
Roberta D'Adda, Stefano Karadjov
Il 20 luglio 1826, nel corso degli imponenti scavi che stavano interessando l’area del Capitolium, fu rinvenuto un deposito segreto di bronzi all’interno di un’intercapedine del tempio. Fu subito chiaro il valore straordinario di questo patrimonio (che includeva anche la celebre Vittoria Alata) e già dai giorni successivi al ritrovamento il responsabile degli scavi Luigi Basiletti promosse la creazione di un museo entro le sale del tempio. È questo il prologo della lunga e articolata storia dei Musei Civici di Brescia oggetto di questo volume che, attraverso una ricca selezione di opere esclusivamente conservate nei depositi, ripercorre le fasi storiche del sistema museale bresciano mettendole in relazione con la storia della città e ricomponendo un tessuto variegato di relazioni e vicende collettive e personali. La grande varietà degli oggetti presentati (che comprendono reperti archeologici, dipinti, sculture, oggetti di arte applicata, fotografie, disegni, incisioni, cimeli storici e naturalia, con cronologie che spaziano dalla preistoria al contemporaneo) si intreccia dunque con il disegno generale dei Musei Civici di Brescia e con l’intera collettività bresciana, dando vita a una vasta “comunità di patrimonio” in continua evoluzione.