Il romance oggi, raccontato da voci diverse e complementari del settore. Qui la versione integrale delle interviste pubblicata su INDIE n. 18.
di Cristina Resa
Il romance è un genere che, da sempre, attraversa la narrativa popolare, cambiando forma e linguaggio. Oggi appare più che mai sfaccettato, caratterizzato da sottogeneri emersi negli ultimi decenni, contaminazioni e nuove etichette che ne rendono visibili le geometrie interne, dal romantasy al dark romance, fino alle varianti young adult e alle forme ibride. Più che un genere da chiudere in una definizione, il romance sembra allora un atlante in movimento, fatto di coordinate affettive e di riconoscimenti condivisi. È dentro questa mappa in continua ridefinizione che si collocano le voci raccolte in questo approfondimento, ampliamento dell’articolo introduttivo pubblicato nel dossier dedicato al tema sul numero 18 di INDIE – Libri per lettori indipendenti.
Abbiamo scelto di raccogliere voci diverse ma complementari del settore, per seguire il romance dal catalogo alla collana, dal festival alla promozione, fino alla libreria e al mercato. Per questo abbiamo coinvolto Gallucci Editore, alla luce del lavoro sul catalogo young adult, dove l’intreccio tra crescita, immaginario fantastico e sentimenti è molto forte; Fazi, soprattutto per il lavoro sulla collana YA Lainya; e HarperCollins Italia, anche alla luce dell’esperienza con Harmony e del progetto Midnight, che va nella direzione di un romance più contemporaneo e ibrido.
A parlarne con noi sono Angela Ricci, editor di Gallucci, Valentina Bortolamedi, editor della narrativa straniera di Fazi Editore, Jennifer Carretta, Publicist e Romance Specialist di HarperCollins Italia, Lidia Ottelli, fondatrice del Festival Romance Italiano e ideatrice del blog Il rumore dei libri, e, infine, Sabrina Salera, promotrice per PDE, ciascuna da un punto di osservazione diverso ma convergente.
Oltre lo Young Adult: Angela Ricci, Gallucci
Come state vedendo cambiare il pubblico young adult negli ultimi anni, anche in relazione ai nuovi sottogeneri romance?
Il cambiamento più importante ci sembra il progressivo ampliamento del pubblico dello young adult, che ormai copre stabilmente una fascia d’età compresa all’incirca tra i 16 e i 30 anni, ma spesso e volentieri, soprattutto nel caso del romance, ha anche lettori più adulti. Figlia di questo cambiamento è la diversa considerazione di questo tipo di letture, che mette l’accento più sull’adult che sullo young e ha cambiato la percezione dei due principali generi YA, ovvero fantasy e romance. Anche in passato c’erano lettori che si appassionavano da giovani a questo tipo di romanzi e continuavano a leggerli a tutte le età, incuranti del fatto che fantasy e romance fossero considerati generi letterari rispettivamente “per ragazzi” e “per adolescenti”. Adesso invece tanti libri YA si rivolgono esplicitamente a una fascia di età più matura, hanno contenuti più adulti (non solo per quanto riguarda la componente spicy), e dunque si è ribaltato il paradigma: ora molti romance e fantasy young adult vengono letti da lettori giovanissimi anche se sono “per adulti”. L’innalzamento dell’età media dei lettori, insieme alla possibilità di condividere opinioni e letture offerta dai social, ha avuto come ulteriore conseguenza una riflessione più approfondita sulle particolarità di questi generi. Romance e fantasy sono stati a lungo considerati generi letterari uniformi e “tutti uguali”, ora invece abbiamo moltissimi sottogeneri codificati, che sono soprattutto frutto della comprensione e della riflessione di un pubblico più maturo che li legge ed è in grado di cogliere meglio sfumature e differenze.
Quanto conta oggi, nel vostro catalogo, l’incrocio tra fantasy, formazione e componente sentimentale?
