
Duccio Fumero
A New York, notte del 28 giugno 1969. Nel West Village il caldo è insopportabile e allo Stonewall Inn, locale malfamato gestito dalla mafia dove gay, lesbiche, drag queen e transessuali trovano l'unico rifugio possibile in un'America che li vuole invisibili, Edith e Jules ballano, si baciano, resistono a modo loro. Attorno si muovono João, il barista brasiliano che sogna di andarsene, e altre anime che quella notte, senza saperlo, stanno per cambiare la storia. Quando la polizia fa irruzione per l'ennesima retata, qualcosa si rompe. Per la prima volta la paura non basta più a tenere a bada la rabbia: la folla non scappa, resiste, si ribella. Nasce così, tra bottiglie, mattoni e un'armonica che suona nel vicolo, la rivolta che avrebbe dato il via al movimento per i diritti LGBTQ+ e, un anno dopo, alla prima marcia del Pride. La notte che non voleva morire racconta quella storia attraverso gli occhi di personaggi di finzione che si intrecciano a figure realmente esistite. Una scrittura cruda e viscerale restituisce la verità di un evento storico autentico: le retate, la mafia che gestiva i locali gay, le bustarelle alla polizia, le leggi pensate per criminalizzare un'intera comunità sono tutte documentate. Un romanzo tratto da una storia vera: la notte in cui una comunità smise di chiedere il permesso di esistere, e l'inizio di una rivoluzione che continua ancora oggi.