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William T. Vollmann e “L’atlante” di un tour italiano

8 luglio 2023 | feltrinelli
William T. Vollmann e “L’atlante” di un tour italiano

Un viaggio fra il reale e il narrativo, un tour italiano in quattro tappe, un unico protagonista: l’autore de L’atlante, William T. Vollmann.

di Luca Bonifacio

William T. Vollmann non sarà forse lo scrittore più facile in circolazione. Ma la sensazione che sia uno dei più grandi scrittori americani viventi esiste già da un po’. 

Abbiamo imparato a capirlo grazie ai suoi testi, in gran parte pubblicati in Italia dalla casa editrice minimum fax: testi come I fucili, La Camicia di Ghiaccio, Storie della farfalla, Afghanistan picture show, I poveri, Storie dell’arcobaleno, Come un’onda che sale e che scende. A confermare questa sensazione si è poi aggiunta alla lista la sua opera più recente, che porta il magniloquente nome de L’atlante.

Tradotto da Cristiana Mennella, L’atlante è una raccolta rapsodica di racconti e frammenti che mescolano il reportage alle riflessioni di natura saggistica, la documentazione storica alla narrazione. Tutto ciò che potrebbe insomma racchiudere per intero la sua esperienza, tanto di vita quanto di scrittura. Perché oltre a esser romanziere e scrittore, Vollmann è stato anche cronista di guerra.

L’atlante è allora la cronistoria di un vagabondaggio fra reale e narrativo che lo ha portato in giro per il globo: dal Polo alla Thailandia, da Pompei alle autostrade americane, dalla Cambogia alla devastazione di un paese come l’ex Jugoslavia, impregnato nel conflitto, nei dissapori e nella contraddizione.

A rendere tortuoso questo viaggio, poi, ci si mette pure la struttura dei cinquantadue frammenti di racconto, costruiti e organizzati in un palindromo quasi fossimo in un film di Christopher Nolan: il primo racconto collega l’ultimo, il penultimo il secondo, e così via fino a un punto di contatto – forse di non ritorno – che è il centro del libro, e quindi del mondo secondo Vollmann.

Nel paesaggio umano dipinto dall’autore americano ne L’atlante ci sono come al solito orrore e stupore, incubo e paura, timore e tremore, il tutto intriso in una varietà stilistica che attinge dal reale per sfociare nel biblico e nell’epico, nel mitico e nel giornalistico, in una narrazione indefinibile che quindi nulla ha a che fare con il romanzato. Perché se «la storia del mondo è la storia della violenza», per raccontare l’umanità William T. Vollmann può stare solo nel paradossale confine tra il distacco e l’empatia.

La somma del risultato che ci propone l’autore è allora un viaggio che dà un termine – in entrambi in sensi – all’idea stessa di letteratura, un luogo dove spesso il progresso e la storia fanno rima con guerra e miseria. Siamo in un limine labile, dove concetti quali fiction e non fiction perdono pure di valore. Perché Vollmann scrive a modo suo, racconta il mondo con occhi che sono solo i suoi: quelli di chi ha visto, per esempio, morire un amico fra le braccia dopo essere saltato su una mina.

La geografia che traccia Vollmann assume così contorni infernali, troppo e purtroppo umani in questa storia di poveri, di dannati, di fucili e di guerra. Quello che conta di questi racconti in miniatura, allora, è che rappresentano una chiave per leggere e rileggere tutti i suoi testi. Sono in poche parole l’atlante della sua scrittura: semplicemente “l’atlante frammentario”, come ci avverte dall’inizio, del mondo in cui William T. Vollmann pensa e scrive.

L'atlante

Il tour

Questo viaggio al centro dell’umanità che Vollmann ha compiuto durante tutta la sua produzione, e soprattutto ne L’atlante, conduce l’autore proprio in Italia. Perché sono ben quattro le tappe del tour in programma nella penisola. E definirlo semplicemente un ‘’tour’’ suona male considerate le diverse modalità in cui si svolge. 

Si incomincia a Roma, martedì 11 luglio ore 21.00, dove l’autore leggerà il suo inedito Memories of the world in occasione del Letterature festival di Roma (Stadio Palatino). 

Si prosegue con una lezione di scrittura vera e propria tenuta da Vollmann in persona mercoledì 12 luglio ore 21.00, nella Biblioteca Salaborsa di Bologna (il corso è gratuito e ci si può prenotare sul sito di minimum lab). 

Terza tappa giovedì 13 luglio ore 19.00, in cui l’autore dialogherà con Luca Briasco, editor di minimum fax, alla Fondazione Museo Civico di Rovereto (la presentazione, inizialmente prevista alla Libreria Arcadia, è stata spostata alla Fondazione per l’ingente richiesta di adesioni. Si consiglia pertanto di contattare la libreria sui canali social per garantirsi la partecipazione all’evento).

Il viaggio si conclude venerdì 14 luglio ore 19.00, alla Nuova Libreria Rinascita di Brescia.

Non mancate!

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