura friulana, dall’amore per le culture arcaiche alla condanna della massificazione consumistica, Folgorazioni figurative riflette sull’opera dell’intellettuale a partire dai dipinti e dai disegni dell’arte che lo hanno influenzato nella creazione del suo immaginario cinematografico.

Dacia Maraini, Caro Pier Paolo, Neri Pozza

«Caro Pier Paolo, stanotte ti ho sognato. Avevi il solito sorriso dolce e mi dicevi: “Sono qua!”». Comincia così il libro in cui Dacia Maraini ci parla di Pier Paolo Pasolini dal punto di vista, per noi inedito, di un’amica. Neri Pozza porta così in libreria, proprio in occasione del centenario, quello che potrebbe essere il ritratto più intimo dell’intellettuale. Attraverso una serie di lettere a Pasolini, la scrittrice intesse un dialogo intimo e sincero capace di prolungare e ravvivare un affetto profondo, nutrito di stima, esperienze artistiche e cinematografiche, idee e viaggi condivisi con Alberto Moravia e Maria Callas. Di Caro Pier Paolo ci parlerà proprio Dacia Maraini giovedì 10 marzo alle 18.00, a #PDESocialClub, in conversazione con Roberto Cotroneo ed Eugenio Murrali (qui i dettagli).

Alessandro Gnocchi, PPP. Le piccole patrie di Pasolini, La nave di Teseo

Ancora un ritratto inedito quello che ci presenta Alessandro Gnocchi nelle pagine di PPP. Le piccole patrie di Pasolini, appena uscito per La nave di Teseo. Il giornalista fa luce su un passaggio poco noto della vita di uno dei più importanti intellettuali italiani del Novecento con un saggio sul periodo cremonese, città in cui visse da adolescente, tra il 1932 e il 1935. Partendo così da Cremona, con lo stile avvincente di un reportage, Gnocchi ci accompagna in un viaggio nelle altre “piccole patrie” di Pasolini: da Bologna e Casarsa in Friuli, alle province della Bassa, tra Pavia, Lodi e Milano. Ne risulta un’indagine sulla vita di Pasolini approfondita, ricchissima di riferimenti impliciti alla storia e alla storia della cultura e avvincente come un romanzo.

Barth David Schwartz , Pasolini requiem, La nave di Teseo

Su Pier Paolo Pasolini si è scritto tanto, ma Pasolini Requiem di Barth David Schwartz rimane sicuramente uno dei libri fondamentali per chiunque voglia approfondire la figura dell’intellettuale italiano più discusso e influente del Novecento. Si tratta della «migliore biografia di Pasolini», secondo il New York Times. Questa nuova edizione di Pasolini Requiem, edita da La nave di Teseo, offre un ritratto completo e inedito, raccontando proprio tutto: dalla trasformazione da poeta di provincia a principale “poeta civile” italiano e romanziere di successo, dalla scelta di sperimentare con altri mezzi espressivi come il cinema, fino a esplorare l’enigma ancora irrisolto della tragica scomparsa, soffermandosi anche sulla riapertura dell’investigazione dopo quarant’anni.

Antonio Tricomi, Pasolini, Salerno Editrice

Si intitola semplicemente Pasolini il saggio pubblicato da Salerno Editrice che è più di un classico profilo dell’autore, ma rappresenta un’indagine sulla stessa essenza di un intellettuale in costante conflitto con sé e con l’industria culturale. Tricomi analizza il multiforme corpus pasoliniano, dai testi poetici ai saggi, dalla narrativa al cinema, rintracciando i propri capisaldi in Le ceneri di Gramsci e La meglio gioventù, nei corti e mediometraggi degli anni Sessanta, in testi teatrali come Orgia e Calderón e nelle ultime opere. Proprio quell’ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma, e quell’ultimo libro, Petrolio, in cui Pasolini concentra tutta la disillusione verso il presente, rappresentano quasi un testamento. 

Fulvio Abbate, Quando c’era Pasolini, Baldini+Castoldi

Cosa direbbe Pier Paolo Pasolini dell’Italia di oggi? Cosa resta del più illuminato intellettuale italiano del Novecento? Quando c’era Pasolini di Fulvio Abbate, edito da Baldini+Castoldi, racconta in presa diretta la storia di un intellettuale il cui pensiero rimane ancora fondamentale per capire il nostro presente. Perché Pasolini è molto di più di quel mistero legato alla sua improvvisa morte. Abbate racconta chi è stato e che cosa abbia rappresentato nel dibattito poetico, culturale, critico, sociale e politico, soprattutto negli anni Sessanta. Affidandosi ai ricordi di Laura Betti, Carlo Lizzani, Ettore Scola, Bernardo Bertolucci, Franco Citti, Dario Bellezza, Marco Pannella, Adele Cambria, Mario Schifano, si propone di mostrare quanto il suo pensiero è ancora fondamentale per capire il nostro presente.

Pier Paolo Pasolini, Il mio cinema, Cineteca di Bologna

Dopo tanti libri in cui Pasolini è raccontato, uno in cui è lui stesso a raccontarsi. In Il mio cinema, edito da Edizioni Cineteca di Bologna, sono raccolti una serie di testi in cui il poeta e regista parla della sua opera cinematografica, film per film, in ordine cronologico, da Accattone (1961) a Salò (1975). Il volume presenta non solo interviste destinate alla stampa o presentazioni scritte da Pasolini per introdurre i propri film, ma anche autointerviste, appunti preparatori, frammenti di sceneggiature, testi in poesia, canzoni e dattiloscritti inediti, che mostrano la varietà di forme e mezzi che l’autore ha scelto per raccontare il proprio cinema. Il volume tratta anche dei film non realizzati e affianca ai testi un ricco apparato di immagini: oltre trecentocinquanta scatti provenienti dagli archivi personali di Pasolini, custoditi dalla cugina Graziella Chiarcossi, dal Fondo Pasolini costituito da Laura Betti presso la Cineteca di Bologna e da collezioni pubbliche  e private.

Rossano Astremo, Pier Paolo Pasolini. Il poeta corsaro, La Nuova Frontiera Junior

Chiudiamo questa carrellata di consigli con un volume pubblicato da La nuova Frontiera Junior e dunque dedicato a giovani lettrici e lettori che si vogliono avvicinare alla figura dell’intellettuale. In Pier Paolo Pasolini. Il poeta corsaro, Rossano Astremo ripercorre le tappe fondamentali della vita del letterato e trova in quel «costante oscillare tra un profondo amore per la vita e una sua perentoria condanna» una delle chiavi di tutta la sua opera. Scrive Astremo: «se non mi fossi perduto tra le pagine delle sue poesie, in un’estate di molti anni fa […] se non avessi letto i suoi romanzi degli anni Cinquanta e se non avessi visto e rivisto durante gli anni dell’Università i suoi film e non mi fossi scontrato, più in là con gli anni, con la forza dirompente della parola nei suoi articoli giornalistici e con la sperimentazione radicale della sua scrittura teatrale, non sarei l’uomo che sono, lo scrittore che sono, l’insegnante che sono». Ed è per questo che siamo qui, dopo cento anni, a ricordare Pier Paolo Pasolini.