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Torino, le immagini, il silenzio

27 maggio 2019

Torino surreale e metafisica nel libro fotografico di Brigitte Schindler edito dal Capricorno

Edizioni del Capricorno dedica da sempre un parte importante della sua proposta alla città di Torino, alla sua storia, alle sue storie, a ciò che la rende unica. Come nel caso del libro fotografico di Brigitte Schindler Torino, ti amo. Vedute di una città gentile, in libreria da pochi giorni.

“Torino è la città più profonda, più enigmatica, più inquietante, non d’Italia ma del mondo.” scrive Giorgio De Chirico dopo avervi trascorso alcune settimane a cavallo tra il 1911 e il 1912, che sono gli anni in cui va precisandosi la poetica metafisica con la serie degli “Enigmi”. Insomma, certo Ferrara, ma anche e risolutivamente, Torino.

“Amo Torino per la sua misteriosa, non palese bellezza. (…) in questa città quadrata e squadrettata, solo in questa città potevano nascere i miei quadri” ammette il novarese torinesizzato Felice Casorati, che non possiamo definire un metafisico, ma che col suo realismo magico molto gli si avvicina.

Nonostante il fragore di forge e presse, lo sferragliare delle catene di montaggio, i fischietti dei cortei operai, Torino si candida in qualche modo a maggiore tra le città del silenzio che tanto hanno sedotto gli eredi del simbolismo pittorico. Una città che ancora oggi consente di godere di scorci del tutto privi di presenze umane. Pure architetture, puro gioco di luci, colori e volumi in assenza di quella folla, di quella moltitudine che in altre città costituisce il vero paesaggio urbano.

Anche per questo forse Brigitte Schindler ama tanto fotografare Torino. Non c’è bisogno di aspettare la notte o il primo lucore dell’alba perché la città le si offra. Arriva sempre il momento perfetto: come per magia, la strada, la piazza si svuotano, le architetture e le nuvole si stagliano, entrano in dialogo tramite la luce. E Brigitte scatta.