Un’indagine tra aristocrazia, passioni e segreti sepolti, tratta dal libro Maigret e i vecchi signori, pubblicato da Adelphi.
Dal 24 settembre arriva al cinema Maigret, l’amore e la morte, il film diretto da Pascal Bonitzer e interpretato da Denis Podalydès nel ruolo del commissario creato da Georges Simenon, distribuito da Lucky Red. Al centro della storia c’è un omicidio, ma soprattutto ciò che quell’omicidio porta alla luce: una relazione clandestina durata mezzo secolo, custodita nel silenzio di un ambiente aristocratico dove rispettabilità, fede e convenzioni sociali nascondono passioni ancora vive.
Il film è tratto da Maigret e i vecchi signori di Georges Simenon, pubblicato da Adelphi, un romanzo scritto nel 1960 che affronta con particolare sensibilità il tema dell’età, della memoria e del desiderio. La vicenda letteraria prende avvio dalla morte del conte Armand de Saint-Hilaire, un illustre ex ambasciatore trovato senza vita nel suo studio parigino. Nel film, il personaggio diventa Monsieur Berthier-Lagès, ma il cuore dell’indagine rimane quello del libro: dietro la morte di un uomo in vista si nasconde la storia d’amore con una principessa, rimasta segreta per cinquant’anni.
Maigret si trova così a interrogare un mondo chiuso, conservatore e apparentemente immobile. Le persone che lo abitano sembrano difendere con ostinazione la facciata delle proprie vite, ma l’indagine scava sotto quella superficie e fa riemergere un passato che nessuno è riuscito davvero a cancellare.
Maigret e i vecchi signori nasce in un momento particolare della vita di Simenon. Lo scrittore lo pensò dopo aver attraversato una crisi personale, a metà del proprio percorso, confrontandosi con il tema dell’invecchiamento e con il passare del tempo. La scrittura diventa così anche uno strumento per osservare e forse esorcizzare una paura profondamente umana.


Nel romanzo, però, l’età non coincide con la rinuncia. I personaggi sono anziani, ma conservano una vitalità intensa, capace di alimentare passioni, rimpianti e conflitti. È proprio questo il paradosso che ha interessato Pascal Bonitzer: «I personaggi di questa storia sono anziani, ma sono pieni di energia», racconta Bonitzer. «Il tema è anche quello di una vitalità paradossale».
Bonitzer trasporta la vicenda all’inizio degli anni Duemila, in un momento di passaggio tra il mondo analogico e la rivoluzione digitale. È una scelta che mette in risalto la natura profondamente novecentesca di Maigret. «Simenon è un uomo del XX secolo e lo è anche il suo eroe», spiega il regista. «Mi interessava metterlo a confronto con il XXI secolo».
Per Bonitzer, Maigret è anche una figura sospesa tra due mondi. Detesta le autorità conservatrici e le gerarchie di vecchio stampo, ma è a sua volta restio alla modernità. La pipa, il cappello, il cappotto, la passione per la buona cucina e la quotidianità condivisa con Madame Maigret definiscono un personaggio legato a una quotidianità quasi domestica, lontana tanto dall’eroe d’azione quanto dal detective infallibile.

Il regista ha scelto di ambientare la storia all’inizio del nuovo millennio proprio perché, nel 2026, un personaggio come Maigret sarebbe ormai quasi impossibile. In un mondo dominato dalla polizia tecnica, dalle prove forensi, dagli smartphone e dalla comunicazione digitale, il suo metodo fondato sulla relazione rischierebbe di non trovare più spazio.
A interpretare il commissario è Denis Podalydès, attore della Comédie-Française. La sua versione di Maigret si allontana dall’immagine imponente associata ad alcuni interpreti del passato, da Harry Baur a Jean Gabin, da Bruno Cremer a Gérard Depardieu. Anziché puntare sull’imponenza fisica, l’interpretazione di Denis Podalydès si concentra proprio sulla pazienza e sull’ascolto. Come dice lo stesso Denis Podalydès, «Maigret possiede l’arte di ascoltare e di sentire al tempo stesso: ascolta le parole dei testimoni e ne sente il lamento interiore. Questo lato quasi psicanalitico è affascinante da interpretare».
Dal 24 settembre, Maigret, l’amore e la morte è al cinema. Il romanzo di Georges Simenon da cui il film è tratto, Maigret e i vecchi signori, ti aspetta in libreria, pubblicato da Adelphi insieme alle altre inchieste del commissario.