Indietro

“Il colibrì” di Sandro Veronesi vola verso il Premio Strega 2020

10 giugno 2020

Sandro Veronesi con “Il colibrì” guida la sestina del Premio Strega 2020

Rimane in volo Il colibrì di Sandro Veronesi, e si dirige verso il Premio Strega 2020. Il libro edito da La nave di Teseoproposto dall’Accademia degli Scrausi, guida infatti la sestina con 210 voti.

lo spoglio della prima votazione che ha designato i libri finalisti della LXXIV edizione del Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Liquore Strega con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con BPER Banca, si è svolto ieri sera in diretta streaming dalla Sala del Tempio di Adriano.

Come da tradizione, hanno partecipato alla votazione 400 Amici della domenica, ai quali si aggiungono 200 voti espressi da studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 Istituti italiani di cultura all’estero, 40 lettori forti selezionati da 20 librerie indipendenti distribuite in tutta Italia, 20 voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura, tra cui 15 circoli costituiti presso le Biblioteche di Roma.

Tuttavia, in osservanza alle attuali disposizioni governative, quest’anno la votazione si è tenuta per via telematica e lo scrutinio è avvenuto senza la presenza del pubblico.

A sorpresa, quest’anno sono sei, anziché cinque, i libri scelti per accedere alla seconda votazione. Da regolamento, infatti, è necessario includere nella selezione anche un libro pubblicato da un piccolo-medio editore, se non presente tra i cinque titoli più votati.

ella foto: da sin: Gianrico Carofiglio, Gian Arturo Ferrari, Daniele Mencarelli, Valeria Parrella, Jonathan Bazzi e Sandro Veronesi ©Musacchio, Ianniello & Pasqualini

Non un piccolo editore

Nella sestina dei finalisti, infatti, oltre Sandro Veronesi con Il colibrì, troviamo Gianrico Carofiglio con La misura del tempo (Einaudi), Valeria Parrella con Almarina (Einaudi), Gian Arturo Ferrari con Ragazzo italiano (Feltrinelli), Daniele Mencarelli con Tutto chiede salvezza (Mondadori) e Jonathan Bazzi con Febbre (Fandango Libri), che accede alla competizione in quanto primo libro in graduatoria pubblicato da un piccolo-medio editore.

Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, ha spiegato: «In questi ultimi anni il panorama dell’editoria italiana ha subito notevoli trasformazioni e si è arricchito di nuove presenze. Per esempio, La nave di Teseo in meno di cinque anni è riuscita a conquistare una posizione di rilievo nella produzione della narrativa italiana, che trova conferma anche nel fatto che i suoi libri da qualche anno sono presenti regolarmente tra i finalisti del Premio Strega. Di qui la decisione del Comitato direttivo di non considerarlo più un piccolo editore».

Queste parole  ci rendono particolarmente felici e fieri, perché vanno a sottolineare qualcosa che abbiamo sempre saputo. Inoltre, La nave di Teseo è una sigla che PDE sente particolarmente “sua”, avendone accompagnato l’impetuoso sviluppo fin da prima della nascita, nel novembre 2015.

Dunque, facciamo i complimenti a La nave di Teseo e Sandro Veronesi e tifiamo fortissimo per loro, in attesa della proclamazione del vincitore del Premio Strega 2020, che si terrà il 2 luglio durante la tradizionale – ma meno affollata del solito, a causa dell’emergenza Covid-19 – cerimonia al Ninfeo di Villa Giulia a Roma.

La copertina di Il colibrì

Il colibrì

Sandro Veronesi, che già nel 2006 si era aggiudicato il prestigioso riconoscimento con Caos Calmo, torna al Premio Strega con uno straordinario romanzo rimasto in testa alle classifiche dei best-seller per mesi, nonché amatissimo dai critici e dai lettori di tutta Italia.

Il colibrì del titolo è Marco Carrera, il protagonista del romanzo. Un uomo come tanti, un oculista con una vita abbastanza ordinaria, se non fosse per alcune coincidenze fatali che lo hanno portato, più di altri, ad affrontare la perdita e il lutto, la morte dei genitori, il suicidio della sorella Irene, la scomparsa di una figlia e un matrimonio infelice.

Per convivere con tutta questa sofferenza, Marco deve fare come il colibrì: il piccolo uccello potrebbe posarsi su qualsiasi stelo, ma invece rimane sospeso in volo, sbattendo freneticamente le ali, in una apparente immobilità.

Si tratta di un romanzo dalla struttura insolita, che alterna, alle parti narrative, lettere, email, messaggi whatsapp: frammenti del passato che rimangono dietro di lui, la parte più visibile delle sue relazioni con gli altri. Un libro duro e intenso, che parla del rimanere immobili per non affondare, mentre mette in luce le problematicità della famiglia medio-borghese.

L’immagine del Premio Strega 2020, realizzata Emiliano Ponzi