Direi che è un nodo fondamentale, però trovare il giusto equilibrio non è un’operazione semplice. Avendo alle spalle un ampio e consolidato catalogo rivolto a lettori giovanissimi, sappiamo bene che tutti i libri, persino quelli più scanzonati e leggeri, insegnano qualcosa (anche solo a scrivere bene), ma sappiamo anche che i lettori, fin da piccoli, nelle storie che leggono cercano soprattutto emozioni, non didattica. Questo è un paradigma che rimane valido a tutte le età, pur cambiando forme e modalità espressive, e dunque vale anche per i lettori young adult. Noi cerchiamo di rispettarlo scegliendo per il nostro catalogo YA romanzi che abbiano prima di tutto un buon bilanciamento tra formazione e componente sentimentale, il che non vuol dire che il criterio di scelta sia una sorta di formula matematica, anzi, il giusto bilanciamento è sempre frutto in primis della personalità, della fantasia e dell’abilità di scrittura degli autori, che sono tutti elementi non misurabili. Il fantasy, ancora di più nel nuovo filone del romantasy, è un genere che si presta moltissimo ad accogliere questi elementi in forme e combinazioni sempre nuove, forse proprio perché non ha i vincoli imposti dalle ambientazioni realistiche. E dunque nel nostro catalogo ci sono fantasy diversissimi tra loro, che hanno però in comune proprio l’equilibrio tra l’aspetto formativo, inteso come un elemento che dà profondità alla storia, e la componente sentimentale, che è quella che cattura il lettore e rende la lettura emozionante. È un equilibrio difficile da spiegare e teorizzare, e ancora di più da realizzare, ma i lettori percepiscono subito quando funziona e quando no.
Quali immaginari o filoni vi sembrano più promettenti nel dialogo tra lettori e lettrici giovani e narrativa di genere?
Quello dei lettori e delle lettrici YA è un mondo complicato da analizzare perché va velocissimo, le tendenze cambiano, si sovrappongono e si mescolano. Ultimamente ci sembra di vedere due tendenze curiosamente opposte che hanno investito i due principali generi YA. Nel romance ci sembra in crescita la voglia di romanzi e storie più leggere, ironiche e positive (i cozy romance, per generalizzare, perché anche qui ci sono già sottogeneri), anche se la storia d’amore tormentata rimarrà sempre un caposaldo del genere. Nei fantasy, al contrario, c’è un crescente interesse per le storie più cupe, con una forte componente di realismo e critica sociale che forse è figlia degli sconvolgimenti purtroppo non positivi cui assistiamo continuamente nel mondo reale. Il fantasy diventa una specie di terreno libero e sicuro in cui elaborare quello che accade, dargli un senso e il più delle volte un lieto fine. Un’altra tendenza molto promettente ci sembra infine l’innesto sempre più frequente, sia nel fantasy sia nel romance, di elementi gialli e soprattutto thriller. Il thriller è in effetti il terzo vertice del triangolo della narrativa di genere. È arrivato un po’ più tardi degli altri due ad assumere una forma pienamente YA, ma adesso sta seguendo gli stessi percorsi di ibridazione. Forse non siamo ancora arrivati a codificarli ufficialmente come generi autonomi, ma thrilleromance e fantathriller esistono già e piacciono molto.

Dopo Twilight: Valentina Bortolamedi, Fazi
Fazi ha avuto un ruolo importante nell’arrivo e nella diffusione di Twilight in Italia, secondo voi quanto ha pesato quel titolo nel costruire il dialogo tra romance, fantasy e il pubblico?
Twilight ha rappresentato sicuramente un primo passo importante per l’affermazione di quello che è oggi il genere romantasy. In questa saga l’aspetto romance è stato valorizzato rispetto a quello fantasy, dimostrando che il desiderio amoroso è un motore potente quanto l’avventura, e sono state messe al centro le esigenze di un pubblico giovane e femminile celebrando le emozioni adolescenziali e validando l’intensità e l’importanza di quelle esperienze. I libri di Stephenie Meyer hanno influenzato il panorama letterario non solo per l’associazione di elementi paranormali con una trama romantica, ma anche per l’utilizzo di tematiche che oggi definiremmo dark, come ad esempio personaggi moralmente ambigui e imperfetti. Si tratta di elementi tutt’ora molto amati dal pubblico, che infatti continua a leggere e ad amare questa saga a distanza di anni.
Come state vedendo cambiare il pubblico romance negli ultimi anni, anche in relazione ai nuovi sottogeneri?
