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Antonello da Messina, dietro le quinte della grande mostra a Palazzo Reale

23 febbraio 2019

Presentata a Milano la mostra più importante mai dedicata a Antonello da Messina. Ecco alcune foto dell’allestimento, che abbiamo avuto l’opportunità di documentare grazie a Skira

«Dedichiamo questa mostra a tutti i sognatori, a coloro che si prefiggono obiettivi ambiziosi e che hanno il coraggio, la costanza e la capacità di realizzarli. A tutti coloro che credono che la bellezza possa salvare questo mondo». Con queste parole Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale, ha introdotto la prestigiosa mostra dedicata ad Antonello da Messina durante la conferenza di presentazione alla stampa.

Visitabile dal 21 febbraio al 2 giugno 2019, si tratta della mostra più importante mai dedicata al grande pittore rinascimentale, che raccoglie 20 delle 35 opere giunte fino a noi. A guidare i visitatori alla scoperta del genio assoluto di Antonello da Messina ci saranno i documenti, disegni e taccuini di Giovan Battista Cavalcaselle, primo storico dell’arte ad aver compilato un catalogo dei dipinti dell’artista siciliano.

Una mostra dell’Italia tutta

Frutto della collaborazione fra la Regione Siciliana e il Comune di Milano, con la produzione di Palazzo Reale e di MondoMostre Skira, l’esposizione nasce dallo sforzo congiunto di diverse realtà e istituzioni, che hanno lavorato insieme per ottenere prestigiosi prestiti provenienti dai più importanti musei nazionali e internazionali.

«La cultura è sempre stata tessuto della nostra straordinaria città» ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala in conferenza stampa. «Lo stile di Milano non è quello di “fare corsa da soli”, ma di collaborare. Continueremo a andare avanti e a creare le condizioni perché la cultura possa essere per tutti. Perché, mai come in questo momento, il Paese ha bisogno di cultura. Da questo punto di vista, Milano cercherà di dare il buon esempio».

«Questa non è solo una mostra di Palazzo Reale» ci ha tenuto a sottolineare Piraina. «È una mostra di tutto l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano. È quindi una mostra della città di Milano, ma anche della Regione Siciliana, della Regione Lombardia, di Firenze, di Pavia, di Torino, di Venezia, di Piacenza e di Roma. È una mostra dell’Italia tutta. Un progetto nazionale con una forte connotazione internazionale».

Dagli Uffizi, infatti,  arriva l’importante trittico con la Madonna con Bambino, il San Giovanni Battista e il San Benedetto; dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia giunge Ritratto d’uomo (1468-1470); dal Collegio degli Alberoni di Piacenza lo straordinario Ecce Homo (1473-76); dalla Galleria Borghese di Roma Ritratto d’uomo (Michele Vianello?) (1475-1476); dal Museo Correr di Venezia il Cristo in pietà sorretto da tre angeli (1474-1476 circa); dal Museo Civico d’Arte Antica, Palazzo Madama di Torino, il Ritratto Trivulzio (1476).

Tra i prestiti internazionali, invece, giunge a Milano, prestato dalla National Gallery di Londra, il San Girolamo nello studio (1474 – 1475); dal Museo nazionale Brukenthal di Sibiu in Romania la Crocifissione (1460 circa); dal Philadelphia Museum of Art il Ritratto di giovane (1474);  dalla National Gallery di Washington, l’incantevole Madonna col Bambino (1475 circa); infine, dal Museo statale di Berlino, il Ritratto di giovane uomo (1478).  

Sebastiano Tusa, Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, ha sottolineato quanto Antonello da Messina sia intimamente legato alla regione. «Ogni fase storica della nostra terra è stata metabolizzata ed è servita per creare opere di grande pregio assolutamente uniche. Antonello è un esempio di tutto ciò. È riuscito a sintetizzare filoni culturali provenienti da varie zone del Mediterraneo. Questa mostra è una sintesi emblematica della sua attività».

L’impianto curatoriale e l’allestimento

Una notevole qualità dei prestiti, insieme a una grande autorevolezza dell’impianto curatoriale: tutto questo ha reso possibile la realizzazione di un percorso espositivo di notevole profondità.

Come ha precisato l’Assessore alla Cultura di Milano Filippo del Corno, «allestire una mostra su Antonello da Messina è difficile. Le dimensioni delle opere sono raccolte, invitano a una relazione intima con il dipinto stesso. L’allestimento è stato perfettamente in grado di realizzare questa relazione, che riuscirà a convogliare l’attenzione di moltissimi visitatori in un colloquio personale con le singole opere».

E in effetti, questa atmosfera intima e raccolta è già percepibile nelle fotografie che, grazie a Skira, abbiamo potuto scattare durante la fase di montaggio dell’allestimento e che potete vedere nella galleria qui sopra. Nelle dodici sale in cui si articola l’esposizione si è scelto, infatti, di racchiudere i dipinti in piccole nicchie e di preferire un’illuminazione soffusa e avvolgente, per una contemplazione quasi spirituale della straordinaria tecnica antonelliana.

Anche la decisione di terminare il percorso con la Madonna con il Bambino (1480), opera del figlio Jacobello di Antonello, dipinta un anno dopo la morte del padre, è emblematica. Nella sua firma si può trovare una delle più calzanti definizioni del pittore siciliano: “Jacobus Anto.lli filiu no humani pictoris me fecit”.

«Antonello era un pittore non umano, ma divino» ha ribadito il curatore della mostra Giovanni Carlo Federico Villa durante la conferenza stampa. «Un artista capace di sintetizzare perfettamente le nostre emozioni. Cogliere l’uomo in uno sguardo, un sorriso, un’espressione, per poi portarlo nel sacro».

Antonello da Messina, il catalogo

Massimo Vitta Zelman, Presidente di MondoMostre Skira, ha poi parlato della particolarità del catalogo, «un prodotto editoriale eccezionale, che raccoglie l’opera completa di Antonello e comprende alcuni contenuti letterari straordinari».

Preceduto dall’introduzione dei curatori Caterina Cardona e Giovanni Carlo Federico Villa, il lussuoso volume pubblicato da Skira Editore presenta infatti numerosi saggi storico-artistici alternati a – cosa non ovvia per un catalogo d’arte – testi letterari di grandi scrittori. Tra questi, Roberto Alajmo, Jhumpa Lahiri, Elisabetta Rasy, Renzo Villa, Evelina De Castro, Giorgio Montefoschi, Gioacchino Barbera, Nicola Gardini e Gianluca Poldi.

In chiusura della conferenza stampa è intervenuto, a sorpresa, anche Vittorio Sgarbi, che ha avuto un ruolo fondamentale nell’ideazione della mostra quando era assessore regionale in Sicilia. Sgarbi pubblicherà a brevissimo, nella collana SMS – Skira Mini Saggi, un piccolo libro di riflessioni sulla mostra e sull’opera di un pittore «divino perché capace di dipingere la vita stessa».

Antonello da Messina, Catalogo della mostra a Palazzo Reale, Skira
Antonello da Messina, Catalogo della mostra a Palazzo Reale, Skira