Indietro

A proposito di “Mito” di Jean-Pierre Vernant

7 maggio 2021

Ne parliamo in diretta con Andrea Marcolongo, autrice del saggio introduttivo

Di cosa parliamo quando parliamo di mito? È la domanda, tanto semplice quanto densa di significati, che si pone Andrea Marcolongo, scrittrice, grecista e autrice di La lingua geniale, nell’appassionato saggio introduttivo di Mito, riproposizione in monografico dello storico lemma redatto da Jean-Pierre Vernant per l’enciclopedia Treccani.

L’agile volume è l’ultimo uscito nella collana “Voci” di Treccani Libri, che propone una selezione di parole chiave particolarmente rilevanti, affiancate da aggiornamenti critici firmati da diverse personalità del mondo culturale.

Cosa fa del mito un argomento tanto attuale? Andrea Marcolongo prova a riflettere sulla portata del racconto mitologico nel suo testo introduttivo e lo farà anche in diretta sulle pagine di Treccani e Treccani Libri martedì 11 maggio alle ore 17, in un dialogo con Massimo Bray. Introduce Paolo di Paolo.

Cliccate per il link dell’evento

Chi era Jean-Pierre Vernant

Nato il 4 gennaio 1914 e scomparso il 9 gennaio 2007, Jean-Pierre Vernant, l’autore del lemma “Mito”, non ha bisogno di presentazioni. Chiunque abbia un qualche interesse nei confronti della mitologia, specialistico o meno, a un certo punto ha incontrato Vernant sulla propria strada.

Tra i massimi studiosi dell’età classica, in particolare degli aspetti antropologici e storico-religiosi del mondo greco, ha indagato l’evoluzione stessa del mito.

Di formazione filosofica e storicista, influenzato dal lavoro di Ignace Meyerson, psichiatra e fondatore della psicologia storica, e Louis  Gernet, grecista, storico e autore di ricerche sul pensiero mitico-religioso, Vernant imparò a guardare alla storia come un percorso complesso.

Scelse, così, di sovrapporre all’orientamento storicistico della sua formazione un’impostazione semiologica, abbracciando un punto di vista sociologico e applicando gli strumenti metodologici elaborati dall’antropologia strutturalista alla storia delle religioni.

Copia romana in Palazzo Altemps del busto di Aristotele di Lisippo

μῦθος e λόγος

Quando pensiamo al mito, spesso la mente ci riporta ad antiche storie di civiltà scomparse, che narrano le gesta di divinità, eroi, mostri e altre creature fantastiche, ma sbagliamo. Il mito, inteso come narrazione che conferisce sacralità a diversi aspetti del mondo, è vivo e ancora oggi ci aiuta a inquadrare noi stessi e il nostro presente. Ci accompagna e cambia, come cambiano le società e le culture, mentre fornisce radici al nostro pensiero.

Il mito, anche se non racconta la verità, può essere un modo per avvicinarsi a essa. Secondo Jean-Pierre Vernant, infatti, ha un ruolo fondamentale nel passaggio dal pensiero mitologico greco a quello razionale filosofico.

Come sappiamo, per i filosofi della Grecia classica il lógos, ovvero il ragionamento, era sempre superiore al mito. Scriveva Aristotele nella Metafisica: «Ma non vale la pena di fermarsi a indagare intorno a queste escogitazioni mitologiche. Bisogna apprendere da quelli che parlano dimostrando». Tuttavia, secondo l’analisi di Vernant, nel mito si percepisce «il primo balbettio del λόγος».

«Il mito greco si rivela ancora oggi il perimetro entro il quale pratichiamo l’esercizio del pensiero e con cui misuriamo il grado raggiunto o mancato della nostra civiltà» scrive Marcolongo nella sua prefazione.

Il mito oggi

Sostiene, infatti, Vernan che i Greci «non hanno cessato di sfruttarlo letterariamente come il tesoro comune da cui la loro cultura doveva trarre alimento per restare vitale e perpetuarsi».

E come loro non hanno mai cessato di rifondare i loro stessi miti, moltiplicare le tradizioni mitologiche, dare nuova significatività (la bedeutsamkeit di cui parla lo storico delle religioni Walter Burkert, cioè l’efficacia di veicolare contenuti culturali), a noi, nel presente, succede lo stesso.

Le mitologie hanno solo assunto forme diverse di narrazione. Scrive, infatti, Andrea Marcolongo nella sua prefazione: «Forse non stiamo facendo altrettanto anche noi, inconsapevoli mitologi del nostro presente, con le costanti e proficue rivisitazioni contemporanee del mito nel cinema, nella musica, nella letteratura e in tutte le altre arti – con questa stessa pubblicazione che avete tra le mani?»

Proprio per questo, il volume di Jean-Pierre Vernant, attualizzato dalla prefazione di  Andrea Marcolongo, ci sembra il punto di partenza per una riflessione sul concetto di “mito” di più ampia portata, che travalica i confini culturali e temporali, fino a spingerci a riflettere su noi stessi.

Di tutto questo si parlerà martedì 11 maggio in diretta, quindi non mancate!