Al cinema Le cose non dette, tratto da Siracusa di Delia Ephron, pubblicato da Fazi.
Nel romanzo Siracusa, pubblicato da Fazi, la scrittrice statunitense Delia Ephron esplora le dinamiche di due coppie in vacanza, dove apparenze consolidate nascondono verità inconfessabili. La coppia protagonista, per esempio, rappresenta un modello di apparente stabilità relazionale e professionale. Tuttavia, la struttura narrativa rivela come questa solidità riposi su equilibri precari, su una frattura che la comunicazione non riesce a colmare. La vacanza, le amicizie, gli sguardi incrociati con altri personaggi diventano occasioni per esporre verità rimaste sepolte sotto la superficie del quotidiano.
Ephron, autrice di C’è posta per te, dimostra in questo romanzo una maestria nel coniugare la commedia brillante con atmosfere noir. Siracusa non semplifica il ritratto dei propri personaggi e non offre risoluzioni tranquillizzanti. È una storia costruita sulla percezione che le relazioni umane sono complesse e mantenute in piedi da non detti concordati, da silenzi negoziali.
Gabriele Muccino adatta il romanzo per il cinema con il titolo Le cose non dette, nei cinema dal 29 gennaio, con una sceneggiatura firmata dallo stesso Muccino insieme all’autrice del libro. Nell’adattamento cinematografico, i nomi cambiano (Michael diventa Carlo, che ha il volto di Stefano Accorsi; Lizzie è Elisa, interpretata da Miriam Leone), ma la struttura narrativa rimane fedele al nucleo del romanzo: quel senso di ineluttabilità che aleggia sin dalle prime pagine, la certezza che quello che sembra stabile verrà minato da crepe minuscole.
Quello che Muccino e Ephron mantengono dal passaggio alla pagina allo schermo è soprattutto l’ossatura morale del racconto. Claudio Santamaria nel ruolo di Paolo e Carolina Crescentini come Anna, l’altra coppia, riempiono lo spazio intorno a questa tensione. La vacanza, che nel libro è in Sicilia ma nel film si sposta in Marocco, diventa il catalizzatore di una presa di coscienza collettiva e privata. Ogni personaggio detiene una diversa versione della stessa storia, che però inevitabilmente converge verso un unico drammatico finale.
«Le cose non dette è un film sulle verità non pronunciate, l’ambiguità morale dei rapporti intimi e la fragilità di ciò che si sta sgretolando», spiega Muccino. «Il mio punto di vista nella direzione di questo film cerca il dettaglio rivelatore, lo sguardo che tradisce, la pausa che pesa più della parola. È un film di silenzi, cose non dette. Omesse per paura, anche del giudizio chi abbiamo più vicino, soprattutto abbiamo paura della verità, della nostra debolezza, e giriamo in tondo pieni di tensioni sottili, di verità che emergono quando i personaggi smettono di proteggersi. Ne resta una certezza: le cose che non diciamo sono spesso quelle che ci definiscono più di tutto il resto».
Dunque, due prospettive autoriali si intrecciano offrendo letture complementari della medesima tensione umana: Siracusa di Delia Ephron vi aspetta in libreria pubblicato da Fazi, mentre Le cose non dette di Gabriele Muccino è appena arrivato nelle sale italiane grazie a 01 Distribution.
