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Il libro segreto di Jules Verne, tra fantasia e realtà

19 marzo 2021
Illustrazione di Peppo Bianchess

Una travolgente avventura che incrocia la vita e le opere di alcuni maestri del fantastico. Ma è davvero tutto inventato?

Il libro segreto di Jules Verne inizia con un avviso a lettrici e lettori: «alcuni dei fatti presenti in questo romanzo sono stati narrati da Edgar Allan Poe, Jules Verne, Edmondo De Amicis, Nellie Bly, Carlo Lorenzini e Robert Louis Stevenson, altri avrebbero potuto davvero accadere. Non ci sono prove che il libro descritto in questa storia non esista, semplicemente dopo la sua scomparsa non è stato più ritrovato. Se vi capitasse di farlo, gli autori di questo romanzo sarebbero felici di saperlo».

Ci troviamo di fronte, dunque, a un libro che parla di un libro. Un volume strano, rilegato in pelle e pieno di pagine bianche, capace di ispirare sogni e incubi, di portare verso la grandezza o verso la follia e, in ogni caso, di cambiare per sempre il destino di chi lo sfoglia. Un libro, a pensarci bene, come ce ne sono nei racconti di Borges o di H.P. Lovecraft. Immaginari, certo. Ma in questo gioco metaletterario è davvero del tutto inventato?

Luca Crovi, sceneggiatore di fumetti, redattore alla Sergio Bonelli Editore e giornalista, qui alla sua prima prova come autore di narrativa per ragazze e ragazzi, scrive uno splendido romanzo d’avventura. A dare vita alle sue parole con immagini ricche di dettagli, c’è Peppo Bianchessi, affermato autore e illustratore di libri per l’infanzia, già collaboratore di Roberto Piumini, Anna Vivarelli, Ekuni Kaori, Tsuji Hitonari.

In Il libro segreto di Jules Verne puntano l’attenzione su come le narrazioni possano cambiare la vita. Lo fanno con un racconto di fantasia, certo, ma a partire da fatti incontestabili.

Fatti e fantasia

Prendete Edgar Allan Poe, protagonista delle prime pagine del romanzo. Fu davvero mandato dai suoi genitori adottivi in un collegio di Chelsea, simile a quello da lui descritto nel racconto William Wilson. Davvero scavava tombe nel cimitero della scuola. È forse possibile che in una di queste occasioni, abbia trovato un misterioso libro privo di testo, ma pieno di storie fantastiche, capace di interpretare umore e personalità del lettore? E considerandolo pericoloso, abbia cercato di disfarsene, gettandolo da una scogliera, come raccontano Crovi e Bianchessi in queste pagine?

D’altronde, la storia letteraria di Poe sembra legata a quella di Verne. Fu proprio lui che nel 1897 pubblicò il seguito di Le avventure di Gordon Pym, con il titolo La sfinge dei ghiacci. Il libro misterioso potrebbe essere finito casualmente nelle mani di Jules Verne, come una sorta di messaggio in bottiglia. Magari durante una crociera sulla nave a tre alberi Coralie, quando Jules aveva undici anni, come succede nella nostra storia di fantasia.

E ancora: sappiamo che una volta cresciuto e diventato uno scrittore di fama, Verne ebbe degli estimatori celebri, tra cui l’autore di Cuore Edmondo De Amicis, che incontrò ad Amiens. In quell’occasione, anche lo scrittore italiano avrebbe potuto imbattersi nel bizzarro libro, non credete?

E ancora, Nellie Bly conosceva certamente Verne. Pioniera del giornalismo investigativo sotto copertura, fu la prima donna a compiere un viaggio intorno al mondo in solitaria, ispirata da Il giro del mondo in 80 giorni. Lei, lo scriviamo per dovere di cronaca, ne impiegò 72 di giorni. Così, anche la giornalista, in questa storia, entra in possesso, seppur per un breve periodo, del volume delle meraviglie.

Storie della letteratura fantastica

E così via. Crovi e Bianchessi ripercorrono le storie della letteratura fantastica, cercando di tracciare percorsi e far emergere connessioni invisibili e affascinanti, con una grande attenzione per i particolari. Tante storie vere racchiuse in una storia corale di finzione, per avvicinare lettori e lettrici più giovani alla letteratura e all’idea stessa di meraviglia.

Quello che colpisce è l’imponente lavoro di ricerca alla base di Il libro segreto di Jules Verne: quello di Luca Corvi sui testi e le notizie storiche; quello di Peppo Bianchessi sulle immagini.

L’illustratore, infatti, si è ispirato alle prime edizioni dei libri, agli articoli di giornale, a vecchie illustrazioni, a stampe d’epoca, a caratteri tipografici. Nella composizione delle tavole, inoltre, è stato fortemente influenzato dal lavoro del regista e animatore cecoslovacco Karel Zeman, che era solito fondere insieme disegno animato e riprese dal vivo. Il risultato è un pastiche visivo ricco di fascino, che impreziosisce ancora di più questa bellissima storia.