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Perché tornavi ogni estate

Belén López Peiró

Cosa si prova a subire un abuso? Può un pubblico ministero fare una domanda simile a una donna vittima di violenza? Non basterebbe una quantità infinita di parole per rispondere a questa domanda, perché non esiste una risposta in grado di descrivere quello che si prova in quei momenti terribili, che segnano il corpo e la mente di chi è violato.

Allo stesso modo è impossibile, per una vittima, dare risposta alla peggiore delle provocazioni. Perché tornavi ogni estate di Belén López Peiró, da poco pubblicato da La nuova frontiera, è una domanda che in realtà nasconde un’affermazione, un’accusa indiretta, quella della famiglia che accoglieva l’autrice argentina ogni estate, nel luogo dove si è consumata la violenza.

Dai tredici ai diciassette anni, Belén è vittima di abusi sessuali da parte dello zio, un commissario di polizia di Buenos Aires, nella sua casa di Santa Lucía, fino a quando, un giorno, lei riesce a vincere la sua paura e a denunciarlo.

Cosa fare, si chiede Belén, quando il nemico è in casa? Come riuscire a chiedere aiuto in una società sessista? Come far capire agli altri che lo stupratore non è per forza un mostro o un pazzo, ma può essere anche un uomo, in apparenza per bene, che abusa del suo potere e violenta una donna con la forza? Quanta audacia è servita a Belén per andare contro un padre di famiglia, contro un uomo all’apparenza esemplare?

Perché tornavi ogni estate è un libro necessario che racconta una realtà scomoda, ancora più difficile da digerire e gestire quando l’abusante è una persona vicina, di famiglia, soprattutto quando si vive in un piccolo paese, come quello di Santa Lucía, una piccola cittadina di Buenos Aires, dove l’educazione sessuale non esiste e le apparenze sono tutto.

«Fare finta di niente significa difenderlo, – Belén parla in questi termini, nel libro, di zii e cugini – essere accondiscendente con un animale che ha preso a botte sua moglie e si è scopato sua nipote. Significa essere accondiscendente con un tipo che ha preteso un pagamento in natura per ogni sua gentilezza. Significa accettare e incoraggiare la brutalità di un uomo che crede di poter prendere in prestito l’infanzia di una donna e distruggerla».

Puntare il dito contro chi trova il coraggio per denunciare un abuso serve soprattutto a creare un senso di colpa, per zittire e soffocare la verità in un disagio già profondo. Il punto di domanda nel titolo, scelto con consapevolezza dall’autrice, lascia al lettore uno spazio aperto alla riflessione.

Intorno al suo stupro l’omertà, il sospetto, il discredito e il rifiuto della gente s’innalzano come le più grandi barriere. E non c’è migliore forma narrativa, se non quella del romanzo polifonico, per raccontare tutto questo. L’autrice argentina sceglie la polifonia narrativa per denunciare al mondo quello che ha vissuto in prima persona. L’abuso sessuale subito, a un certo punto, lascia i confini del suo corpo per dichiararsi collettivo e abbracciare anche le sofferenze di tante altre donne, vittime delle stesse pene. Ciò che conta davvero è combattere insieme la stessa battaglia e sensibilizzare coloro che possono assistere le vittime di violenza.

Perché tornavi ogni estate

Belén López Peiró
LA NUOVA FRONTIERA
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Genere:
Listino:
€ 14.90
Collana:
Data Uscita:
03/03/2022
Pagine:
0
Lingua:
EAN:
9788883734144