
Giada Ceri
Immaginate di trovare un lavoro. Un’occupazione più o meno stabile – ritirare, trasportare, consegnare pacchi – all’interno di un Gruppo che da trent’anni invia corrieri in giro per il mondo. Ogni missione ha le sue regole e i suoi tempi, c’è una Centrale Operativa che segue ogni spostamento e un Fondatore che ha costruito intorno a questo compito una disciplina, un linguaggio, un’idea di appartenenza. Solo che quello non è un «normale» lavoro di logistica: ciò che state trasportando sono cellule, e dalla loro consegna può dipendere la vita e la morte delle persone. Questo libro è il racconto in prima persona di una di queste consegne, che conduce la protagonista da Colonia a Salamanca. Giada Ceri ritrae con precisione millimetrica il cono di ansia e le pressioni che avvolgono le sue giornate: un contenitore che non si può perdere di vista, un telefono di servizio che deve restare sempre raggiungibile, una cartella di documenti da far compilare senza errori e un itinerario stabilito al minuto. Ogni passaggio deve infatti avvenire nel momento giusto e ogni ritardo può cambiare ciò che viene dopo, all’interno di una realtà fatta di aeroporti, stazioni, controlli, attese, coincidenze, istruzioni che arrivano da lontano e decisioni che nessuno può prendere se non lei. E mentre la missione procede, le sue domande diventano sempre più difficili da eludere: è un impiego o una vocazione? Fino a dove si può rinunciare alla propria libertà in nome di un bene superiore? Ispirato a fatti reali, I salvatori è una riflessione sui confini tra lavoro, identità e responsabilità, condotta con un’ironia tesa e tagliente.