
Mauro Boldrini
Più di duemila anni fa, Ippocrate osservò una malattia e la chiamò karkinos, granchio. Da allora la medicina ha compiuto progressi straordinari, ma quella parola, diventata cancer in latino e cancro in italiano, è arrivata fino a noi. Attorno, nei secoli, è nato un intero vocabolario. Radicale, chemioterapia, metastasi, guerra, bersaglio, immunoterapia, guarigione, sopravvissuto. Parole che raccontano le scoperte della scienza, ma anche le paure, le speranze e i cambiamenti della società. Perché abbiamo dichiarato guerra al cancro? Quando abbiamo cominciato a parlare di guarigione? Perché un paziente deve essere considerato un combattente? E come può una stessa parola indicare oggi malattie profondamente diverse? "Le parole del cancro" ripercorre oltre duemila anni di storia della medicina attraverso un punto di vista originale, quello del linguaggio. Dall’antichità alle rivoluzioni terapeutiche contemporanee, dalle grandi scoperte scientifiche alle prime pagine dei giornali, il libro ricostruisce la nascita e la trasformazione delle espressioni che hanno accompagnato l’oncologia. Mauro Boldrini, da quasi trent’anni impegnato nella comunicazione oncologica al fianco di AIOM, intreccia la rievocazione storica con la propria esperienza professionale, vissuta accanto ai protagonisti della ricerca, ai medici, ai pazienti e ai giornalisti. Ne emerge una storia che riguarda tutti. Perché la medicina ha fatto enormi progressi, ma il linguaggio non sempre ha saputo tenere il passo. E le parole con cui raccontiamo il cancro continuano a influenzare il modo in cui lo conosciamo, lo temiamo e lo affrontiamo. Un viaggio per capire da dove vengono quelle parole, come sono cambiate e perché scegliere quelle giuste è oggi più importante che mai.