Indietro

Nel fantastico mondo di Tim Burton

12 ottobre 2023 | cristina
Nel fantastico mondo di Tim Burton

Grazie a Silvana Editoriale, che pubblica il catalogo, abbiamo potuto visitare The World of Tim Burton, la mostra dedicata al celebre regista allestita al Museo del Cinema di Torino.

di Rachele Cassoli

«Il connubio tra la follia architettonica dell’Antonelli, che ha creato quest’opera, che è il monumento rappresentativo della nostra città, e la follia visionaria dei personaggi di Tim Burton hanno trovato, proprio qui alla Mole, la giusta sintesi». Queste le parole di Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, durante la conferenza stampa che ha aperto le porte della mostra The World of Tim Burton.

L’allestimento vanta più di 540 opere esposte in un vero e proprio labirinto che permette di ripercorrere l’intera carriera di Tim Burton, dalle origini a Burbank fino alla sua ultima creazione, Mercoledì, la serie tv Netflix che ha riportato in auge la macabra famiglia Addams. Attraverso questo percorso, possiamo comprendere quanto profondamente l’immaginario burtoniano sia ancorato alla nostra contemporaneità e sia diventato parte integrante dell’immaginario collettivo.

La mostra, ideata e co-curata da Jenny He in collaborazione con lo stesso Tim Burton, è stata adattata per il Museo Nazionale del Cinema da Domenico De Gaetano, che nella sua introduzione al catalogo afferma: «affrontiamo l’opera di un regista rivoluzionario che non solo ha compreso il cambiamento, ma lo ha addirittura anticipato. La mostra offrirà al pubblico l’opportunità di immergersi nel suo laboratorio, vivendo le tante fasi di un processo creativo alla base di film che hanno contrassegnato e trasformato la storia del cinema».

In occasione della conferenza stampa di presentazione, abbiamo potuto visitare “il mondo di Tim Burton” e realizzare un piccolo reportage fotografico, di cui potete vedere nella galleria alcuni scatti.

Domenico De Gaetano, Tim Burton e Enzo Ghigo.

Perdersi nella spirale

Simbolo dell’esposizione, ma in realtà della stessa poetica del regista statunitense, è la spirale rossa tracciata sul pavimento che ci ha accolto all’inizio del percorso. Si tratta di un riferimento a The last of Its Kind, opera realizzata da Burton nel 1994, naturalmente presente all’interno dell’allestimento. Passeggiando tra gli infiniti bozzetti e ammirando le polaroid più strane che si possano immaginare, abbiamo compiuto un viaggio nell’universo visionario e nella creatività del pluripremiato regista, immergendoci nel dietro le quinte dei film più significativi della filmografia burtoniana: dalla sua prima esperienza come animatore nei laboratori di Walt Disney, fino a quella da showrunner di Mercoledì, passando per Edward mani di forbice, Nightmare Before Christmas, La sposa cadavere, Batman, La fabbrica di cioccolato.

La mostra inizia nell’Aula del Tempio, circondata da diverse aree espositive della collezione permanente del Museo Nazionale del Cinema. In questa sezione, il tema è proprio l’atto creativo di Burton: i pannelli attorno all’ascensore panoramico ospitano le opere che evidenziano la spontaneità di questo processo, con bozzetti realizzati d’impulso sui tovaglioli dei ristoranti o sui block-notes degli alberghi. Inoltre, in una nicchia, è ricostruito anche lo studio dell’artista, lo spazio privato in cui avviene la creazione. Sulla rampa elicoidale sono, invece, presenti sei sezioni che raccontano i temi forti dell’arte di Tim Burton, ricche di oggetti, opere d’arte e disegni.

La mostra prosegue poi al piano di accoglienza della Mole, con due sezioni dedicate alla produzione più personale di Tim Burton, in particolare ai temi della mostruosità e del “reietto incompreso”, con particolari riferimenti ai personaggi creati da Burton nella sua raccolta poetica del 1998, Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie. Ciliegina sulla torta sono, infine, le due enormi sculture botaniche ispirate a Edward Mani di Forbice: un cervo e un drago, che troneggiano nel cortile interno della mostra, attirando lo sguardo di chiunque si avvicini. Insomma, la Mole e i suoi dintorni sono stati completamente burtonizzati per offrire a chi visiterà la mostra un’esperienza a 360 gradi.

Passeggiando tra le lapidi di Burbank

Burbank, dove è nato e cresciuto Tim Burton, è la maggiore fonte di ispirazione per il regista, non diremmo per la ricchezza di impulsi creativi, quanto per la loro mancanza: l’unico divertimento per la sua giovane mente era giocare tra le lapidi del cimitero cittadino e rifugiarsi nei mondi immaginati dai grandi registi dell’horror, suo primo e grande amore.
Lo stesso Burton, nella prefazione al catalogo della mostra, sottolinea la mancanza di una cultura museale nella sua città, cosa che lo costringeva tra le mura delle piccole sale cinematografiche di Burbank.

Proprio su quelle poltrone Tim Burton ha concepito la sua passione per l’orrore, per i mostri e per la fantascienza, che lo ha portato a scoprire alcuni tra i migliori registi italiani, da Mario Bava a Dario Argento, passando – proprio così! – per Federico Fellini.

Dalle atmosfere di quei film deriva il suo amore per l’Italia, che lo ha convinto a trasferire la sua mostra itinerante alla Mole Antonelliana. «Una mostra non convenzionale, in un luogo non convenzionale», come il regista stesso ha affermato in conferenza stampa.

Il catalogo di Silvana Editoriale

L’esperienza immersiva nelle opere originali di Tim Burton, dai bozzetti disegnati su tovagliolini da bar durante un raptus creativo ai modellini in dimensioni reali delle sue più grandi opere in stop motion, è accompagnata dal ricco catalogo di Silvana Editoriale. Il volume si apre con le introduzioni del presidente Enzo Ghigo e dei curatori della mostra, oltre a una breve nota dell’artista; a seguire, approfondimenti sul tema burtoniano a opera di Luca Beatrice, critico d’arte contemporanea, di Giona A. Nazzaro, critico cinematografico, e di Stefano Bessoni, regista e illustratore.

Tuttavia, il vero cuore del volume, lo scrigno delle meraviglie, è ovviamente, la preponderante parte dedicata alle illustrazioni, organizzata in capitoli che ripercorrono le sezioni nelle quali è suddivisa la mostra: In giro per il mondo, Polaroid, Influenze, Opere figurative, Progetti non realizzati, Personaggi dei film, Carnevalesco, Festività, I reietti incompresi. Ogni capitolo è una collezione completa delle opere esposte tra le mura del Museo del Cinema che ci permette di rivivere l’esperienza museale scorrendo le pagine di questo libro unico, ripercorrendo la carriera del grande cineasta tra uno schizzo e una scena dei suoi film di culto. Il volume termina con una breve biografia della vita di Tim Burton e un’utile cronologia delle opere.

Non vi resta che prenotare il vostro ingresso e lasciarvi trasportare nel mondo di Tim Burton!

__

La foto in apertura è di A. Guermani