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Ver Sacrum: da Klimt al futuro, la bellezza tra le pagine

9 novembre 2018
Ver Sacrum, Skira

Skira presenta a Bookcity Ver Sacrum, la rivista della Secessione viennese. Curato da Valerio Terraroli ci porta con mano tra le pagine della prima e più bella rivista d’arte.

Nata in Austria, a Vienna, nel 1897, la Sezession è l’ultima incarnazione di quel movimento che ha conquistato l’Europa a cavallo dei due secoli prendendo tanti nomi diversi quanti sono i paesi in cui è fiorito: Art Nouveau in Belgio e Gran Bretagna, Style 1900 in Francia, Liberty in Italia, Modern in Russia, Modernismo in Spagna, Jugendstil in Germania e per l’appunto Sezessionstil in Austria.

Il perché di quest’ultimo nome è presto detto, Gustav Klimt, patriarca conclamato dei giovani artisti austriaci proclama la secessione dall’Accademia di Belle Arti di Vienna e dà vita a un nuovo movimento. L’idea fondante è quella della Gesamtkunstwerke, l’opera d’arte totale in cui pittura e architettura, scultura e arredo, decorazione, tipografia e persino abbigliamento, con la partecipazione di letteratura e musica, si fondono in un’unica espressione insieme organica e moderna, sublime e industriale, unica e infinitamente replicabile.

Di suo la Sezession porterà più in là, superandoli, molti dei moduli tipici dell’Art Nouveau, reintroducendo in quell’arte floreale e sinuosa un’inedita passione per angoli retti e spigoli, triangoli e quadrati, facendo infine da ponte tra quell’estrema fioritura del simbolismo con l’imminente Art Déco e tra l’eredità dell’inglese Arts and Crafts e il Bauhaus ancora a venire, passando, i protagonisti sono gli stessi, per la Wiener Werkstätte, pionieristica impresa di vero e proprio disegno industriale.

Organo ufficiale della Sezession fu una rivista di suprema, straziante bellezza, Ver Sacrum, che dal 1898 al 1903 ospita nelle sue pagine illustrazioni, calcografie, litografie e xilografie, di artisti consacrati e di giovani destinati a imperitura gloria. Le pagine, a partire dalle meravigliose copertine, pullulano di immagini – ritratti, studi, bozzetti, paesaggi, scene mitologiche, ma anche fregi e capilettera – firmate dal mentore di tutti loro, Gustav Klimt, dal tardo simbolista Ferdinand Khnopff, dal più liberty di tutti, il praghese Alphonse Mucha, come anche, sul fronte dei giovani, dai sempre più geometrici Koloman Moser e Josef Hoffmann, e dall’architettonico Joseph Olbrich. Accanto a loro i testi dei letterati, in testa a tutti Rainer Maria Rilke.

Ora Ver Sacrum rivive in un prezioso volume pubblicato da Skira e curato da Valerio Terraroli: Ver Sacrum, la rivista della Secessione viennese, in cui vengono riprodotte gran parte delle copertine e delle illustrazioni che hanno reso celebre la rivista. E lì scopriamo che ancora più bella delle già bellissime illustrazioni è proprio l’impaginazione, la convivenza di testi composti con font di sublime bellezza, illustrazioni, capilettera, fregi e decorazioni e il bianco, tanto bianco tutto attorno, a isolare e mettere in piena evidenza quella piccola opera d’arte che è la singola pagina.

Entrare in Ver Sacrum è entrare in uno spazio di pace, di lusso, calma e voluttà, entrare in un mondo di bellezza. Ma, nonostante le apparenze, non un mondo di bellezza lontana dal mondo. Per gli animatori di Ver Sacrum, per gli eroi della Sezession, la bellezza deve essere per tutti, deve essere pensata per tutti, come dimostrerà l’approdo di alcuni suoi protagonisti alla Wiener Werkstätte, e come dimostrano alcuni degli scritti teorici pubblicati nella rivista. Uno per tutti, “L’arte nella piccola industria” di Otto Wagner, del 1900, o il testo pubblicato l’anno successivo in cui Hermann Bahr sostiene che la Secessione si qualifica come “un problema pubblico”, prefiggendosi “di educare artisti e profani al possesso comune della cultura del presente”.

Quel mondo di bellezza e di responsabilità verrà infine trascinato via dalla mattanza della prima guerra mondiale, dall’epidemia di spagnola e infine dal nazismo. Ci resta la commovente bellezza di quelle pagine, l’arcano  nitore di quelle grottesche, di quei fregi, le esili ipotesi di femminilità di Josef Hoffmann, gli incanti urbani di Carl Moll, i meravigliosi caratteri disegnati da Alfred Roller, lontani addii dal “mondo di ieri”.

Ver Sacrum viene presentato a Milano, nell’ambito di Bookcity, domenica 18 novembre alle ore 17.00 nella Biblioteca d’Arte del Castello Sforzesco. Intervengono Valerio Terraroli e Marco Carminati.

Ver Sacrum La rivista d'arte della Secessione Viennese. 1898-1903
Ver Sacrum, Skira