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A History of Violence. A Lucca

4 ottobre 2021
A History of Violence. A Lucca

Torna Fabio Bacà con Nova, il suo secondo romanzo e noi lo intervistiamo il giorno dell’uscita, in diretta su #PDESocialClub.

Si intitola Nova il nuovo, secondo romanzo di Fabio Bacà, che fa seguito allo strepitoso esordio di Benevolenza cosmica. Piacere del testo, fascinazione fabulatoria e perfetta organizzazione della trama confermatissime. L’editore, squadra che vince non si cambia, resta Adelphi. Noi lo presentiamo alle 18.00 del giorno d’uscita, il 7 ottobre, su #PDESocialClub. A intervistarlo abbiamo chiamato Marco Rossari, l’autore di Nel cuore della notte e coautore de Le bambinacce.

Cliccate sul banner per il info sull’evento

Che cos’è la violenza e che posto ha nella nostra vita? Dobbiamo ripudiarla, sempre e comunque, anche a costo di consegnarci a un destino di vittime, o dobbiamo prevederla come un’eventualità non così improbabile? Negarla come aliena dalla nostra vita civile e consapevole o investigarla e accettarla come parte inalienabile e ancestrale del nostro più intimo essere?

Tutti problemi squisitamente teorici, messi così. Specie se sei un pacifico borghese dell’opulenta provincia italiana, ad esempio un neurochirurgo in carriera nella pacifica città di Lucca, residente in un altrettanto pacifico quartiere di ville e villette subito fuori le mura, con una bella moglie che fa la logopedista e si avvia a compiere con un po’ di magone i quarant’anni e un figlio liceale dagli ottimi voti e semmai troppo tranquillo.

Insomma, non stiamo parlando dell’Afghanistan dei Talebani e, se è per quello, nemmeno della Los Angeles dei Crips e dei Bloods.

Eppure.

Eppure basta un vicino troppo rumoroso, lui e il suo locale notturno appena inaugurato, al quale hai procurato una denuncia per schiamazzi, conseguenti visite delle forze dell’ordine e la chiusura forzata dell’esercizio. E già il problema di come porsi di fronte alla semplice minaccia della violenza si trasferisce dal piano teorico al più pressante “che fare?”

Basta un cretino bevuto al ristorante in cui stai per raggiungere tuo figlio e tua moglie, che, dicevamo, con tutte le sue paturnie per gli imminenti quaranta, rimane sempre bella e appetibile. Cosa che non è sfuggita neanche al cretino bevuto e in vena di conquiste poco dialoganti. E nuovamente la questione della violenza si fa molto, troppo “hic et nunc” per un neurochirurgo assai tranquillo e anche un po’ fuori forma.

Difendersi? Non difendersi e opporre ragionevolezza e dialettica alla forza bruta? Ribattere colpo su colpo e magari giocare d’anticipo? Iscriversi in palestra? Fidarsi dello strano monaco zen, anche un po’ ninja, che ha fatto la sua apparizione nel ristorante col cretino bevuto? E il ragazzino col boomerang sul tetto? Che sarà mai?

Insomma, di Fabio Bacà abbiamo felicemente imparato a non fidarci già dal suo primo libro. Si parte con un tono da commedia sofisticata, molto quotidiana e molto borghese, corretta da un velo di postmodern, un sospetto di minimalismo e una bella spruzzata di arguta satira di costume (ah, le manie vegane di Barbara, la bella moglie del protagonista!) e appena pensiamo di avere capito tutto, il libro svolta a gomito senza neppure toccare freno o frizione. Ed è subito apocalisse.

Fabio Bacà, “Nova”, Adelphi