
Renzo Piano, Francesco Merlo
«Signora Piano, suo figlio non è normale. Mi dispiace dirlo, ma è il mio dovere»: questo si sentì dire da un insegnante la madre dello studente «somaro» Renzo Piano, classe terza elementare. Oggi, «l’idiota della famiglia» è l’architetto, il senatore e il giramondo: giapponese in Giappone, americano negli Usa, cittadino francese, ovunque a casa sua. In mezzo c’è una storia fatta di tante storie: quella di un bambino di Pegli inseguito dal ricordo di un fratello mai conosciuto; quella di due spiantati che sfidarono tutto e tutti per costruire il «mostruoso» Beaubourg a Parigi; quella dell’innovatore che cambiò lo skyline di Londra e che progettò per il «New York Times» un palazzo trasparente come dovrebbe essere l’informazione; quella dell’uomo che incarnò la sua riflessione su Dio nel monastero delle clarisse a Ronchamp… e quella di un ragazzo che sognava di costruire barche e ci riuscì, anche se la prima gli causò qualche problema. Dai palazzi agli aeroporti – passando per gli indispensabili ponti, incluso il fantasticare su quello sullo Stretto di Messina – e dai più iconici centri urbani alle periferie ferite, i progetti di Piano diventano così le tappe di una vita in viaggio, in cui costruire ha sempre significato interpretare, unire, accogliere, restituire speranza.