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Lanciare un’esordiente, ricordare un amico

15 gennaio 2020

SEM, “Luci a Galifos”, Silvia Bottani: letteratura, memoria, marketing in un esperimento davvero innovativo

Capitolo 1. Lanciare o non lanciare?

Come si lancia il libro di un esordiente? Di solito il lavoro di un editore si colloca a metà di uno spettro che va dal non fare nulla al provarle tutte.

Ossia, da un lato c’è la mera pubblicazione e distribuzione del volume e quel che dovrà essere sia. Dall’altro la mobilitazione massiva e coordinata di strumenti costosi in termini di pubblicità, ufficio stampa, tour di presentazioni, allestimento di materiali promozionali che vanno dai cartonati per le librerie alla realizzazione di audiovisivi e alla loro veicolazione sul web e i social network.

La prima ipotesi è tranquillamente suicidaria: si pubblica, si stampa, e si abbandona al caso il destino di quel libro. La seconda è spesso impercorribile per motivi di costi: pochissimi editori e in pochissimi casi possono pensare di concentrare su un singolo libro le risorse richieste dall’opzione “provarle tutte”. Ancor meno nel caso di un esordio.

Quindi di norma ci si arrabatta: ufficio stampa sperando che qualche giornale o radio ris

ponda alla sollecitazione, presentazioni molto mirate (troppo mirate?), socialmediamarketing autoappreso, materiali video, quando ci sono, improvvisati.

Capitolo 2. Un gruppo di amici

È da questa consapevolezza e dalla voglia di sperimentare modi professionali di promozione al servizio di un libro di esordio che nasce il progetto “Luci a Galifos”, che vede una serie di professionisti della comunicazione e la casa editrice SEM impegnati nel lancio di una nuova autrice e del suo romanzo d’esordio.

Ma andiamo con ordine. C’era un gruppo di amici, pubblicitari e comunicatori con propri studi o presso grandi agenzie, che da anni frequentavano la stessa spiaggia dell’isola di Folegandros, nelle Cicladi, proprio sopra Santorini. Galifos, per l’appunto.

Tutti lettori appassionati, gli amici della spiaggia, ma il vero cane da tartufi del gruppo era Matteo Consonni, colto e curioso consigliori editoriale del gruppo.

Matteo Consonni è morto di malattia poco prima di compiere i cinquant’anni, e i suoi amici hanno deciso di ricordarlo in maniera fattiva, realizzando qualcosa che tenesse viva la memoria con lo stesso stile e attorno alla stessa passione.

Capitolo 3. Un editore particolare

Alcuni degli amici di “Luci a Galifos” sono frequentatori dei Giovedì di SEM, le occasioni settimanali in cui l’editore apre la sua sede di via Cadore a Milano per presentare i propri libri in uscita, ospitare presentazioni di libri di amici anche non editi da SEM, incontrare persone e situazioni a diverso titolo interessanti. La casa editrice è molto attiva e innovativa, già molto professionalizzata in termini di promozione e comunicazione, ma sempre nei limiti imposti dai budget e dalle possibilità di rientro degli investimenti di cui si diceva sopra. Motivo per cui è immediato e reciproco il pensiero di indirizzare verso i libri e gli autori di SEM la volontà di tenere viva la memoria dell’amico.

È da questa intuizione che nasce “Luci a Galifos”, una sorta di incubatore che ogni anno metterà a disposizione di un esordiente e del suo primo libro la costellazione di competenze costituita dai membri del gruppo. C’è chi fa il videomaker e chi pianifica pubblicità, chi è copy e chi si occupa di social media. SEM propone il titolo da “lavorare” e una volta letto il testo finito e incontrato l’autore ognuno porta la sua competenza, i suoi contatti, le sue risorse, un saper fare davvero molto concreto, creando una piattaforma di visibilità altamente professionale e coordinata dalle strategie complessive alla minuta operatività. I membri del gruppo che non possono mettere in campo competenze dirette, finanziano l’operazione con un meccanismo simile a un’asta.

 

Capitolo 4. Un’esordiente per l’esordio di “Galifos”

A questo punto il lettore si starà chiedendo quando partirà la prima operazione “Luci a Galifos” e chi sia il fortunato. Che nel caso è una fortunata: Silvia Bottani, giovane critica d’arte che un giorno del 2017 decide di partecipare a un piccolo concorso legato alla pubblicazione del libro di Antonio Moresco, Fiabe. E lo vince. A quel punto diventa anche lei un’assidua frequentatrice dei Giovedì.

La consuetudine cresce e si consolida dopo una sua intervista molto bella a Moresco per una rivista d’arte. Sicché, quando annuncia di avere scritto un romanzo e che manderebbe i primi capitoli, il testo viene messo subito in lettura. Antonio Riccardi legge e si entusiasma. Storia, scrittura, struttura, personaggi, tutto convince il direttore editoriale di SEM, che si decide subito per la pubblicazione. E che sottopone immediatamente il testo agli amici di “Luci a Galifos”, che a loro volta adottano con assoluta convinzione Silvia Bottani e il suo Il giorno mangia la notte, in uscita per SEM il 6 febbraio del 2020 (ma del libro parleremo quando arriverà in libreria).

Capitolo 5. Al lavoro

“Luci a Galifos” si mette subito al lavoro e non aspetta l’uscita, avviando una serie di avvicinamenti sui social network, dove SEM è già solidamente presente, attraverso una sequenza di video che ci presentano l’autrice, il suo libro, il suo mondo e anche, con humor e leggerezza, il lavoro editoriale che sta dietro a un esordio. Impagabili il siparietto sulla scelta del titolo del romanzo, protagonisti l’autrice trepida e il direttore editoriale sadicamente premuroso, e quello con Bottani alle prese con una Chiara Valerio forse più ansiosa della già ansiosa autrice sul tema “Come ti controllo l’ansia da esordio”. Nei prossimi giorni verrà caricato un nuovo video, in cui a vessare la povera Silvia sarà il bravissimo Giacomo Callo, responsabile della grafica delle copertine di SEM. Intanto, anche Massimo Carlotto e Teresa Ciabatti hanno letto il libro e ne sono entusiasti.

Il lavoro del team di amici che dà vita a “Luci a Galifos” si svilupperà a pieno con l’uscita del romanzo, ma già adesso si delinea uno stile che alla professionalità delle competenze lega in modo indissolubile e necessario la vividezza della passione e la lucida intenzione di “divertirsi seriamente” e di conseguenza divertire e convincere. Che poi è il modo migliore di consigliare libri.

Come li consigliava, ci assicurano, Matteo Consonni.