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In memoria di Carlo Cherici

25 settembre 2019

Due giorni fa abbiamo perso Carlo Cherici, l’imprenditore visionario e coraggioso che a metà decennio Settanta ha fondato la PDE e per tanti anni la ha condotta con intelligenza e passione.

Ma dire così non basta, non dà l’idea di cosa veramente fu la nascita di questa casa di distribuzione prima e promozione poi, di come Carlo dovette dare fondo a tutta la sua contagiosa capacità di entusiasmo, lavoro e diplomazia per tessere con il mondo Rizzoli la tela che avrebbe portato la rete commerciale della Sansoni a trasformarsi in un campione della distribuzione libraria nazionale.

Fu la sua tenacia a convincere il gruppo di colleghi, sparsi in tutta Italia, che nel 1976 sarebbero diventati amici e soci della nuova impresa: Piero Balestri con Carlo Ghiringhello, Franco Bianchi, Patrizio Dentella, Romano De Carlo, Marisa Izzo, Fausto Lazzarotto, Giulia Marchese con Bruno Schinelli, Sergio Marchioro con Marisa, Orfeo Wiel. E che lo avrebbero seguito nella creazione della struttura di promozione il 15 Marzo 1988, di nuovo con Sergio Marchioro e con tutti gli agenti che negli anni hanno dato il loro contributo alla crescita e allo sviluppo dell’impresa.

Carlo Cherici era la PDE e ha continuato a esserlo anche dopo averne lasciato la guida affidandola, di nuovo dopo un paziente lavoro di tessitura, a una nuova compagine societaria, il Gruppo Feltrinelli, e a nuove mani.

Tradizionalmente, gli incontri di due o tre giorni in cui gli editori presentano ai promotori e agli account di PDE le novità che andranno presentate ai librai nelle settimane successive si tengono a Bologna. E fino a questa primavera, se appena gli era possibile Carlo scappava da Firenze e raggiungeva per una cena agenti ed editori della sua PDE, prodigo come sempre di consigli e di incoraggiamenti, pronto a portare il dono della sua esperienza e del suo inguaribile ottimismo.

In tanti devono molto a Carlo Cherici, sicuramente chi con lui ha lavorato per anni, funzionari e agenti, ma anche tanti editori. Se oggi qualcuno di loro ce l’ha fatta e si è affermato sul mercato è anche grazie al coraggio e al fiuto di Carlo, che ha “visto avanti” riconoscendo il valore del progetto e dando fiducia e sostegno.