L’esplosione del fenomeno romantasy negli ultimi anni ha fatto avvicinare il pubblico del romance al genere fantasy, con gradi differenti: c’è chi preferisce un’ambientazione fantasy appena accennata per arricchire la storia senza creare troppe complicazioni (come nei sottogeneri di realismo magico, light fantasy e cozy), ma c’è anche una fetta di lettori che cerca worldbuilding, intrighi e azione più ricchi, che possano donare più complessità e drammaticità ai personaggi e quindi anche alle loro relazioni. Inoltre c’è stato un cambiamento sostanziale: all’epoca di Twilight il genere era fortemente associato alle lettrici adolescenti, mentre oggi il pubblico è più trasversale sia per età che per genere e background: le storie sono diventate più inclusive e profonde, trattando temi come la salute mentale, l’identità e le dinamiche di potere, e quindi possono parlare anche a un pubblico più maturo e consapevole.
Oggi come vedete evolvere la presenza di questi filoni nel vostro catalogo, anche alla luce dell’interesse del pubblico più giovane per questi sottogeneri?
Questi filoni non sono necessariamente così distinti a livello di pubblico: spesso i lettori saltano volentieri da un sottogenere all’altro. Quello che è certo è che c’è voglia di condividere, discutere, consigliarsi libri a vicenda, appartenere a una community sia digitale – grazie ai social – che fisica, basti pensare ai gruppi di lettura, club del libro, ecc. Le nuove generazioni non cercano un genere in particolare, ma sicuramente apprezzano indicazioni chiare su trama, atmosfera, eventuali relazioni (i cosiddetti “trope”), in modo da potersi orientare e ritrovare variazioni diverse degli elementi che li intrattengono di più.
Tra continuità e novità: Jennifer Carretta, HarperCollins Italia
Come state vedendo evolvere il pubblico romance negli ultimi anni, da Harmony a Midnight, anche in rapporto ai nuovi sottogeneri e alle comunità online?
Il cambiamento più evidente che abbiamo osservato negli ultimi anni riguardo al pubblico del romance è stato il cambiamento dell’età media. Con Harmony, eravamo abituati a un target più adulto, composto da donne che avevano scoperto la casa editrice da giovani e avevano continuato a seguirla nel tempo. Con l’avvento di BookTok e l’esplosione di Wattpad, l’età del pubblico si è notevolmente abbassata: è emersa una nuova generazione di lettrici, appassionate di libri intesi anche come oggetti da collezione, che frequentano regolarmente le librerie. Midnight è nata proprio per riunire, sotto un’unica collana, i titoli pensati per questa nuova generazione di lettrici romance.
Quali cambiamenti nei gusti delle lettrici e dei lettori vi sembrano più significativi oggi?
La classica storia d’amore in stile rom-com piace ancora, ma per alcune lettrici non è più abbastanza. Le lettrici di oggi cercano qualcosa di più nelle storie d’amore: vogliono avventure, tensione, rotture di tabù, traumi e colpi di scena. Non basta più la semplice relazione tra due protagonisti che, dopo varie vicissitudini, riescono a stare insieme. Il contesto in cui si sviluppa la storia è diventato fondamentale. Per esempio, nel romantasy il worldbuilding, il sistema magico e i plot twist sono tanto essenziali quanto la costruzione della storia d’amore tra i protagonisti. Il dark romance, invece, piace e intrattiene quelle lettrici che desiderano immergersi nelle dinamiche più oscure delle relazioni e della vita. È un genere controverso, adatto a un pubblico adulto e consapevole, ma che consente a chi scrive e a chi legge di esplorare tutto ciò che è socialmente sbagliato e proibito. Gli stessi protagonisti sono moralmente ambigui e si confrontano con antagonisti ancora più spietati di loro. In questi romanzi i trigger warning diventano indispensabili per proteggere le lettrici dalle storie più crude. La costante in tutti i sottogeneri, anche quelli più dark, però non cambia: l’amore, alla fine, vince sempre contro ogni ostacolo, che sia concreto, mostri dotati di poteri magici, o astratto, un passato doloroso da cui si può guarire.
Guardando a Midnight, quali sono per voi i filoni più promettenti?
