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Mariti e mogli

Ivy Compton-Burnett

Ogni gesto, anche il più piccolo, così come ogni parola, anche la più semplice, possono essere di sostegno in un rapporto, preservandolo magari nei momenti più cruciali e irripetibili, soprattutto quando, in questa relazione, l’altra persona da salvaguardare fa parte della nostra famiglia.

Purtroppo, anche nell’amore più puro e incondizionato, come quello tra genitori e figli, che dovrebbe essere un porto sicuro, possono esserci tensioni, conflitti, giochi di potere, tirannie, segreti e ipocrisie. A svelare, in modo magistrale, il lato più oscuro e crudele della famiglia ci pensa Ivy Compton-Burnett, una grande autrice del Novecento inglese, con Mariti e mogli, un nuovo dramma domestico, narrato in un romanzo finora inedito in Italia, e da poco pubblicato da Fazi Editore.

Harriet è una donna insofferente e tormentata dall’insonnia, una madre che sembra trasformarsi in una vera tiranna, specie quando si tratta di definire il futuro dei suoi quattro figli. Unico vero salvagente della famiglia è suo marito Godfrey, che sa come starle accanto, sempre con il suo modo di fare accomodante, e come salvarla o preservarla da alcune situazioni, quando riesce: «Ah, rivedervi tutti insieme! – esclama Godfrey quando la moglie fa ritorno a casa, dopo mesi trascorsi in un istituto per aver tentato il suicidio – Ho atteso questo momento come mai nient’altro in vita mia. Credimi, Harriet, se mi avessero chiesto in cambio di cosa sarei stato disposto a rinunciare alla speranza, avrei detto: “Niente”. Niente sarebbe stato all’altezza del momento che ho sognato per mesi».

Nessuno scrittore, come ha fatto Ivy Compton-Burnett, è stato mai in grado di ritrarre in modo così spietato l’infelicità che si cela anche dietro una famiglia in apparenza perfetta. Scrive di lei il London Times: «Le altezze e le profondità del personaggio sono messe a nudo nel salotto: Eschilo è stato trasposto nella chiave di Jane Austen». La tragedia che ne emerge, che prende ispirazione dal teatro classico e shakespeariano da lei sempre amati, è ancora più enfatizzata da una leggerezza inaspettata, quella propria delle commedie più divertenti, ma soprattutto da un umorismo pungente e ben dosato dalla penna arguta ed elegante di un’autrice che, per il suo stile e il suo sense of humour sembrerebbe, a detta di molti, non aver nulla da invidiare a grandi scrittori come Oscar Wilde e Dorothy Parker.

La grande signorina” della letteratura inglese, come l’aveva definita Alberto Arbasino, la cui genialità emerge soprattutto dal suo saper raccontare le storie con grande abilità attraverso i dialoghi, fu apprezzata da autori di grande prestigio come Virginia Woolf che, nei suoi diari, definiva la propria scrittura «di gran lunga inferiore alla verità amara e alla grande originalità di Miss Compton-Burnett», o come Natalia Ginzburg che, grazie alle letture dei libri della scrittrice britannica, riuscì a dare nuova vita al suo amore per la scrittura, affinando anche il proprio tratto stilistico: «Cercai tutti i suoi romanzi… – raccontava Natalia – a un tratto capii che li amavo in modo furioso; che ne avevo gioia e consolazione; vi regnava una chiarezza allucinante, nuda e inesorabile».

Ivy Compton-Burnett, nata a Londra e sesta di dodici figli di un noto medico omeopata, ha scritto venti romanzi di matrice autobiografica, tutti riguardanti l’oppressione e il dispotismo familiare. In fondo lei stessa, prima di diventare, a ventisette anni, alla morte di sua madre, un capofamiglia tirannico verso fratelli e sorelle, era cresciuta senza ricevere affetto da una donna che guardava i propri figli con totale distacco.

Compton-Burnett è stata più volte premiata per il suo talento nella scrittura, l’unica vera casa spirituale in cui poter specchiare i propri pensieri: nel 1955 ha vinto il James Tait Black Memorial Prize per il romanzo Madre e figlio, e nel 1967 è stata insignita del titolo di Dama di Commenda dell’Impero Britannico. Eppure, la sua è sempre stata un’esistenza piuttosto ritirata e lontana dalla fama: «Si scrive ciò che si sente e si vive. – afferma attraverso la voce del protagonista di un altro romanzo, Un Dio e i suoi doni – Si scrive con tutto il proprio essere. È la sola maniera di essere onesti, di essere se stessi».

Mariti e mogli

Ivy Compton Burnett
FAZI EDITORE
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Genere:
Listino:
€ 19.00
Collana:
Data Uscita:
26/08/2022
Pagine:
0
Lingua:
EAN:
9788893253826