Indietro

Un’altra prospettiva. La vita e il teatro di un maestro

Peter Stein, Gianluigi Fogacci

Regista e attore, Peter Stein è uno dei grandi del teatro mondiale, con una formazione umanistica a trecentosessanta gradi visto che si è specializzato negli studi di germanistica e storia dell’arte con una base filologica.

La sua personalità è strettamente legata al teatro collettivo e, quindi, a una forte idea di gruppo. Nel 1970, infatti, fonda il collettivo teatrale della Schaubühne am Halleschen di Berlino Ovest, che guida fino al 1985. Con loro, e più precisamente con Bruno Ganz, Edith Clever, Jutta Lampe, Michael König, sperimenta grandi progetti e nuovi spazi, allestendo spettacoli insoliti che esplorano impavidamente linguaggi e temi inusuali per l’epoca.

Proprio questi, insieme alla politica e alla vita privata sono gli argomenti che Stein affronta, in dialogo con Diego Procacci, in Un’altra prospettiva. La vita e il teatro di un maestro, pubblicato da Manni Editori. Il rapporto e anche il rancore verso il padre, la difficile relazione con la generazione del nazismo, gli studi di letteratura e storia dell’arte che gli sono serviti per crearsi una “biblioteca interna”, il Sessantotto in Germania, i maestosi spettacoli portati in giro per il mondo, l’arrivo in Italia nel 1987 e l’approdo alla lirica. E le relazioni con il potere, le opere di Shakespeare e Cechov. Racconta di quando ha diretto lo shakespeariano Tito Andronico per il Teatro di Genova e la messa in scena negli anni Novanta delle Tre sorelle, un magistrale concentrato di gesti, suoni, luci e ritmi. E poi, nel 1994, l’esperienza con lo Zio Vanja, italiano ma alla russa, con Pozzi, Girone e Crippa. Infine, il Faust integrale recitato in sette giornate e l’Orestea, l’opera della sua vita, che nel 2000 porta all’Expo di Hannover.

Un turbinio di esperienze teatrali, politiche e personali che rivelano uno dei grandi maestri della nostra epoca.