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Il Pellegrino inizia il suo cammino

31 gennaio 2024 | cristina
Il Pellegrino inizia il suo cammino

Nasce una nuova casa editrice. Cattolica, dialogante, innovativa.

di Paolo Soraci

PDE ci ha fatto l’abitudine ad assistere alla nascita di nuove case editrici. In questi anni, ha accompagnato i natali de La Nave di Teseo, SEM, Solferino e altre case editrici di diverse dimensioni e specializzazioni. L’avvio del 2024 vede i primissimi passi – prima uscita il 13 di febbraio – di una nuova sigla editoriale, Il Pellegrino. Sede romana e ambizioni universali per una casa di forte ispirazione religiosa ma aperta a tutti i generi e linguaggi, soprattutto a tutti i pubblici, al di là della fede religiosa.

Responsabili editoriali sono Natale Benazzi, teologo e in proprio, con una lunga militanza nell’editoria cattolica e non solo, da Piemme a San Paolo a Mondadori, e Chiara Libonati, che proviene da un’intensa esperienza nel mondo editoriale, prima come agente letterario con Luigi Bernabò e poi, per dieci anni, con Neri Pozza. Li abbiamo incontrati nei giorni immediatamente precedenti la conferenza stampa romana di lancio, tenutasi il 30 gennaio a Villa Malta, nella sede de La Civiltà cattolica, storica rivista della Compagnia di Gesù.

La presentazione, preceduta da un importante articolo sul Corriere della Sera, ha visto protagonista, assieme agli animatori della casa editrice, padre Roberto Dal Riccio, responsabile della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù, al quale è spettato presentare le linee programmatiche della nuova casa editrice: “͔Sentivamo che in questo momento, tra le varie opere che i Gesuiti portano avanti all’estero e in Italia, mancava un’operazione editoriale rivolta a un pubblico che non fosse interno solo alla comunità ecclesiale. Con Il Pellegrino non intendiamo rivolgerci solo al mondo dei credenti e dei praticanti ma rivolgerci a un nuovo pubblico. L’intenzione è quella di gettare un ponte tra chi appartiene formalmente alla Chiesa, senza escluderli, naturalmente, e chi non gli appartiene”.

Assieme a loro, al tavolo dei relatori, padre Francesco Occhetta, curatore di Democrazia, uno dei primi titoli, e il direttore de La Civiltà Cattolica, padre Nuno da Silva Gonçalves, mentre a condurre è stata invitata la giornalista e saggista Loredana Lipperini, voce di Rai Radio 3 e nello specifico di Fahrenheit, a riprova della decisa intenzione del Pellegrino di saltare tutti gli steccati per muoversi nello spazio di una comunicazione culturale tout azimut.

Venticinque i titoli previsti per l’avvio nel 2024, ma l’obiettivo sui tre anni è di stabilizzarsi sulle quaranta uscite.

Natale Benazzi, da dove nasce l’idea del Pellegrino?

L’idea di una casa editrice legata direttamente al mondo cattolico come il Pellegrino, perlomeno in partenza, nasce proprio dal bacino della Compagnia di Gesù. La Provincia Euro-mediterranea della Compagnia di Gesù, che comprende l’Italia ed è guidata da padre Roberto Del Riccio, ha voluto, ha scelto, ha spinto per la creazione di un nuovo marchio editoriale che potesse riprendere la tradizione gesuitica nel suo senso più forte, ossia quella di una cultura di ispirazione cristiana ma capace di dialogare con il mondo contemporaneo. Papa Francesco è attualmente l’esempio più lampante di questa inclinazione, come lo è stato il cardinale milanese Carlo Maria Martini. Ecco, in questa capacità di dialogare tra mondo dei credenti e mondo dei non credenti, è rintracciabile la spinta ideale per la nascita della casa editrice, che proprio per questo ha un’attenzione particolare verso i nuovi linguaggi, con l’obiettivo di affrontare le grandi sfide che la cultura contemporanea propone, e quindi guardare in avanti.

E dunque, Chiara Libonati, una casa editrice convintamente cattolica che ambisce però a parlare a un pubblico non solo e non necessariamente confessionale. Quali saranno le direttrici di catalogo su cui vi muoverete?

La sfida che Il pellegrino si pone è esattamente quella di raggiungere il pubblico più ampio e più trasversale possibile, rispondendo proprio alle domande più urgenti che l’attualità ci pone davanti. La linea editoriale allora è molto semplice, vogliamo raggiungere tutti i pubblici interessati ai temi dell’oggi: dalle questioni legate all’intelligenza artificiale, alle urgenze legate ai temi dell’ecologia o della guerra.Il modo è, dar vita e forma a un catalogo che vada incontro a un pubblico trasversale, abituato a leggere anche di narrative non fiction, cioè di testi che uniscano alla facile leggibilità uno spessore etico capace di interrogare le coscienze.

