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“La ragazza con l’orecchino di perla” compie 20 anni!

3 settembre 2020

Per festeggiare, La ragazza con l’orecchino di perla e gli altri romanzi di Tracy Chevalier tornano in libreria con una nuova veste grafica. Vi raccontiamo la sua storia

Oggi torniamo indietro nel tempo di vent’anni. Nel 2000, infatti, arrivava nelle librerie la prima edizione di La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier, proprio mentre la Neri Pozza stava inaugurando un nuovo capitolo della sua storia.

Il progetto della casa editrice prevedeva di unire la fedeltà all’impostazione originaria, con una selezione attenta di romanzi letterari, alla scoperta delle nuove tendenze della narrativa internazionale. La scrittura di Tracy Chevalier incarnava perfettamente le due vocazioni.

Un matrimonio editoriale destinato non solo a funzionare, ma a durare nel tempo. A dimostrarlo, i numeri. Bestseller da 20 anni, La ragazza con l’orecchino di perla conta oggi 70 ristampe e un milione di copie vendute. In totale, i romanzi di Tracy Chevalier hanno venduto 10 milioni di copie nel mondo, di cui oltre 2 milioni soltanto in Italia. L’ultimo libro uscito a gennaio, La ricamatrice di Winchester, 60.000 copie vendute, è rimasto in classifica per ben sette mesi.

Per festeggiare il ventesimo anniversario del suo libro più iconico, quello che l’ha consacrata, tutti i romanzi di Tracy Chevalier, compreso il leggendario La ragazza con l’orecchino di perla, tornano con una nuova edizione.

A occuparsi della rinnovata veste grafica c’è Giuseppe Quattrocchi, in arte Gatsby Booksche aveva già realizzato la copertina illustrata di La ricamatrice di Winchester.

Li trovate tutti in libreria da oggi, giovedì 3 settembre, al prezzo speciale di 9,90 € fino a sabato 3 ottobre.

Chi è Tracy Chevalier?

Classe 1962, nata e cresciuta a Washington, D.C. Tracy Chevalier si laurea in Letteratura Inglese all’Oberline College in Ohio e si trasferisce a Londra nel 1984. È qui che si avvicina al mondo dell’editoria. Lavora prima come assistente editoriale del Dictionary of Art della Macmillan, poi come editor alla St. James Press.

Questo fino al 1993, quando probabilmente capisce che quello che desidera fare davvero è scrivere le proprie storie. Si iscrive così al Master di Scrittura Creativa presso la University of East Anglia di Norwich, dove è allieva di Malcom Bradbury e Rose Tremain.

Nel 1997 pubblica il suo primo romanzo, La Vergine azzurra, ambientato nella seconda metà del Cinquecento nella Francia meridionale, che uscirà per la prima volta in Italia per Neri Pozza nel 2004.

È però il suo secondo libro, scritto nel 1998, a consacrarla: stiamo naturalmente parlando dell’opera letteraria capace di modificare la percezione nell’immaginario popolare di un dipinto seicentesco – La ragazza con il turbante del pittore fiammingo Jan Vermeer – già di per sé molto noto.

La ragazza con l’orecchino di perla arriva nelle librerie italiane, appunto, nel 2000 e, anche attraverso il passaparola di lettrici e lettori appassionati, si trasforma in un caso editoriale. Da questo momento, il nome di Tracy Chevalier diventa sinonimo di romanzo storico letterario di qualità.

Anche i suoi successivi libri sono stati dei bestseller, non solo in Italia ma in tutto in mondo: Quando cadono gli angeli (Neri Pozza 2002, beat 2012), La dama e l’unicorno (Neri Pozza 2003, beat 2014), L’innocenza (Neri Pozza 2007, beat 2015), Strane creature (Neri Pozza 2009, beat 2014), L’ultima fuggitiva (Neri Pozza 2013, beat 2014), I frutti del vento (Neri Pozza 2016) e La ricamatrice di Winchester (2020).

