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Gentiluomo in mare

Herbert Clyde Lewis

copertina gentiluomo in mare

di Luca Bonifacio

Quando una storia è finta, a noi lettori è concesso un po’ tutto. Anche ridere davanti al racconto di un uomo – o meglio di un gentiluomo – che scivola dal pontile di una nave da crociera e cade nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico: più precisamente a 12 gradi di latitudine nord e 108 di latitudine ovest, alle 5 e 23 del mattino.

È questo l’assurdo quanto drammatico incipit di Gentiluomo in mare di Herbert Clyde Lewis, racconto pescato nel mare editoriale da Adelphi.

Si tratta della storia di Mr Henry Preston Standish, salito sul piroscafo Arabella per intraprendere un viaggio transoceanico da Waikiki a Panama, con l’intento di rispondere a uno strano istinto di vita. Perché Mr Standish è un uomo goffo e allampanato uscito da Yale. Un uomo che mangia, beve, fuma, lavora, si corica con la moglie, ma sempre e solo con morigerata moderazione. Un uomo qualunque e senza apparente qualità, direbbe Musil.

Gentiluomo in mare diventa però ben presto il racconto dell’ultimo uomo sulla terra, o meglio di un “morto che galleggia” da solo nel mare, capendo che “fare il morto” non è proprio una metafora, ma la condizione di una vita.

È il racconto di un uomo ridicolo quindi, di quelli che però, come insegnava qualcuno, hanno la verità delle cose sottomano.

Perché H. C. Lewis penetra nell’affettato mondo dei modi, del garbo e della creanza, mostrando il ridicolo status di un uomo ingessato, condannato a comportarsi e a vivere da gentiluomo per emanazione urbana. La caduta in mare diventa allora una «caduta di stile» da comunicare con garbo, a bassa voce, senza gridare; la poppa di una nave che se ne va diventa il sedere di un babbuino che è meglio non guardare, pena l’increscioso.

La storia assume un andamento grottesco man mano che le speranze di sopravvivenza del protagonista si affievoliscono, ed è per questo che c’è tutta la letteratura in questo racconto di un borghese in mare.

C’è qualcosa di des Esseintes in questo uomo abbandonato al fato e al corso della natura, o meglio contro corrente.

C’è qualcosa di kafkiano in questa nave-castello che prende vita e che sembra indifferente a un membro del suo equipaggio caduto in mare – per quello che l’aggettivo kafkiano possa ancora significare al giorno d’oggi –. Perché in Gentiluomo in mare la descrizione del mondo è così «vivida da risultare indimenticabile per chiunque abbia un briciolo di sensibilità verso la bellezza».

Perché c’è qualcosa di Céline, infine, nel rendersi conto di quanto sia «grama l’esistenza di chi non ha il minimo sforzo dell’immaginazione», di chi vive l’esistenza nel grigiore della propria coscienza.

E su questo c’è ben poco da ridere.

Gentiluomo in mare

Herbert Clyde Lewis
ADELPHI EDIZIONI
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Genere:
Listino:
€ 13.00
Collana:
Data Uscita:
31/01/2023
Pagine:
0
Lingua:
EAN:
9788845937545