
Alessandro Riva, Vittorio Sgarbi, Davide Atomo Tinelli
Il catalogo raccoglie i graffiti più significativi del Leoncavallo. Un museo a cielo aperto, come è stato definito dall'assessore alla cultura Vittorio Sgarbi che ha proposto di vincolare i muri per proteggere i graffiti che vi sono dipinti in modo da impedire che vengano abbattuti per poi rimpiangerli tra cinquant'anni. Che il linguaggio del writing e della street art abbia, in questo passaggio di secolo, cambiato radicalmente l'estetica contemporanea, è un dato di fatto a stento confutabile. Impossibile non richiamare alla memoria almeno un avvenimento legato a questo spazio di diecimila metri quadrati occupato da più di trent'anni. Dai cortei extraparlamentari negli anni Settanta agli anni Ottanta dei punk. Per trent'anni il Leoncavallo ha unito arte e politica, cucina popolare e vini di prestigio, musica e antiproibizionismo, in una ricchezza di forme dettata dall'impegno continuo nel "fare società".