
Alessandra Amitrano
Stella è una ragazza spezzata, anche se nessuno riesce a vederlo. Passa la VIta a cercare ossessivamente, instancabilmente, quelli come lei, della sua razza, rotti dentro. Detesta la sua città, Napoli, la puzza delle strade, la gente che ci vive, il mare, Mario Merola, Roberto Murolo, la luna, il sole, i tifosi, quel "fracicone cocainomane" di Maradona. Divora quantità spropositate di cibo:crocchette, panzarotti, arancini, pezzi di pizza con la nutella, confezioni giganti di patatine fritte, oppure non mangia niente. Come Nico, la cantante dei Velvet underground, il suo mito, vorrebbe essere sepolta in una foresta. Anche se passa da una storia all'altra e si sposta continuamente di città in città, di piazza in piazza, si rifiuta ostinatamente di crescere ed è incatenata alla sua adolescenza. Forse perché vuole piacere a quell'uomo bello e triste, il suo papà, che è attratto morbosamente da lei. Come in un album di fotografie, il libro procede per istantanee che ritraggono e documentano un'anima febbricitante, sofferente per un senso del mondo mai sfogato, rinchiusa nelle spelonche della famiglia e per questo destinata a incanalarsi nei binari della droga e della bulimia. Broken Barbie è un atto d'accusa contro l'ipocrisia dei legami di sangue, un Lessico famigliare marcio, il promettente esordio di una giovane scrittrice napoletana.