Vicino a questo tipo di narrative non fiction, una saggistica vicina al reportage, grazie anche alla penna di giornalisti e scrittori già affermati e famosi, che ci aiuti a indagare i temi etici dell’oggi, che vogliamo affrontare senza pregiudizi, ma in modo molto aperto, attraverso il dialogo interreligioso e il confronto con tutti, non credenti compresi. A fianco di questa linea “contemporanea”, pubblicheremo anche opere dei nomi più consolidati della tradizione culturale, tra letteratura e filosofia, voci eterne del panorama culturale, da Meister Eckhart a Simone Weil e tanti altri. Tornando all’origine della casa editrice, possiamo dire che Il Pellegrino intende offrire ai gesuiti, che sono riconosciuti sicuramente per la loro vocazione all’insegnamento, strumenti che li aiutino a percorrere strade diverse, nel loro quotidiano impegno a non parlare solo con il mondo religioso, ma a raggiungere veramente tutti.

I vostri libri si presentano con un’inedita caratteristica grafica: un vistoso QR-code nel bel mezzo della copertina. Natale Benazzi, perché tale scelta? Dove porteranno questi QR-code?

Abbiamo scelto di aggiungere un elemento per il lettore più accorto dal punto di vista transmediale. Il QR-code è un’occasione per mettere a disposizione anche materiali di tipo visivo o uditivo. E quindi, oltre alle informazioni presenti nel risvolto e nella quarta di copertina, con uno scatto sul QR-code si ha la possibilità di accedere a diversi tipi di contenuti ulteriori, in qualche caso un trailer del libro stesso, in altri qualche pagina letta dall’autore o un podcast. Ci è sembrato interessante introdurre questo elemento proprio perché il libro stesso sta diventando sempre di più una forma transmediale di comunicazione. Tutta l’editoria sta cercando di capire in che direzione andrà il libro in futuro, e diversi sono i tentativi di allargare la relazione del libro con il lettore. E-book e audiolibri sono ormai realtà solidamente installate nelle nostre abitudini di lettura, ma altre se ne possono sperimentare. Sicuramente l’editoria si sta muovendo e come casa editrice nuova volevamo iniziare muovendoci da subito insieme a lei.

Quali titoli segneranno l’esordio di Il pellegrino?

Il primo libro sarà da subito un libro su cui puntiamo molto – chiarisce Natale Benazzi – e che non poteva mancare, visto che è una raccolta di testi di Papa Francesco dal titolo Ricordatevi di pregare per me. Questi scritti sono introdotti, spiegati, raccontati, presentati da suo nipote, José Narvaja, anche lui gesuita. Padre Narvaja affronta le tematiche di Papa Francesco in maniera diversa dagli altri, perché è cresciuto insieme a lui, e si percepisce, in queste pagine, un’attenta affettività che si manifesta nell’approccio alla materia e nel calore della scrittura. Ogni libro del Papa è di per sé importante, ma questo libro lo è in maniera specifica, perché il 2024 è l’anno che il Papa dedica alla preparazione del Giubileo, attraverso la richiesta di preghiera per il mondo, per la pace, per i poveri, per la situazione climatica, per le grandi tematiche di cui si sta facendo carico. Si tratta quindi di un libro che accompagna i credenti nella preghiera, ma credo che possa aiutare anche i non credenti a capire cosa per Papa Francesco significa pregare per il mondo.

In compenso, la seconda uscita sarà il sorprendente Settanta volte sette di Alex Mar, un’autrice che ha scritto del caso di Paula Cooper, la sedicenne americana che alla fine degli anni ‘70 uccise con più di trenta coltellate la sua catechista Ruth Pelk. Il caso fece scalpore, se ne parlò in tutto il mondo e soprattutto ci si interrogò sul concetto della pena di morte e sui limiti alla giustizia. Paula Cooper, che era stata condannata alla pena di morte per sedia elettrica, fu salvata grazie alla mobilitazione mondiale. Partendo da una storia vera, grazie a questo testo che è un narrative non fiction che si legge come un true crime, ci interroghiamo su temi etici che oggi sono fondamentali, quali i limiti della giustizia, la giustizia riparativa, il perdono e le radici del male.

Questi i primi due titoli, cui faranno seguito altre uscite importanti a partire da Democrazia. La sfida della fraternità, curato da padre Francesco Occhetta e prodotto da un gruppo di lavoro che si prefigge di formare i politici di domani, “Comunità di connessioni”, affrontando
i grandi temi del dibattito sociale al fine di “recuperare il valore della fraternità come unico modo per scongiurare il dilagare di una mentalità neofascista”.

Altro titolo in imminente uscita, il saggio di Lorenzo FazziniDio fra le righe. La ricerca dell’infinito da Cormac McCarthy a Eric-Emmanuel Schmitt, sorta di piccolo canone occidentale che insegue lo spirituale nella letteratura di scrittori cruciali della contemporaneità. Oltre ai due citati nel sottotitolo, Fazzini insegue numerosi altri grandi scrittori degli anni finali del ‘900, da Chaim Potok a Colum McCann e Wendell Berry, mentre la postfazione è firmata da Nicola Lagioia.
Sul fronte dei classici, in arrivo con il titolo Come un testamento spirituale le sette lettere che Simone Weil scrisse al suo consigliere spirituale padre Perrin e una nuova traduzione dei Quaderni in ottavo di Franz Kafka.