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Cosa possiamo fare per salvare il futuro?

13 novembre 2020

Jane Fonda ci parla del suo impegno in difesa dell’ambiente e dei diritti civili in un libro appena uscito per Aboca

Salviamo il nostro futuro!, nuovo libro di Jane Fonda, si apre con una domanda semplice, ma fondamentale: Cosa posso fare?

L’attrice americana, classe 1937 e nota attivista fin dagli anni ’70, inizia il suo libro da una presa di conoscenza. Come superare il fatalismo, quello stato di profondo malessere mentale e fisico chiamato «climate despair», quella sensazione che il cambiamento climatico sia inarrestabile e causerà presto l’estinzione dell’umanità? Come provare a contrastare la crisi ambientale con azioni concrete? 

«Qual è il modo giusto per usare il mio megafono adesso che la situazione sta peggiorando così velocemente?» si chiede allora Fonda che, ben conscia del suo privilegio, vuole mettersi al servizio delle nuove generazioni e del pianeta. 

«Ho tenuto discorsi a molte manifestazioni, ho partecipato alle marce di Greenpeace negli Stati Uniti e in Canada, ho comprato un’auto elettrica, ho smesso di usare plastica usa e getta, riciclo e ho ridotto il consumo di carne rossa. Ma continuavo a sentirmi a disagio» scrive Fonda. 

Così, nell’autunno del 2019, frustrata dall’immobilità dei politici e ispirata da Greta Thunberg, fondatrice del movimento Fridays for Future, e da Naomi Klein, autrice di Il mondo in fiamme, Jane Fonda ha scelto di mettersi fisicamente in prima linea per protestare contro le politiche ambientali di fronte al Campidoglio, a Washington DC.

Ha chiamato queste forme di protesta Fire Drill Fridays, i “venerdì dell’esercitazione antincendio”, e ha guidato ogni settimana migliaia di persone in una disobbedienza civile non-violenta che l’ha portata a essere arrestata diverse volte.

Questa esperienza è diventata un libro appena arrivato nelle librerie italiane grazie a Aboca Edizioni, casa editrice che ha fatto della salvaguardia della natura e della salute la propria missione. 

Salviamo il nostro futuro! non è un’autobiografia, ma una call to action che fornisce gli strumenti necessari perché tutti possano fare la loro parte.  

La testimonianza di una donna che si è sempre battuta per le cause in cui credeva e si è resa conto di trovarsi di fronte a quella decisiva. La nostra ultima occasione per cambiare le cose. Il percorso di consapevolezza di Fonda – che potrebbe essere il nostro – si intreccia in queste pagine con testimonianze di esperti, ambientalisti, attivisti, per analizzare in profondità le questioni cruciali dell’emergenza climatica. 

Jane al primo Fire Drill Friday - Salviamo il nostro futuro - pag. 369
Jane al primo Fire Drill Friday con una copia del saggio di Naomi Klein

Jane Fonda, l’attivista

Attrice amatissima, vera e propria icona del cinema e vincitrice di due Oscar (nel 1972 per Una squillo per l’ispettore Klute e nel 1979 per Tornando a casa), Jane Fonda da circa cinquant’anni è nota per il suo attivismo politico. 

Dall’opposizione alla guerra del Vietnam negli anni ’70 alle proteste dei Fire Drill Fridays di oggi, Fonda ha supportato alcuni dei più grandi movimenti americani degli ultimi cinquant’anni. 

Dagli anni ‘70…

Qualche esempio? Nel 1969 mostrò solidarietà all’occupazione dell’isola di Alcatraz da parte del movimento di giovani nativi americani guidato da Richard Oakes. All’inizio degli anni ‘70 sostenne Huey Newton e le Pantere Nere, fu coinvolta nel Movimento Femminista e promosse una campagna a favore della pace in Indocina.

Il 3 novembre 1970, Fonda fu arrestata dalle autorità dell’aeroporto internazionale di Cleveland Hopkins con l’accusa, poi rivelatasi infondata, di traffico di droga, dopo essere tornata negli Stati Uniti da un tour contro la guerra. La foto segnaletica dall’arresto, in cui alza il pugno in segno di solidarietà, è diventata da allora un’immagine iconica.

