
Susanna Tamaro
In uno dei campi più importanti della vita sociale, l’educazione dei più piccoli, stiamo sbagliando tutto. Riversiamo nelle loro vite e nelle loro menti violenza, avidità, sesso, l’idea che il mondo sia un luogo senza senso e senz’anima dominato dalla legge del più forte (una visione a cui, forse, ci siamo assuefatti noi per primi). Lasciamo che la tecnologia colonizzi l’infanzia, che la scuola si riduca a istruzione, che la famiglia perda autorevolezza e che il consumismo sostituisca la formazione della persona con la soddisfazione dei desideri. Vediamo ogni giorno i risultati nell’aumento delle patologie psichiatriche, nelle solitudini digitali, nei tragici casi di omicidi e reati commessi da giovanissimi. Eppure, una saggezza animale dovrebbe ancora parlare dentro di noi, suggerendoci che l’unica via di scampo è ritrovare la forza della coscienza, la bellezza della cultura, il legame con la natura, la speranza come fondamento dell’agire umano. E farli ritrovare ai nostri figli: perché ogni rinascita collettiva comincia dall’educazione di un bambino.