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Heisenberg, piattaforma di carta

13 Luglio 2026
Heisenberg, piattaforma di carta

Una nuova casa editrice per rifondare il self-help: Heisenberg Editore. Intervista ad Alessandro Di Nuzzo

di Paolo Soraci

Sugli scaffali delle librerie italiane sono appena arrivati i primi titoli di un nuovo marchio editoriale, copertine vivacemente comunicative ispirate alla grafica del Bauhaus, titoli a forte valenza pratica assimilabili al vasto mondo del self-help, dalle relazioni interpersonali alla vita in azienda, un nome evocativo e tutto sommato sorprendente, Heisenberg. 

E allora chiediamo ad Alessandro Di Nuzzo, direttore editoriale della nuova casa editrice, da dove arriva Heisenberg inteso come progetto editoriale e perché questo nome.

Il nome Heisenberg evoca per noi, prima di tutto, ovviamente, l’omaggio al grande tedesco che ha rivoluzionato la fisica del Novecento, il teorico della quantistica, Werner Heisenberg. Noi, non essendo dei fisici, ma degli editori, lo abbiamo preso, lui e il suo principio di indeterminazione, come simbolo, come eponimo tanto spesso citato in tanti campi della cultura, della comunicazione, come grande metafora, se vogliamo, dell’indeterminazione della realtà, quindi dell’incertezza che domina il nostro mondo, la nostra contemporaneità.

Incertezza per noi vuole dire però possibilità, limite che diventa risorsa, punto di partenza. L’incertezza non ci paralizza, ma ci dà l’energia per il cambiamento. Questa è un po’ la nostra equazione di Heisenberg. Dopodiché c’è anche un riferimento all’alias del protagonista della serie cult Breaking Bad. 

Tutto questo come si lega a un progetto editoriale? Che libri ospiterà, che libri pubblicherà Heisenberg? 

Heisenberg vuole pubblicare essenzialmente titoli legati alla crescita personale. Gestire, Appunto, il cambiamento attraverso la consapevolezza, la presa di coscienza del proprio ruolo nel mondo. Quindi libri dedicati all’io, all’individuo che deve muoversi in una società sempre più complessa. Quindi una linea editoriale che potremmo definire di life coaching, volendo anche di self help, e comunque di libri sulla consapevolezza e sul cambiamento.

Però, rispetto alla vasta produzione che già è presente in libreria, i libri di Heisenberg vogliono evitare sia la specializzazione di tipo psicologico, psicotecnico, psicoterapico, sia la superficialità del “cotto e mangiato”, dei manuali che ti promettono la felicità, la chiave di soluzione di tutti i tuoi problemi. Heisenberg ambisce a esplorare, a 360 gradi, la realtà, quella con la quale abbiamo a che fare tutti i giorni, sempre più complessa e incerta. Si parte da un nucleo di titoli, come dicevamo, sul life coaching, per esempio i titoli di Luca d’Aprile, Parlami di te, o di Patrick Von Brook, L’analisi logica della vita, professionisti del coaching. Oppure i titoli di Bruno Ballardini, che è un noto comunicatore, che esplorano il mondo della spiritualità orientale, dello zen, ad esempio L’oro nelle crepe, cui seguirà un’antologia di testi del buddismo zen poco conosciuti in Occidente. Libri, insomma, più tipicamente legati ai temi della crescita personale. A fianco, però, ci sono tante altre esplorazioni, compresi libri comici, come il “sequel” di un fortunato classico, Il Metodo Sticazzi, pubblicato da Aliberti Editore, riletto alla luce della crescita personale: Lasciare andare con il Metodo Sticazzi. 

Poi ci sono libri che affrontano il rapporto dell’individuo con la società e quindi con i ruoli, le gerarchie sociali, lavorative. Penso ad alcuni titoli sul downshifting, tema sempre più attuale, ma anche il volume della dottoressa Pucci Romano, dermatologa di grande valore, che ha scritto Il trucco c’è e si vede, sugli aspetti non solo sanitari, ma anche psicologici della cosmesi. Nel prossimo futuro, inoltre, arriveranno titoli sulla psicologia del vino, la enopsicologia, che parte dall’assunto che bere in maniera consapevole ci rende più consapevoli di noi stessi.

Una parte significativa della nostra produzione sarà poi volta a quelli che definirei manuali minimi, e naturalmente noi utilizziamo la parola manuale in senso ironico: non esistono manuali per vivere. Un perfetto “manuale minimo” è quello che ci propone Eleonora Giovanardi, giovane ma già affermata attrice di teatro e cinema. Parte dalle sfide che questa professione comporta, da come affrontare un provino, alla preparazione tecnica e psicologica, al rapporto con i propri interlocutori, dal produttore al regista agli altri attori, ma finisce per parlare a tutte le giovani donne, che devono calcare quella specie di palcoscenico che ormai è diventata la vita. 

E rispetto al mondo della scuola? 

Abbiamo in gestazione una linea dedicata alle materie più ostiche per gli studenti e studentesse del liceo e delle scuole superiori: da latino e greco, a matematica, fisica, chimica. Anche in questo caso, Heisenberg vuole soprattutto aiutare a gestire lo stress, che, come sappiamo, è un tema molto forte anche per quanto riguarda le generazioni degli adolescenti e il loro rapporto con la scuola. 

Nei materiali fondativi di Heisenberg si legge che l’intenzione è accompagnare il lettore e la sua crescita personale in modo concreto, narrativo, emotivo e intelligente, quattro aggettivi decisamente impegnativi, come si traduce questa promessa a livello testuale diciamo, come affrontate la materia di ogni singolo titolo? 

Iniziamo col dire che tutti gli autori sono professionisti e professioniste nei rispettivi campi, ma a questo si aggiunge qualcosa di davvero innovativo sul piano direttamente redazionale: una implementazione funzionale che fa dei libri Heisenberg degli oggetti a pieno titolo phygital, ossia insieme fisici, cartacei, e digitali. Nel risvolto di ogni libro c’è un QR code, inquadrando il quale si entra nella piattaforma di whatsapp, dove si incontra un tutor, un’intelligenza artificiale istruita da e per quel libro, con la quale il lettore può dialogare, ponendo domande e facendosi spiegare parti del libro o approfondendo singoli argomenti.

Riteniamo che l’intelligenza artificiale, anche applicata alle discipline umanistiche, sia una grande risorsa, se ben guidata e concepita. Sia ben chiaro: tutta questa implementazione AI di Heisenberg nasce dal libro cartaceo e senza libro cartaceo non si può accedere alla parte digitale. Il libro cartaceo, quello che si compra in libreria, è il punto di partenza ed è da lì che si accede a un mondo fatto appunto di WhatsApp, di AI, della piattaforma di Heisenberg, nella quale l’utente può muoversi con grande libertà e può trovare risposte, notizie, approfondimenti, e persino dei minicorsi tenuti dagli stessi autori. Insomma, un piccolo universo integrato, dove le funzioni si rispecchiano fra loro in una sorta di organico progetto per implementare il sapere che da quel libro parte. 

Potete ascoltare la nostra intervista in formato audio nella puntata 34 del nostro podcast INDIE-Libri per lettori indipendenti.