Indietro

La salvezza è altrove: la storia di Sacco e Vanzetti

26 gennaio 2024 | cristina
La salvezza è altrove: la storia di Sacco e Vanzetti

A #PDESocialClub Paolo Pasi ci porta nelle strade degli Stati Uniti di inizio ‘900, per raccontarci la vicenda di Sacco e Vanzetti.

Torna #PDESocialClub e inaugura la stagione 2024 con il bel saggio di Paolo Pasi, Sacco e Vanzetti, la salvezza è altrove, edito da elèuthera. Se ne parla con l’autore giovedì 1° febbraio alle 18.00 sul sito e i social di PDE, della casa editrice e delle librerie che vorranno condividere lo streaming della conversazione.

Per molti i nomi Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco sono legati a un lontano film di Giuliano Montaldo, alla struggente canzone che ne siglava la colonna sonora, composta da Ennio Morricone e cantata da Joan Baez, alle roventi ballate di Woody Guthrie. Nel nostro ricordo distratto quella di Nicola e Bart è la storia triste e sconsolata della persecuzione e morte di due innocenti, portati alla sedia elettrica perché anarchici e italiani. Ossia, a inizio anni Venti del ‘900, immigrati e sovversivi, stranieri pericolosi, “quasi bianchi” pronti a ogni violenza.

Bisogna immergersi nel libro di Paolo Pasi, nella sua scrittura di eccellente tenuta letteraria, nella sua capacità di condurre la narrazione col passo e il ritmo del narratore di talento, nella capacità di tenere il filo di una documentazione ricchissima e dalle infinite diramazioni, per scoprire che quella storia non finisce con la vicenda individuale di due sfortunate vittime. L’oltranza con cui il sistema giudiziario americano si accanì contro i due colpevoli ideali, appunto italiani e anarchici, accusati di rapina a mano armata e duplice omicidio; il disprezzo per ogni testimonianza – e furono centinaia – a favore dei due imputati, il disinteresse per le prove; l’indifferenza per le sempre più evidenti incongruenze e spesso assurdità dell’impianto accusatorio. Tutto questo si specchia nell’enormità della mobilitazione mondiale che accompagnò in maniera crescente prima il processo. Poi la serie infinita di ricorsi, regolarmente respinti (in quale ordinamento che non esca da un romanzo dell’assurdo, il magistrato che valuta la plausibilità di un ricorso è lo stesso, in questo caso il giudice Thayer, che ha condotto il processo oggetto di ricorso?).

Da New York a Londra, da Berlino a Buenos Aires, da Parigi a San Francisco, da Bombay a Lisbona milioni di persone manifestarono chiedendo la libertà per Sacco e Vanzetti, centinaia di intellettuali, scrittori come Anatole France, Alfred Einstein, Bertrand Russell, G. B. Shaw, insieme a illustri giuristi, chiesero, carte processuali alla mano, il proscioglimento con formula piena dei due. Persino papa Pio XI rivolse un appello alla clemenza al governo e alle corti degli Stati Uniti; Henry Ford, proprio lui, persino lui, pubblicò un intervento sul “New York Times” invitando i giudici a ripensarci.

Paolo Pasi ci porta con la vividezza del racconto nelle strade degli Stati Uniti di inizio ‘900, tra le case e le fabbriche delle tante Little Italy sparse per la East Coast, nelle aule dei tribunali, nelle celle delle carceri e nelle piazze ribollenti di protesta, nella vita, nei pensieri di Nicola e Bart, e insieme però conduce un’analisi puntuale, acuminata, del sistema giudiziario, della feroce guerra di classe nutrita di venature razziste, della organizzazione della repressione, della edificazione di una società e di un sistema economico in misura preponderante basato sull’esclusione, la segregazione, la persecuzione del dissenso.

Ne parliamo giovedì 1° febbraio con Paolo Pasi, in streaming sulla pagina Facebook di PDE, di elèuthera delle tante librerie indipendenti di #PDESocialClub che condivideranno l’evento. L’incontro si potrà seguire anche sulla homepage del nostro sito, sul nostro canale YouTube e su LinkedIn.