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La guerra di Gadda

Carlo Emilio Gadda

Chiunque abbia letto qualche libro di Carlo Emilio Gadda sa che al fondo della feconda e straziante nevrosi che ne alimenta l’invenzione romanzesca e la lavoratissima prosa c’è un vulnus preciso.

Quel vulnus è la guerra. La Prima Guerra Mondiale delle trincee e delle battaglie “verticali” combattute in quota sui picchi alpini. E di quella guerra già di per sé tremenda, due sono gli episodi decisivi per il giovane e introverso Carlo Emilio: prima la prigionia seguita alla rotta di Caporetto, subito dopo la morte dell’adorato, brillante, eroico fratello Enrico, morto in un incidente aereo mentre era ai comandi del suo Nieuport 27.

Da lì origina tutto e lo sappiamo da quel capolavoro di memoria e scrittura che è il Giornale di guerra e prigionia, gran libro di per sé e in più chiave di accesso alle più segrete riserve di dolore, di rimpianto e di recriminazione su cui l’Ingegnere in blu ha costruito la grande parte della sua opera.

Oggi però, Adelphi ci porta ancora più addentro all’officina dell’autore: con La guerra di Gadda. Lettere e immagini (1915-1919), i curatori Giulia Fanfani, Arnaldo Liberati e Alessia Vezzoni raccolgono le lettere di Carlo Emilio alla famiglia: alla mamma Adele, al fratello Enrico, alla sorella Clara e le rispettive risposte.

Carlo Emilio racconta la sua vita al fronte, a volte molto velocemente, altre dilungandosi, infilando aneddoti e ritratti che già lasciano intuire lo scrittore a venire, si informa dei casi e della salute dei suoi interlocutori, e tramite loro di quelli di parenti e conoscenti. Fino al breve messaggio alla madre del 6 novembre 1917, da Rastatt: “Sono prigioniero in Germania e sto bene. Manderò l’indirizzo preciso non appena possibile”. Adele riceverà e risponderà il 20 dicembre: “Carissimo Carlo, ringrazio Iddio che tu sia salvo e con tutto l’onore per l’eroica difesa del V Raggruppamento Alpino. (…) A Milano la Clara, i parenti tutti, gli amici si interessano per farti avere pane ed altri generi, ma ora è sospesa a spedizione di pacchi…”. Da lì le lettere alterneranno racconti della vita nel campo di prigionia, richieste di notizie sui cari a casa e di beni di prima necessità: la modesta, puntuale contabilità dei bisogni.

Enrico precipita e muore il 23 aprile del 1918 e da quel momento si spalanca il baratro del non detto. Adele e Clara, straziate da dolore, non hanno cuore di dire la verità al figlio prigioniero. Ancora il 10 giugno 1918 Carlo scrive alla madre: “Adorata mamma, l’ultima tua è dell’8, l’ultima di Clara del 7 maggio. Non mi parlate d’Enrico? Da lui direttamente non ho notizie. VI prego farne sempre cenno”. Carlo saprà la verità a guerra e prigionia finite, una volta rientrato in Italia.

A fianco del dolente epistolario di famiglia, il volume adelphiano ospita una accurata cronologia di quei quattro anni, realizzata da Francesco Cutolo e Giulia Fanfani, di un poderoso, puntuale “Commento” e di apparati davvero preziosi: carte, alberi genealogici, note al testo e un bellissimo, commovente “Dossier iconografico” che attraverso fotografie e riproduzioni di documenti rende vivida e presente la vicenda bellica di Carlo Emilio Gadda. Chiude il volume la densa postfazione di Arnaldo Liberati.

La guerra di Gadda

Carlo Emilio Gadda
ADELPHI EDIZIONI
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Genere:
Letteratura
Listino:
€ 30.00
Collana:
Data Uscita:
11/02/2021
Pagine:
424
Lingua:
Italiano
EAN:
9788845934797