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V13: viaggio al termine dell’umanità

22 marzo 2023 | feltrinelli
V13: viaggio al termine dell’umanità

Emmanuel Carrère ha assistito per quasi dieci mesi al processo per gli attentati terroristici di venerdì 13 novembre 2015 a Parigi. Gli appunti che ha raccolto sono diventati articoli settimanali e infine un libro, che verrà presentato a Roma e a Milano.

di Luca Bonifacio

Boulevard de Voltaire, ore 21.30.

Immaginate di sedervi nel dehors di un bistrot parigino, e ad un tratto sentire un’auto inchiodare, gli spari, le urla, il silenzio. Immaginate di assistere al concerto della vostra band preferita e di confondere una mitragliata per il rullo di bacchette del batterista, di sentire le urla, e ancora il silenzio. Immaginate di essere allo stadio per assistere all’amichevole tra Francia e Germania, e all’inizio del secondo tempo sentire un’esplosione, le urla, il silenzio. Si chiama ‘’silenzio di morte’’, ed è il momento esatto, surreale, indicibile, che definisce lo strazio dell’attentato terroristico di Parigi di venerdì 13 novembre 2015.

Il risultato è di centotrenta vittime fra lo Stade de France, il Bataclan e i dehors dei locali nel XI arrondissement. Centotrentuno se contiamo chi si è tolto la vita due anni e sei giorni più tardi.

Non siamo ovviamente in un crime ad alto tasso di violenza, ma nell’impensabile, oscena, incommentabile realtà di quello che è successo quella sera: la sera che ha cambiato le nostre vite.

Qualcuno però ha provato a commentarla. O meglio a seguire il processo a chi è stato accusato di essere l’artefice, il complice di tutto quanto. E quel qualcuno è Emmanuel Carrère.

V13. Cronaca giudiziaria, edito da Adelphi, è allora il racconto del processo cominciato l’8 settembre del 2021 e durato quasi dieci mesi. È il processo agli imputati di quegli attentati terroristici: di chi è accusato di aver toccato paure che non pensavamo di avere, di aver sparato in faccia alla spensieratezza e alla libertà per la chiamata al martirio.

V13 è quindi la somma degli appunti raccolti da Carrère durante le udienze e riportati settimanalmente per l’”Obs”, con la ‘’smisurata ambizione’’ di mostrare ciò che è successo quella notte da ogni punto di vista, nella faticosa impresa di “non deridere, non compiangere, non condannare, comprendere soltanto”.

Questo viaggio nell’orrore comincia con gli atroci e strazianti racconti di duecentocinquanta testimonianze; prosegue con le giustificazioni dei quattordici imputati, che dovranno dimostrare di essere ignari di quello che stava accadendo; termina con le parole della corte, di chi ha il dovere di giudicare e di rappresentare la giustizia suprema, la società civile e quella collettiva.

Ma in V13 le distinzioni delle parti si sprecano, perché siamo tutti riuniti con Carrère nella ‘’scatola’’ del tribunale, nel ‘’convoglio della morte’’ presente al palazzo di giustizia dell’Île de la cité.

Come da principio aristotelico della tragedia, siamo nella trascrizione delle testimonianze che “suscitano pietà e terrore”, dove non esistono momenti morti, né tantomeno vite fuori da lì.

Perché leggere V13 è come leggere la sbobinatura di un audio nascosto che continua a registrare una strage in corso – come quello di due ore, trentotto minuti, quarantasette secondi che è stato ritrovato al Bataclan e di cui leggiamo gli estratti. Ed è dura smettere di leggere quanto è dura non farlo.

Tutti allora diventano vittime indirette, spettatori (in)volontari, parte civile offesa di quel che è successo. Tutti sono in qualche modo dei sopravvissuti.

Non c’è però retorica, moralismo o enfasi in V13, perché è anche il crudele racconto di chi si è finto vittima, di chi aiutando gli altri è stato condannato per truffa, di chi si è sentito in colpa di essere semplicemente un sopravvissuto, di chi è scappato.

È un racconto che cerca la lucidità nell’orrore di quella notte, costringendoci ad assistere inermi anche alla nostra difficoltà di saper giudicare le cose, sfidandoci nel rimanere neutrali, impassibili, fiduciosi della giustizia di un paese che si vuole civile – lo stesso che è accusato dagli imputati di aver incominciato per primo facendo strage di innocenti –.

È dura capire chi sia “l’avversario”, è dura capire quali siano le “vite che non sono la nostra”. Qui però non c’è autobiografia postmodernista, non c’è sciacallaggio mediatico, ego-centrato, egotista, letterario. C’è solo il reportage di un viaggio svolto al termine dell’umanità, al termine della finzione.

E raccontarlo senza cedere alla tentazione della vendetta, del giudizio, dell’ideologia pochi sanno farlo smascherando la braccante attualità in cui viviamo. Perché qua non c’è proprio nulla da fingere, nulla da inventare. E forse questo privilegio può permetterselo solo chi fa il proprio mestiere dal “regno” dell’immaginazione.

Perché non serve immaginazione per capire quello che è successo venerdì 13 novembre 2015.

Serve solo raccontarlo.

 

copertina libro

 

GLI EVENTI IN PROGRAMMA

In occasione dell’uscita di V13. Cronaca giudiziaria, Emmanuel Carrère verrà in Italia a raccontare la nascita di questo nuovo libro, ma soprattutto l’esperienza umana che ha vissuto nel prendere parte a quel processo dall’inizio alla fine.

Roma, sabato 25 marzo, ore 17:00, Auditorium del Parco della Musica Ennio Morricone (Sala Petrassi). L’autore dialogherà con Francesca Mannocchi.

Biglietti in vendita qui.

 

Milano, lunedì 27 marzo, ore 18:30, Piccolo Teatro Strehler. L’autore dialogherà con Daria Bignardi.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

 

locandina eventi