
Saverio Vasta
Il filo e il segno indaga quella vitalità ostinata che resiste anche nella perdita, nella dissoluzione, nella sconfitta: un seme che chiede cura per tornare a generare senso. Svelarlo, tuttavia, esige rigore, perché il presente si mostra come una selva di codici sovrapposti e opachi. Decifrarli significa innanzitutto stabilire un perimetro, trovare la giusta distanza dalle cose e restituire loro un nome esatto per riconoscerle. Come un tempo gli artigiani, prima di porre mano all’opera, ne tracciavano i margini con precisione, per filo e per segno, così la parola poetica cerca una misura: non per illudersi di imbrigliare la realtà, ma per fissare le coordinate essenziali. Orientarsi nel tempo diventa così un corpo a corpo tra le ferite vive del presente e una memoria che riaffiora e non è rifugio consolatorio, bensì filo tenace con cui con cui ricucire il proprio stare al mondo.