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I fratelli Sisters arrivano al cinema: la nostra recensione!

30 aprile 2019
I fratelli Sister recensione

Tratto dal romanzo di Patrick deWitt, I fratelli Sisters di Jacques Audiard sarà nelle sale italiane dal 2 maggio

Nessuno si sarebbe aspettato che un autore come Jacques Audiard, regista francese dei pluripremiati Il profeta e Dheepan, realizzasse un western di ambientazione classica, con star hollywodiane del calibro di Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal, John C. Reilly e Riz Ahmed, come I Fratelli Sisters, tratto dall’omonimo libro di Patrick deWitt (Neri Pozza).

In realtà, la storia produttiva di questo straordinario film, vincitore della Leone d’argento per la miglior regia alla 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha inizio molti anni fa. Quando, nel 2011, a John C. Reilly e Alison Dickey, moglie dell’attore e produttrice, capitò di lavorare in un film sceneggiato proprio deWitt (Terri di Azazel Jacobs). In quell’occasione, ricevettero in regalo il suo romanzo The Sisters Brothers – uscito proprio quell’anno anche in Italia, con il titolo Arrivano i Sister – e si innamorarono perdutamente dei due fuorilegge Charlie e Eli Sister. Reilly sentiva di poter essere la persona giusta per dare un volto a Eli, voce narrante del romanzo. Così, ne acquisirono diritti prima ancora che I fratelli Sister arrivasse nelle librerie.

Determinati a trovare un regista che lo realizzasse, furono gli stessi Reilly e Dickey a chiedere a Audiard, incontrato l’anno successivo al Festival di Toronto, di leggere il romanzo. Il regista ne fu folgorato. Benché non fosse abituato a realizzare progetti non originali, decise di salire a bordo del progetto, a dimostrazione che, spesso, sia l’amore dei lettori a rendere possibile il cammino di grandi storie verso il grande schermo.

I protagonisti di questo western ambientato nel 1851 sono i fratelli Eli (John C. Reilly) e Charlie (Joaquin Phoenix) Sisters, infallibili assassini al servizio del Commodoro dell’Oregon (Rutger Hauer). Charlie, il più giovane, è un uomo irruento, gran bevitore, spesso fuori controllo; Eli, il più grande, di indole più mite e riflessiva, si è stancato di questa vita fatta di sangue e piombo. Come ultimo «lavoretto» dovranno trovare e assassinare un cercatore d’oro chiamato Hermann Warm (Riz Ahmed), fuggito in California insieme a una formula chimica in grado di separare l’oro dagli altri residui minerali. Una scoperta che fa decisamente gola al Commodoro, tanto da coinvolgere nella ricerca anche lo strano investigatore privato John Morris (Jake Gyllenhaal).

Patrick deWitt è stato coinvolto direttamente nel trasformare I fratelli Sisters in un film, leggendo le varie stesure della sceneggiatura, adattata dallo stesso Audiard insieme a Thomas Bidegain, e fornendo suggerimenti. Tuttavia, nel passaggio tra un medium e un altro, soprattutto nel caso di un film spiccatamente autoriale, bisogna sempre fare delle scelte nel trasformare le parole, specie se come in questo caso di un narratore in prima persona, in azioni. È necessario apportare dei cambiamenti, per permettere alla storia di essere valorizzata da linguaggi e sensibilità diverse.

E così, il film di Audiard, rispetto al testo originale di deWitt, perde un po’ del travolgente umorismo nero alla fratelli Coen e diventa forse più disperato e violento. Il tono rimane, comunque, quello di un certo tipo di “spaghetti western” che sono stati sicuramente di ispirazione allo stesso DeWitt, ma il lato umano più tragico della vita di frontiera emerge con forza nella seconda parte.

Tuttavia, al di là dei cambiamenti sostanziali di tono e la riscrittura di alcuni personaggi secondari, con un maggior approfondimento concesso a Morris e Warm, il nucleo centrale sui cui si costruisce la tensione narrativa rimane quello del libro, cioè il profondissimo rapporto umano tra i due fratelli Sisters. La coppia Joaquin Phoenix e John C. Reilly funziona oltre ogni immaginazione e non si tratta di una mera contrapposizione tra i due opposti, il duro violento Charlie e lo stanco e malinconico Eli, che sembra quasi appartenere a un altro mondo, mentre compra spazzolini da denti nel selvaggio west. Entrambi, infatti, affrontano le difficoltà della vita in maniera diversa, ma hanno una ferita emotiva da cui guarire. Certamente non potranno farlo da soli.

I Fratelli Sisters sembra, così un film in cui convivono opposti. Divertente e tragico allo stesso tempo, è il racconto di come la solitudine possa spezzare quegli stessi cowboy diventati, nell’immaginario collettivo, simbolo di forza, temerarietà, sfrontatezza. Un film western a tutti gli effetti, che però non ha paura di contrapporsi ai cliché della narrativa di frontiera e mettere al centro i sentimenti umani. Tutto questo, senza mai tradire il genere di appartenenza o l’essenza del romanzo da cui è tratto.

Patrick deWitt, I fratelli Sisters, Neri Pozza