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Giovanna Mozzillo, Ritorno in Egitto

15 gennaio 2018 | cristina
Giovanna Mozzillo, Ritorno in Egitto

In libreria, Ritorno in Egitto di Giovanna Mozzillo, il racconto dell’amore tra Claudio e Ligdo in una Roma imperiale ormai in declino

Il potere di Roma è al tramonto. Nell’Urbe regna l’angoscia perché i barbari premono ai confini, la criminalità impazza, dilagano le epidemie, proliferano insetti mostruosi e fenomeni inspiegabili accreditano la tesi che la fine dei tempi sia vicina.

In questo mondo in sfacelo si diffonde il messaggio del Cristo, che all’umanità atterrita offre certezze e speranze, ma ribaltando criteri di giudizio da sempre accettati e rivoluzionando il concetto di bene e di male. Accade così che Claudio e il suo concubino Ligdo scoprano come il loro rapporto, che per millenni è stato ritenuto giusto e encomiabile, ora per il nuovo dio sia peccaminoso, turpe, anzi “abominevole”.

Nel descrivere l’impatto tra due concezioni della vita reciprocamente incompatibili – quella classica che esalta la corporeità e l’eros, e quella cristiana che li criminalizza –Giovanna Mozzilo mette in luce lo sconvolgimento che i due amanti, separati da una serie di fatali congiunture, vivranno con esito diverso: perché Claudio, inviato dal Cesare a capo di un’ambasceria nella favolosa Ctesifonte, e convinto che non sia possibile ingabbiare il mistero in certezze definite, riesce a non rinnegare le proprie convinzioni, mentre Ligdo si offre in olocausto nel corso di uno spettacolo rituale per sottrarsi al fuoco eterno a cui si crede destinato.

Fondamentalismi di ieri e di oggi

La vicenda di Ritorno in Egitto, narrata con mano ferma e delicata ad un tempo da Giovanna Mozzilo, ci ricorda che il fondamentalismo cristiano di 2000 anni fa aveva molto in comune con quello islamico di oggi. Ma anche i due giovani protagonisti possono essere ricondotti all’attualità. Ligdo nella sua foga appassionata e nei suoi terrori sembra quasi una creatura pasoliniana.

Il loro dramma è nutrito di una vasta ed approfondita conoscenza degli scenari, dei costumi e del linguaggio dell’antica Roma, su cui Mozzillo ha condotto accurate ricerche in biblioteche, archivi e musei, riuscendo a rendere vivo e palpitante, grazie anche alla forza di uno stile lucido e denso di vibrazioni, un mondo così lontano da noi eppure all’origine della nostra civiltà e della nostra storia.

Ritorno in Egitto, edito da Marlin Editore, è un romanzo denso e inquietante che ricrea un mondo affascinante, lontano da noi, ma all’origine della nostra storia e della nostra civiltà.

L’autrice

Giovanna Mozzillo, napoletana, ha insegnato per molti anni materie letterarie. Nel 1977 ha curato il volume Società e cultura nell’opera La Campania dal fascismo alla repubblica. In seguito ha pubblicato Le alghe di Posillipo (1994, II ed. 2011), Tempo di cicale (1995) e, per Avagliano, Recita napoletana (1999, Premio “Naples in the World”, da cui è stato tratto il lavoro teatrale “Tempo scaduto”, diretto e rappresentato da Gea Martire), La signorina e l’amore (2001, finalista al Premio Morante 2002), Lavinia e l’angelo custode (2003), Quell’antico amore (2004), La vita come un gioco (2007, finalista al Premio Melfi 2008), Malgrado tu sia altrove (2014). È coautrice del volume collettivo La guerra e le bambine: sedici nonne raccontano (2014). Collabora alle pagine culturali di vari quotidiani e riviste, tra cui “Corriere del Mezzogiorno” e “Leggendaria”.

 

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Giovanna Mozzillo, Ritorno in Egitto, Marlin Editore