Jane Fonda ha incanalato queste istanze politiche anche nel suo lavoro. Dopo l’incontro con Ron Kovic, veterano e attivista contro la Guerra rimasto paralizzato in Vietnam, Fonda ha ispirato la realizzazione del film Tornando a casa (1978), diretto da Hal Ashby e scritto da Nancy Dowd. Inoltre, è stata la protagonista di Sindrome cinese (1979), film di denuncia sui pericoli del nucleare diretto da James Bridges. 

…a oggi

In anni recenti, l’attrice si è impegnata a supportare diverse cause sociali, politiche e ambientali. È sostenitrice attiva e presidentessa onoraria del movimento femminista V-Day (ispirato a I monologhi della vagina di Eve Ensler), rivolto ad abbattere ogni forma di violenza su donne e bambine. Ha fondato il Jane Fonda Center for Adolescent Reproductive Health di Atlanta e contribuito alla realizzazione della prima versione di I monologhi della vagina con un cast composto da sole donne transgender.

Ha marciato a Ciudad Juárez in Messico per chiedere chiarezza sul femminicidio di 375 giovani donne nella città, protestato contro la guerra in Iraq, protestato contro la costruzione del Dakota Access Pipeline vicino alla riserva della Standing Rock Sioux Tribe. 

Nell’ottobre 2019, Fonda è stata arrestata per quattro volte durante le proteste di Fire Drill Fridays al Campidoglio. Il primo arresto è avvenuto l’11 ottobre, insieme a quindici attivisti del gruppo ambientalista Oil Change International: la sua foto in manette mentre indossa l’ormai celebre cappotto rosso simbolo della manifestazione ha fatto il giro del mondo.

I motivi di tutte queste azioni sono spiegati proprio all’inizio di Salviamo il nostro futuro!:

Da giovane pensavo che l’attivismo fosse come i cento metri, e mi davo da fare giorno e notte sperando che le cose cambiassero in fretta. Da grande ho imparato che è una maratona, e ho rallentato il passo. A ottantadue anni ho capito che non è come i cento metri, e nemmeno come una maratona: è una staffetta. La cosa più importante che possiamo fare oggi noi adulti è affiancare e sostenere le nuove generazioni di ambientalisti pronti a prendere le redini del movimento. Questo libro è dedicato a loro. 

I manifestanti dentro l’Hart Senate Office Building - - Salviamo il nostro futuro - pag. 378-379
I manifestanti dentro l’Hart Senate Office Building

I grandi temi di Salviamo il nostro futuro!

 Jane Fonda mette tutta la passione, l’intelligenza e la determinazione che caratterizzano da sempre le sue battaglie nelle pagine di questo libro-manifesto, in cui riflette su tutte le grandi tematiche legate alla crisi climatica.

La condizione degli oceani e la scarsità dell’acqua, la necessità di leadership femminile, la difesa dei diritti umani, la tutela dei migranti e delle minoranze oppresse o discriminate, gli effetti del militarismo sul clima, l’uso della plastica: sono tutte questioni collegate tra loro, che si influenzano, che vanno risolte adesso. 

Da queste pagine emerge come la situazione che stiamo affrontando non sia soltanto un’emergenza climatica, ma una crisi sociale e politica di ampia portata. E questo impatto sull’ambiente e sulla salute non è equo, ma colpisce più duramente i Paesi a basso reddito e le persone povere nei Paesi ad alto reddito. 

«Naomi (Klein, ndr.) mi ha fatto capire che la giustizia sociale è fondamentale per risolvere la crisi climatica. Il Green New Deal è la via verso un futuro in cui ciascuno potrà trovare un posto per sé» scrive Fonda. 

Con Green New Deal si riferisce al piano di riforme per azzerare le emissioni di carbonio negli Stati Uniti, presentato dalla deputata Alexandria Ocasio-Cortez nel 2019. Il piano prevede adottare il 100% di energie rinnovabili entro il 2030.

