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Il silenzio dell’acciuga

Lorena Spampinato

Siamo in Sicilia, negli anni sessanta. Tresa è una ragazzina alle soglie dell’adolescenza chiamata da tutti “masculina”, acciuga, perché non è aggraziata né «adatta alle tavole dei ricchi». Suo padre, dopo averle imposto per tutta l’infanzia un’educazione rigidissima, nel tentativo di farla assomigliare il più possibile al fratello gemello Gero e nascondere la sua femminilità, è sparito lasciando i due figli da una zia.

E in questa nuova casa che sembra un museo vige una sola regola: non dire. Tresa, dunque, dovrà trovare se stessa in quel silenzio. Qui inizierà a scoprire il proprio corpo, a distinguere tra l’amore e la sopraffazione e a confrontarsi con la bambina che è stata e la donna che sta per diventare. Ma quel silenzio, quel non detto, vive di segreti e genera fraintendimenti, ambiguità e violenze.

È un libro di formazione toccante e allo stesso tempo durissimo, quello che inaugura il 2020 della casa editrice Nutrimenti. Si intitola Il silenzio dell’acciuga ed è scritto da Lorena Spampinato, scrittrice catanese al suo quarto romanzo. Con una lingua elegante e una scrittura schietta, Spampinato ci trasporta in una Sicilia patriarcale in cui essere femmina, diventare donna, significava dover lottare per ottenere la libertà di essere, semplicemente, se stesse.