Torna alla lista
Baldini + Castoldi

Dalla parte giusta. Donne e uomini che salvano il mondo

Pietro Del Re

  • Genere: Scienze sociali
  • Listino: € 20.00
  • Collana: Le boe
  • Data Uscita: 12/02/2020
  • Pagine: 365
  • Lingua: Italiano
  • EAN: 9788893882279

«Donne e uomini degli staff di Msf, Cuamm, Intersos, Cesvi, Human rights watch e altre ong. Ma anche pompieri, sociologi che lavorano nei campi profughi, scienziati quali il direttore del Norwegian Polar Institute che sovrintende le ricerche sullo scioglimento dei ghiacci dell’Artico, attivisti per i diritti umani come un fuggiasco che ho incontrato a Bujumbura, naturalisti come la dirigente del Wwf indonesiano che cinque mesi fa mi ha accompagnato nel Borneo dove per creare nuove piantagioni di palma da olio, dal Duemila a oggi, è stato bruciato più del 50 per cento della superficie di una delle meravigliose foreste del pianeta. Da Aleppo, dove sono arrivato con un convoglio di cinque camion organizzati da umanitari islamisti e carichi di cibo e acqua per migliaia di civili siriani moribondi nel momento più cruento del lungo assedio delle truppe di Assad, alle lagune del Nilo bianco nel Sud Sudan, dove fuggono, sebbene infestate di coccodrilli e serpenti velenosi, le donne e i bambini sopravvissuti ai massacri etnici dei dinka sui nuer. Sugli isolotti dove approdano questi disperati mi ci ha portato Giovanni Dall’Oglio (fratello del missionario Paolo Dall’Oglio, scomparso in Siria), che per l’ong padovana Cuamm distribuisce farmaci e sacchi di riso e fagioli. Passo per Calais, dove la "giungla" di bidonville è stata chiusa due anni fa, ma dove continuano a sbarcare migranti nella speranza di riuscire prima o poi ad attraversare la Manica. Ci sono stato assieme al bretone Loan Torondel, vent’anni e attivista dell’Auberge des Migrantes, un’associazione di volontari che cucina e che di nascosto distribuisce il cibo ai rifugiati perché dalle autorità è vietato perfino sfamare questi affamati. Racconto di Kabul dove sono stato con lo staff di Msf e Intersos durante la spaventosa ondata di attentati dello scorso marzo, dei migranti nelle acque territoriali libiche raccolti dall’equipaggio della nave umanitaria Aquarius, del nord della Nigeria e delle sue milizie di conta