Indietro

Treno infernale per Franck Thilliez

25 Febbraio 2026
Treno infernale per Franck Thilliez

Incontriamo Franck Thilliez per l’uscita italiana di Treno infernale per l’Angelo rosso

«Un libro piuttosto duro, pensato per chi ama il thriller e il brivido, e spero che vi permetta di entrare nel mio universo di autore» così Franck Thilliez descrive Treno infernale per l’Angelo rosso, il suo romanzo d’esordio, che in Francia nel 2004 lo ha consacrato come uno degli autori di thriller più amati e anche in Italia ha conquistato un pubblico fedele grazie alla saga del commissario Sharko. Con una nuova traduzione e una lettera inedita dell’autore ai lettori italiani, oggi torna in libreria, pubblicato da Fazi Editore nella collana Darkside. Proprio in occasione dell’uscita italiana, ne abbiamo parlato con lui alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano: potete vedere e ascoltare l’intervista integrale.

Treno infernale per l’Angelo rosso comincia con una scena del crimine agghiacciante: il commissario Franck Sharko, che da sei mesi cerca la moglie Suzanne scomparsa nel nulla, viene chiamato a indagare su un caso che sembra non avere spiegazione. Con l’aiuto della psicocriminologa Williams, del tecnico informatico Serpetti e della vicina Dudù Camelia, anziana guyanese con visioni mistiche, Sharko indaga su un serial killer vendicatore che sembra voler ricreare l’inferno in terra.

«Sono un autore di romanzi polizieschi e thriller», si presenta con semplicità, prima di raccontarci come sia riuscito a calarsi nella pelle del killer machiavellico che dà il la alla storia: «Mi sono immerso nella criminologia, nei comportamenti criminali, i serial killer mi affascinano molto». Come ci racconta, Thilliez si documentò in modo autonomo e capillare, senza contatti diretti nella polizia o nella medicina legale. «Quando rileggo questo romanzo oggi, è comunque abbastanza vicino alla realtà. Non mi ero molto sbagliato», ci dice.


​Al centro delle indagini c’è Franck Sharko, poliziotto tormentato che da questo esordio diventa il perno dell’intera saga dell’autore. A lui, nel corso degli anni, Thilliez ha contrapposto Caleb Grassmann, scrittore di noir che conosce a menadito l’universo criminale ma opera dalla parte dei cattivi. «Sharko è l’investigatore che cerca di catturare i criminali, un buono che dà la caccia ai cattivi; Caleb invece cerca di sfuggire alla polizia. Sono personaggi molto diversi, ma entrambi, ciascuno a modo suo, attratti dal lato oscuro della nostra società».

Le radici letterarie di Thilliez affondano nei maestri del genere. Da adolescente divorava Stephen King, catturato dai romanzi d’orrore, che fanno venire i brividi. Poi arrivarono Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris e I fiumi di porpora di Jean-Christophe Grangé, francese che l’ha influenzato profondamente. Ma non nasconde l’ammirazione per l’Italia: «Un autore italiano che mi ha colpito molto è Donato Carrisi, amo il polar italiano». È da questo immaginario costruito nel tempo, fatto di ossessioni criminali e modelli letterari precisi, che nasce Franck Sharko e l’universo che gli ruota intorno.

«Scoprirete un personaggio straordinario e vi imbarcherete nel mio universo: è una bella entrata nel mio mondo di autore» conclude. Per chi non ha ancora letto Thilliez, questo è il posto giusto da cui cominciare.