La ragazza con l’orecchino di perla

«Quando avevo diciannove anni ed ero a far visita a mia sorella, vidi un poster di Ragazza con l’orecchino di perla appeso al muro e me ne innamorai» dice Tracy Chavalier in un’intervista a Fiction Writers Review.

L’autrice racconta di aver già “visto” l’arte da ragazzina (era già stata con la scuola alla National Gallery), ma alla vista di quell’immagine il suo interesse nei confronti dell’arte si è, in un certo senso, “risvegliato”. «I think I first woke to art». Ha così seguito Vermeer e gli altri suoi dipinti nei diversi musei, tornando alla National Gallery, visitando la Frick Collection e il Met di New York.

Dal dipinto…

Conservato nella Mauritshuis dell’Aia, La ragazza con l’orecchino di perla, il cui vero titolo è in realtà Ragazza col turbante, è un dipinto a olio realizzato da Jan Vermeer nel 1665-1666 circa.

Rappresenta una giovane donna affascinante, dalla sensualità appena accennata ma travolgente, girata di tre quarti con il volto illuminato rivolto verso lo spettatore e le labbra dischiuse. Il quadro è per tutte queste ragioni soprannominato anche “Monna Lisa olandese”.

E in effetti, questa immagine ha, come quella rappresentata nel capolavoro di Leonardo, un che di enigmatico. Chi è la donna del dipinto? Raffigura un volto reale? Perché indossa un turbante azzurro e giallo? Potrebbe forse trattarsi di un tronie, uno di quei ritratti ideali in costumi storici o mitologici, usati per raffigurare personaggi del passato, a cui Vermeer si dedicò in diverse occasioni?

Non sembrano esserci tracce evidenti nell’inventario dei beni della famiglia Vermeer, se non una menzione a dei «tronien dipinti alla moda turca».  Il pittore lasciò alla famiglia molti debiti e una trentina di piccoli dipinti e non si sa molto dei quadri che dovette vendere in vita. In realtà, non si hanno notizie certe sulla Ragazza col turbante, la cui datazione è basata esclusivamente su elementi iconografici e stilistici, prima della fine dell’Ottocento.

..al libro (e al film)

Tracy Chevalier dà un nome a quel volto indimenticabile. La chiama Griet, immagina che sia la figlia sedicenne di uno dei decoratori di piastrelle più rinomati di Delft, mandata a lavorare a casa Vermeer come domestica. Per otto stuiver al giorno, dovrà fare le pulizie nell’atelier del pittore, senza spostare né urtare nulla.

Chevalier ci racconta la vita della ragazza con l’orecchino di perla non come è stata, ma come avrebbe potuto essere. Descrive con passione e dedizione il rapporto di complicità e comprensione che si instaura tra Jan Vermeer e Griet, l’artista e la domestica.

Griet subisce la gelosia della moglie del pittore, Catharina, e i rimproveri della suocera, Maria Thins. Tuttavia, riesce a comprendere le dinamiche tra gli abitanti di casa Vermeer e trovare un equilibrio, almeno fino a quando un committente senza scrupoli chiede al pittore un ritratto della giovane allo scopo di sedurla.

Non vogliamo svelare, a chi di voi non conosce ancora questa storia di arte e passione, le ragioni che porteranno Griet a indossare gli orecchini del titolo e a posare con le labbra sensualmente dischiuse. Vi possiamo dire solo che la giovane protagonista non smetterà mai un istante di ubbidire all’amore per l’arte e alla passione che la muove.

Nel 2003 il regista Peter Webber e la sceneggiatrice Olivia Hetreed hanno trasformato La ragazza con l’orecchino di perla in un film omonimo dal grande successo di pubblico, accolto positivamente anche dalla critica. A prestare il volto a Griet, con una scelta di cast particolarmente ispirata, una giovanissima e talentuosa Scarlett Johansson, mentre Colin Firth interpretava Johannes Vermeer.

Anche questo adattamento cinematografico ha contribuito a rafforzarne il successo, la fama, l’impatto nell’immaginario collettivo, il mito intramontabile di La ragazza con l’orecchino di perla.

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