A ognuna di queste questioni, così, dedica un capitolo tematico in cui raccoglie esperienze, riflessioni e, soprattutto, dà spazio alle voci di esperti e attivisti, ma anche alle testimonianze degli amici e colleghi che hanno scelto di manifestare insieme a lei. Ogni sezione termina poi con suggerimenti su cosa possa fare, nel concreto, una persona per contrastare la crisi. 

Abbiamo scelto un consiglio pratico per ognuno di questi macrotemi, come esempio dell’impegno, la passione e l’urgenza che Jane Fonda dimostra in queste pagine. Perché questa è «l’ultima occasione nella Storia per cambiare le cose» ed è «troppo tardi per essere moderati, dobbiamo agire subito». 

Da Salviamo il nostro futuro!

Green New Deal

«Non riusciremo mai a far passare il Green New Deal se non eleggeremo leader sensibili al problema […]. Assicuratevi che i vostri amici, vicini e colleghi si siano registrati, e poi andiamo tutti a votare per il clima».

pag. 57

Oceani e cambiamento climatico

«Assicuratevi che i vostri rappresentanti eletti sappiano quanto tenete agli oceani: scrivete loro di condividere informazioni e spronateli ad agire».

pag. 74

Donne e cambiamento climatico

«Eleggete più donne nelle cariche pubbliche e in altre posizioni di potere e assicuratevi che siedano al tavolo delle discussioni quando si parla di soluzioni per la crisi climatica e di giustizia ambientale».
pag. 93

Guerra, forze armate e cambiamento climatico

«Parlate con chi vi rappresenta della possibilità di ridurre le spese militari e reindirizzare quella somma verso le necessità sociali e la vera sicurezza nazionale, soluzioni per il clima».

pag. 109

Giustizia ambientale

«Chi ha più potere e influenza deve collaborare con chi si trova in prima linea anziché ‘aiutare il prossimo’ con un atteggiamento spocchioso».

pag. 127

Risorse idriche e cambiamento climatico

«Non comprare l’acqua in bottiglia, portarvi sempre dietro una borraccia ed evitare l’uso di detersivi pericolosi e di pesticidi che sono responsabili dell’inquinamento dei corsi d’acqua».

pag. 145

La plastica

«Il modo più efficace per ridurre la plastica nelle nostre comunità sono le restrizioni imposte dal governo, come tasse o divieti».

pag. 158

Cibo, agricoltura e cambiamento climatico

«Ridurre il consumo di carne e prodotti caseari porterà benefici alla vostra salute e a quella del pianeta».

pag. 173

Clima, migranti e diritti umani

«Molti ignorano i legami tra la crisi climatica e l’aumento dei fenomeni migratori, quindi raccontate alla vostra famiglia, ai vostri amici e ai vostri colleghi tutto ciò che avete imparato».

pag. 197

Lavoro e transizione equa

«Le soluzioni alla crisi climatica e alla disuguaglianza socio-economica sono strettamente legate. Più lavoratori avremo al tavolo delle trattative fin dal principio, più le soluzioni saranno efficaci».

pag. 222

 

Salute e cambiamento climatico

«Sforzatevi di conoscere i vostri vicini di casa. Gli anziani e le persone immunodepresse corrono i rischi maggiori».

pag. 244

Foreste e cambiamento climatico

«Riducete il consumo di oggetti monouso, in particolare quelli derivati dalla carta, dal legno e dalla gomma».

pag. 269

Industria dei combustibili fossili e responsabilità sociale

«Un buon punto di partenza per mettere le compagnie di combustibili fossili di fronte alla loro responsabilità sociale è controllare che i nostri soldi e le istituzioni su cui possiamo avere influenza non le finanzino».

pag. 294

Chiudiamo i rubinetti: stop al flusso di denaro

«Dobbiamo spostare i nostri soldi dai combustibili fossili e dalla deforestazione alle soluzioni per il clima».

pag. 323