HarperCollins, in quanto casa editrice internazionale, ci consente di avere un confronto continuo con i nostri colleghi di tutto il mondo e di essere costantemente aggiornati sulle tendenze più promettenti. Al momento i filoni che continuano a funzionare sono quelli dello sport romance, di cui Heated Rivalry è il fenomeno globale, e il dark romance, con tutti i suoi sottogeneri dal mafia/crime a quelli più spicy. Molto interessanti e promettenti sembrano essere i romance più cozy, anche del sottogenere cozy-romantasy, e l’horror, che inaspettatamente sta tornando di tendenza nel BookTok US anche nella chiave romance.

Le community: Lidia Ottelli, Festival Romance Italiano (FRI)
Com’è nato il Festival Romance Italiano e quale esigenza vi ha spinto a crearlo?
È nato nel 2019 perché in Italia nessuno parlava di questo bellissimo genere che è il romance. Ho voluto valorizzare sia il rosa sia le autrici italiane che meritavano una vetrina tutta loro. Così ho iniziato a organizzare questo evento che ormai è alla sesta edizione a Milano, ma con otto eventi in totale sparsi per l’Italia.
Quanto contano oggi le community online e gli eventi dal vivo?
Conta tantissimo. Le lettrici vogliono interagire con le loro autrici del cuore. Mentre le autrici hanno bisogno di dare un volto ai loro lettori. La community romance è una grande famiglia allargata.
In che modo il percorso di Il rumore dei libri ha contribuito alla costruzione dell’identità del festival?
Il rumore dei libri mi ha aiutato a conoscere le autrici che recensivo. Ho guadagnato il loro rispetto con la professionalità. Il FRI è cresciuto con me. Ho ancora tanto da imparare, ma sono sulla buona strada.
In che modo il festival ha contribuito a dare maggiore visibilità al romance in Italia?
Il FRI è stato il primo evento in assoluto che ha spalancato le porte al romance, che è sempre stato, purtroppo, messo un po’ da parte. Posso dire che abbiamo contribuito a dare lo spazio che merita. Il resto lo hanno fatto autrici e lettori.
Il ruolo delle librerie: Sabrina Salera, promotrice PDE
Nei tuoi incontri con le librerie, che tipo di risposta vedi quando presenti questi sottogeneri legati al romance?
Nella maggior parte dei casi, sia noi agenti sia i librai e le libraie abbiamo dovito affrontare un fenomeno culturale estremamente giovane e in crescita rapidissima. È stata soprattutto la velocità con cui si è sviluppato a richiedere un aggiornamento continuo da parte di tutta la filiera.
Che cosa fa davvero scattare l’interesse delle librerie, e quindi poi gli ordini?
Sicuramente i due elementi che in origine hanno impresso un’accelerazione nella diffusione del genere sono stati le piattaforme di self-publishing come Wattpad e la promozione sui social tipo TikTok. Per questo motivo attualmente le librerie, nel momento della prenotazione, prestano particolare attenzione a informazioni di questo tipo: precedenti esperienze di self-publishing e attività di sostegno social messe in campo dall’autrice e dalla casa editrice. Credo che ci troviamo di fronte a un genere in continua trasformazione, con, in taluni casi, anche un’apertura a nuovi contenuti di empowerment femminile, ma sicuramente non è facile muoversi all’interno di una galassia di motivi narrativi e filoni che si configurano come veri e propri sottogeneri.
Il pubblico arriva già con idee molto precise, oppure c’è ancora bisogno di accompagnarlo nella scoperta?
Il pubblico di riferimento dimostra spesso di entrare in libreria con le idee già molto chiare, anche se negli ultimi anni ho osservato con interesse e curiosità l’esperienza di alcune libraie che si sono ritagliate un ruolo attivo nel rapporto con le clienti che, in alcuni casi molto giovani, possono concretamente trarre beneficio dall’essere accompagnate nella scoperta di un genere così multiforme. Nel loro insieme, le voci raccolte restituiscono l’immagine di un romance in piena ridefinizione, capace di allargare il proprio pubblico, moltiplicare i propri sottogeneri e consolidare nuove forme di appartenenza. Dalle collane agli eventi, dalle librerie ai social, il genere si conferma un territorio mobile, in cui lettura, mercato e community si influenzano a vicenda e contribuiscono a ridefinirne di continuo i confini.